martedì 17 gennaio 2012
Cibi camuffati: tortini salati che sembran dolcini!
mercoledì 6 aprile 2011
Barretta di burro aromatizzato a...
Ecco una risorsa facile facile per arricchire buffet e inventare in pochi gesti un antipasto.
Ingredienti: 200 g circa di burro (possibilmente salato) di ottima qualità, sale (se il burro non è salato), una cipollina, paprika dolce, un rametto di rosmarino.
Lasciate ammorbidire a temperatura ambiente il burro. In un piccolo mixer frullate la cipolla con le foglioline del rosmarino. Unite poi la cipolla frullata al burro, assieme ad un bel pizzico abbondante di sale. Mescolate con cura e trasferite su un pezzo di plastica alimentare, che arrotolerete per formare un “panetto” (potete usare anche la carta del burro stesso). Ponete a solidificare in frigorifero. Quando è solido spolveratene la superficie con della paprika.
Servite come antipasto, assieme a crostini caldi o a panini speciali a vostro gusto.
Varianti: sono ovviamente infinite... potete unire il curry in polvere, semi di sesamo leggermente schiacciati nel mortaio... fiori di rosmarino... Potete fare anche più gusti e presentarli in piccole forme decorative, con l'aiuto di stampi di silicone.
venerdì 25 marzo 2011
Pasta al limone: la perfezione della semplicità
Ingredienti per 3 persone circa: due limoni non trattati (bio), burro di buona qualità g 100, formaggio grattugiato (parmigiano o grana padano) g 100, sale, pepe (facoltativo), pasta all’uovo preferibilmente lunga (tagliolini, tagliatelline ecc...)
Questa ricetta è di una semplicità ineguagliata! Si grattugia la parte gialla della buccia del limone (dopo averlo lavato e asciugato) e si unisce in una ciotola con il burro a pezzetti e un pizzio di sale. Quando la pasta è cotta la si butta nella ciotola e si mescola bene. Si completa il tutto con il formaggio e, se piace (io lo preferisco senza) una spolverata di pepe, entrambe cose che possono essere aggiunte dai commensali direttamente nel loro piatto. Ci vuole il burro (l’olio non va), ci vuole il limone (se no non ha senso) e ci vuole il formaggio (per dare ricchezza). Tutto qua!
Ah... dimenticavo: è ottima anche con la pasta integrale!
lunedì 21 febbraio 2011
Zabajone e pettegolezzi di campagna
Ecco che vengo a parlarvi di un classico: lo zabajone. Mia nonna mi raccontava che quando abitava in campagna e una qualche vicina di casa, con la scusa di chiedere in prestito qualcosa o semplicemente “perché passavo di qui” si fermava per spettegolare saporitamente su qualche compaesano, era d’obbligo offrire un bicchierino di zabajone caldo. Lo si faceva sul momento, con un uovo preso dal pollaio e il marsala o, se mancava, il vino bianco ed in inverno riusciva a togliere il freddo dalle ossa e a riscaldare il cuore!
Ecco dosi e procedura: 1 tuorlo, 1 cucchiaio di zucchero raso, 1 guscio di marsala. A tutto ciò, se si ha paura di far “impazzire” lo zabajone, si può aggiungere una punta di cucchiaio di farina o di fecola!
Ovviamente il tutto va moltiplicato in base alla quantità che se ne vuole fare. Con due uova per esempio si ottiene una tazza da tè di crema. In ogni caso si procede sbattendo i tuorli con lo zucchero finché sono spumosi.
A questo punto si aggiunge il marsala (e la farina) e si pone sul fornello. Si continua a mescolare finché la crema di addensa (“vela il cucchiaio”, come si usa dire), ma se c’è la farina potete permettervi di lasciarla arrivare al bollore.
Toglietela dal fuoco e mescolatela energicamente per “gonfiarla”. A questo punto è pronta e potete servirla alla votra vicina gossippara!
...oppure potete tenere da parte lo zabajone ed usarlo per farcire bigné o torte (per esempio la torta al vento), per decorare il gelato, per fare una meravigliosa crema chantilly (all’italiana ovviamente) ecc. ecc.
lunedì 31 gennaio 2011
Cucina anti-salutista: crema di burro al caffè
Gulae philosophantis argumenta
"Ciò che piace fa bene" scriveva, intorno alla metà del Trecento, Maino dè Maineri, magister medicinae presso la corte dei Visconti. Difficilmente oggi una frase del genere potrebbe essere pronunciata in certi ambienti salutisti molto alla moda. Il rapporto fra piacere e salute è spesso vissuto, nella nostra società, in modo conflittuale. Tutto ciò che è goloso, saporito, piacevole al palato, zuccherino o grasso in qualche modo deve farci male. Ma non è stato sempre così.
La dietistica antica condivideva infatti il presupposto che il nostro corpo non ci inganna e che tende a desiderare di più gli alimenti di cui ha più bisogno e che per questo percepisce come più piacevoli!
La modernità ha finito invece per sottomettere ciò che è materiale a ciò che è razionale, la natura all'uomo. E i desideri del corpo vengono considerati distrattamente, come capricci o atti di lussuria da dover reprimere perché irrazionalmente nocivi. Perdendo così l'unità fra le varie componenti del nostro essere.
Tutto questo sproloquio solo per presentarvi una breve ricetta di una crema molto molto dannosa per il suo alto contenuto calorico, ma molto molto salutare per l'equilibrio psicofisico della nostra gola
Crema di burro al caffé
Le dosi sono ad occhio. Dipendono più che altro dalla quantità di crema che volete fare. Dato che è una crema abbastanza pesante, solitamente non se ne usa molta, per dar sapore ne basta un leggero strato. E' perfetta come crema per farcire le torte o i rotoli (come ad esempio il rotolo al caffè di cui vi ho già parlato o torte di mandorle, noci e simili). L'origine di questa ricetta non so quale sia. E' infatti una crema che le donne della mia famiglia si tramandano da generazioni.
Ingredienti: Burro, Caffè zuccherato (la dose dello zucchero dipende dal vostro gusto... L'importante è che sia caffé appena fatto e molto aromatico! Insomma non provate a farla con il caffè solubile perché verrebbe terribile).
Modalità: Prendete una ciotola rotonda non molto grande e iniziate a sbattere energicamente lo zucchero con una forchetta o spatolina in modo da ammorbidirlo e gonfiarlo. Quando sarà abbastanza morbido iniziate ad aggiungere piccole quantità di caffè per volta (direi non più di un cucchiaino) facendo attenzione a far assorbire di volta in volta tutto il caffè nel burro. Continuare fin quando la crema non diventa molto cremosa e scura (raddoppia quasi rispetto al burro iniziale) e il sapore non vi sembra buono.