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giovedì 30 giugno 2011

Focaccia integrale con lievito madre e albicocche



Riecco il nostro amico Tobi, il lievito madre di casa! La focaccia che vi propongo è fresca, salutare e dietetica. Trovo che le albicocche “leghino” benissimo con il “profumino” di fondo che lascia il lievito madre e anche con il ruvido della farina integrale e di quella di grano saraceno. Può essere un’interessante alternativa ad un abbinamento classico come quello della torta di albicocche caramellata che vi ho proposto qualche giono fa. La preparazione è un po’ lunga, per cui vi conviene farla quando sapete di avere tempo.

Ingredienti: una ciotola (circa 150 g) di lievito madre*, 100 g di farina (possibilmente una farina di forza, come la manitoba), 500 g circa di farina integrale, 150 g di farina di grano saraceno, 200 g di burro, 4 uova, 200 g di zucchero, un rametto di menta fresca, 1200 g circa di albicocche mature.

Fate in modo che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente (il burro deve essere morbido, mettetelo in una ciotola e mescolatelo bene). Impastate il lievito madre con la farina bianca e un poco d’acqua e lasciate riposare una mezz’oretta. Tenete pure l’impasto ad una densità di pastella, tanto si adenserà in seguito.

Dopo mezz’ora, quando il lievito è “bello vispo”, unite le 4 uova intere e la quantità di farina integrale che serve per ottenere una pastella densa. Lasciate lievitare per un’oretta e mezza abbondante (è estate e dovrebbe bastare).

Lavate e tagliate a metà le albicocche. Unite all’impasto il burro, mescolando bene, poi la menta tritata (con un coltello), lo zucchero e le farine rimaste.Foderate di carta da forno una larga pirofila o una leccarda e distribuiteci sopra l’impasto, livellandolo perché abbia ovunque la stessa altezza. Distruibuitevi sopra le albicocche in file ordinate e mettete il tutto in luogo riparato a lievitare per un paio d’ore o più, fino a che vedete che la torta è raddoppiata di volume.

Infornate a 180° e cuocete per una mezz’ora. Servite la focaccia fredda, magari accompagnata da un tè freddo alla menta!

*come al solito, se volete potete sostituire il lievito madre con un pezzetto di lievito di birra mescolato a acqua e farina... ha un altro odore, ma si gonfia di più ed e ha il pregio che si vende al supermercato!

lunedì 23 maggio 2011

Panzanella con pane a lievitazione naturale (pane di Tobi!)


Il caldo chiama a gran voce panzanella!!!! Ecco qua una delle tante varianti di questa insalata di pane povera e gustosissima. Il pane è fatto con lievito madre, per cui ha la caratteristica consistenza leggermente gommosa e non si riduce facilmente in “pappa” quando si bagna. Per questo la panzanella non è qui una crema (come spesso è quella fatta col pane di altro tipo), ma è... a cubi!
Ingredienti: pane a lievitazione naturale (preferibilmente ai cereali), cetriolo, peperone, pomodori saporiti (ok i pomodorini), ceci lessi, cipolla, erbe aromatiche fresche (basilico, origano, timo), sale, olio d’oliva, aceto (NON balsamico).
Per prima cosa spellate il peperone. I metodi sono vari, io qui l’ho esposto alla fiamma per bruciacchiare la pelle in modo da toglierla facilmente. Tagliatelo poi a pezzetti. Pelate il cetriolo e affettatelo. Tagliate anche i pomodori e le cipolle, ma lasciandole a pezzi grossi così chi non le gradisce può facilmente toglierle. Mescolate tutto in una grande ciotola.
In un mortaio schiacciate legermente le erbe aromatiche per farne uscire il gusto. Se disponete solo di erbe secche, a me vien da dire di lasciarle perdere... ma è una mia fissa. Unite al resto. Salate generosamente e completate con aceto e olio. Versate poi anche un bicchiere di acqua fredda (la quantità dipende da quanto pane aggiungerete.
Taliate a cubi il pane e mescolatelo alla verdura. Riponete in frigorifero alcune ore perché si amalgami ed il pane assorba bene il liquido. L’ideale sarebbe mescolarlo un paio di volte durante quel tempo, per evitare che il pane che è in alto resti asciutto.
Servite in ciotole come piatto unico, magari accompagnato da mozzarelle (o bufale o burrate...) freschissime!

martedì 17 maggio 2011

Focaccia con zucchine, aglio e noci

 
Ecco qua un'altra faccia da focaccia, ma questa volta salata! Il protagonista è sempre lui: Tobi il nostro amico lievito madre e qui è combinato con il sapore delle zucchine, delle noci, dell'aglio e dell'olio d'oliva!

Le dosi sono "a occhio", ma cercherò di darvi delle indicazioni comprensibili (non come mia nonna che diceva "un po' di questo, ma un poco di più di quell'altro").

Ingredienti: una ciotola di zucchine trifolate (con olio e, se vi piace, un poco d'aglio), 50 g di gherigli di noci, circa 300 g di farina, due cup (tazze) di lievito madre, un poco d'acqua, qualche cucchiaio d'olio d'oliva, sale, spicchi d'aglio completi di pelle.

Come già detto negli altri post, potete sostituire il lievito madre con una pastella densa di farina e acqua, a cui avrete aggiunto un pezzetto (4 o 5 g) di lievito di birra. lasciategli il tempo però di gonfiarsi prima di utilizzarla.

Impastate il lievito madre con l'olio, l'acqua, la farina ed il sale. Deve risultare un impasto della consistenza della pasta da pizza. Incorporate anche le zucchine e le noci e lasciate lievitare per un paio d'ore o più, a seconda della stagione. al momento di infornare infilate nella superficie gli spicchi d'aglio con la buccia. L'aglio nel cuocere rilascerà il suo aroma, ma al tempo stesso non sarà nella focaccia. Chi lo ama potrà avere la soddisfazione di spelarsi uno spicchio cotto in forno. Io non sono un'amatrice, ma pare siano deliziosi (così mi hanno detto).

cuocete a 180° per una mezz'ora circa e sfornate. potete mangiarla calda, oppure utilizzarla fredda per fare dei tramezzini. Col formaggio lega benissimo, soprattutto con il brie!



 
Nisetta

lunedì 2 maggio 2011

Testaroli con carciofi e pangrattato!


Gli ultimi carciofi della stagione e poi... arrivederci all’anno prossimo!!! Li ho voluti usare per condire i testaroli, che ormai conoscete bene! Per la loro preparazione vi rimando al post precedente, mentre per il condimento...

Ingredienti (per una ciotola di testaroli): due o tre carciofi puliti e privati delle foglie dure, olio d’oliva, uno spicchio d’aglio (facoltativo), pecorino grattugiato, pangrattato, timo o menta freschi (se sono secchi lasciateli perdere, sono comunque facoltativi), sale e pepe.

Tagliate i carciofi a spicchi sottili. In una padella rosolate l’aglio (schiacciato leggermente per far fuoriuscire il succo) e gli aromi nell’olio. Unite i carciofi, bagnate con qualche cucchiaio d’acqua e coprite con un coperchio. Lasciate cuocere finché i carciofi sono teneri e a qual punto alzate il fuoco e rosolate, dopo aver tolto il coperchio. Salate e pepate a piacere.

In un’altra padella versate il pangrattato senza nessun condimento. Ponetelo su un fuoco basso e mescolatelo spesso finché è color nocciola. Otterrete così del pane tostato. Lasciatelo raffreddare e mescolatelo al pecorino.

In una pentola ponete a bollire dell’acqua per i testaroli. Tagliate i testaroli a pezzi e bolliteli per al massimo un minuto. Disponeteli poi in una pirofila, condendoli con carciofi e completando con una spolverata di pangrattato. Mescolate e servite immediatamente, lasciando a disposizione olio d’oliva e altro pangrattato misto a pecorino.

venerdì 8 aprile 2011

Focaccia briochata all’arancia e pistacchio!


Ecco un’altra “focaccia sulla sedia”, ma questa volta in versione morbida col burro. Come sempre potete realizzarla sia con il lievito madre sia con il lievito di birra, a vostra scelta*! Quanto alla combinazione tra l’arancio e il pistacchio ... è una realtà capace di autoaffermarsi e posta ben aldilà di ogni tentativo di definizione! (scusate se è poco).

Ingredienti: 3 cups (tazze da tè) di lievito madre con la consistenza di una densa pastella, 20 g di farina 00, la buccia grattugiata di un arancio non trattato (opaco), 125 g di burro, 200 g di zucchero, 3 uova, 100 g latte, essenza di vaniglia e inoltre 2 cucchiai di pistacchi non salati e 2 cucchiai di zucchero.

*potete sostituire il lievito madre con il lievito di birra, preparando una densa pastella con mezzo cucchiaino di lievito di birra, 150 g circa di farina e 3 cups d’acqua appena tiepida. La lascerete riposare al tiepido un’oretta prima di usarla, per permettere ai lieviti di lavorare.

Procedimento: far fondere il burro senza che frigga. Quando è sciolto, unite le uova una alla volta, amalgamandole perfettamente con l’aiuto di una frusta. Versate il composto in una grossa ciotola, assieme al lievito, allo zucchero e al latte e mescolate. La quantità di latte che ho indicato è per una focaccia con consistenza “umida”, se la preferite più soffice dimezzate il latte o addirittura evitate di metterlo: alla fine otterrete un composto decisamente più duro. Unite ora anche la vaniglia, la farina e l’arancio e amalgamate il tutto perfettamente. Versate in una teglia di circa 24 cm di diametro e lasciate lievitare in luogo tiepido.

A parte passate al mixer i pistacchi assieme con lo zucchero in modo da ottenere una farina fine. Quando state per infornare la focaccia, distribuite omogeneamente sulla sua superficie la farina di pistacchio con l’aiuto di un setaccio. Infornate a 180° per mezz’ora circa. È buona sia tiepida sia fredda! 
Nisetta

giovedì 31 marzo 2011

Perché non faccio il pane in casa



Il pane che è in questo cesto l’ho fatto io, ma io non faccio il pane in casa. Paradosso? Menzogna? Contraddizione? Forno in giardino anziché dentro casa? Naaaaa!!!!! Niente di tutto ciò. Semplicemente... diciamo... polisemia!!! Pane è il nome PROPRIO (proprissimo!!!!) sia di quelle belle forme fragranti che il fornaio fa con grande maestria ogni giorno, con miscele di farine e forni appositi, sia di sfiziosità particolari con cui di tanto in tanto mi capita di gingillarmi nella preparazione di un menù. Detto in modo più chiaro: il pane normale lasciamolo fare ai fornai che sono più bravi!

Sono eretica? Certo, per patrimonio genetico e per vocazione. LO SO che siamo in piena era di macchine per fare il pane in casa e che è una cosa che dà grande soddisfazione! Ciononostante ribadisco che i fornai sono più bravi e da parte mia mi limito a impastare qualche panino speciale per accompagnare gli antipasti. Vero, faccio anche le pagnotte col lievito madre ... ma solo perché del lievito madre devi pur fartene qualcosa!!!! Ecco quindi come è nato il cesto che vedete: pane di Tobi (il lievito madre), panini ai ciccioli, panini alla cipolla e pane nero... perché da noi il meraviglioso pane nero che c’è oltre le Alpi difficilmente si trova!!! Il tutto accompagnato da un’agliata in puro stile medievale e del burro aromatico da spalmare!

Dato che NON faccio il pane, non posso spiegarvi come faccio il pane. Ha senso, no? O forse oggi sono solo pigra a scrivere? Però se non siete vampiri vi posso parlare di come si fa l’agliata...

lunedì 21 marzo 2011

Focaccia col lievito madre prima versione: Senza uova né burro!!!!



Ecco la prima delle “facce da focaccia”! si può realizzare sia con il lievito madre sia con quello di birra e per la sua semplicità è perfetta per la colazione. Dal punto di vista nutrizionale è molto completa, vista la presenza della frutta secca.

Ingredienti: lievito madre g 200*, ponoli g 50, farina 00 g 200 circa, zucchero di canna integrale (quello umidiccio che profuma quasi di liquerizia) g 80 (oppure peso equivalente in miele), olio di semi g 60, marmellata di arance g 150, cannella (facoltativa).

*come già detto potete sostituire il lievito madre con il lievito di birra, preparando una densa pastella con una punta di cucchiaino di lievito di birra, un paio di cucchiai di farina e un mezzo bicchiere d’acqua. La lascerete riposare al tiepido un’oretta prima di usarla, per permettere ai lieviti di lavorare.



Procedimento: mescolate il lievito con la farina, l’olio e lo zucchero (tenendone da parte un cucchiaio). Deve risultare un impasto denso, ma che si riesce ancora a mescolare col cucchiaio. Unite i pinoli e l’arancio, impastando il tutto.



Disponete su una teglia, distribuendo la pasta uniformemente e spolverate la puperficie con lo zucchero rimasto e la cannella. Lasciate riposare per un’oretta o due (a seconda di quanto fa caldo) se è lievito di birra, sempre del doppio se è lievito naturale.

Infornate a 180° per una mezz’ora.



Confessione sulla marmellata di arance: ammetto che io sto usando una composta di prepazione casalinga... arance affettate e cotte con miele e un poco di spezie (cannella, zenzero e chiodo di garofano), completata a freddo con un paio di gocce di essenza di senape. Quasi una mostarda insomma! Ma anche una normale marmellata di arance può andare bene.

sabato 19 marzo 2011

Facce da focaccia: inizia un serial!



Questo post inaugura delle istantanee di focacce con lievito madre (ma si possono fare anche con il lievito di birra). Per una questione di dignità ho deciso di dare loro una sedia bianca, come se potessero virtualmente diventare una “tavola rotonda” di focacce che siedono a discutere dei pregi e dei difetti reciproci. Ho una fantasia malata, lo so. Portate pazienza!

Ecco qui di seguito quella che nel giro di qualche tempo diventerà una carrellata di “facce da focaccia”








Focaccia versione 1F ocaccia 2: arancio  pistacchioFocaccia 3: zucchine noci...

giovedì 17 marzo 2011

Formaggio "balsamico"!!!



Ecco una di quelle preparazioni facili facili, da preparare anche con qualche giorno di anticipo e che sono adatte “per tutte le stagioni”!

Ingredienti: formaggi a pasta dura o semidura a vostra scelta (parmigiano, provolone, pecorini più o meno compatti, caciotte, piave... evitate assolutamente quelli freschi e pieni di latte!), olio d’oliva extravergine (possibilmente dall’aroma fruttato), aceto balsamico (o qualcosa che ci assomigli. Tutti sappiamo che quelli in commercio al super sono tanto meno vicini al vero balsamico quanto più il loro prezzo è basso, sigh!), foglie di alloro (fresche sarebbero perfette), pepe nero in grani, bacche di ginepro.

La preparazione è semplicissima: si tagliano i formaggi a tocchetti e li si mette in un recipiente (con coperchio) cercando di lasciare meno spazio vuoto possibile, inframmezzandoli con spruzzatine di aceto, foglie di alloro, grani di pepe e bacche di ginepro (queste leggermente schiacciate nel mortaio per aiutare l’aroma ad uscire). Alla fine si versa tanto olio quanto serve ad arrivare a coprire il formaggio e si pone a riposare in luogo fresco, chiuso con il coperchio. La preparazione può durare anche settimane perché di fatto è un sott’olio!









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Servite il formaggio con del buon pane, per poter apprezzare al meglio l’olio aromatizzato! È una squisitezza sempre apprezzatissima sia come antipasto sia nelle merende inprovvisate!!!!!



Dimenticavo!!!! Il pane che vedete nella foto è una delle fatiche del nostro Tobi!!!!! Eccolo qua come era prima di esser messo in forno! Della serie piccoli lieviti crescono!!!!

giovedì 3 marzo 2011

Panini rustici con noccioline e porri

Ecco ancora la combinazione porri-arachidi, ma in versione “panini sfiziosi”, di quelli dove uno tira l’altro.



Ingredienti: arachidi (salate  o non fa lo stesso) g 100, porro 1, farina 00 g 250, farina ai cereali g 150, olio di semi g 80, lievito*

*per il lievito potete usare il lievito madre (o naturale, i panini saranno più “pesanti”) o il lievito di birra (i panini saranno più fragranti). Di lievito madre ne servono circa g 150. Con il lievito di birra procedete così: preparate una densa pastella con un pezzettino di lievito di birra (1/4 della dose standard, cubetto o bustina), un paio di cucchiai colmi di farina e un mezzo bicchiere d’acqua.

Impastate il lievito/pastella con le farine e l’olio, unendo un poco di sale (se le noccioline sono salate ne basta veramente poco). Impastate con energia, lavorando la pasta con le mani. Deve risultare piuttosto dura.



Rompete grossolanamente le arachidi. Io ho usato uno dei mortai della mia collezione, ma in mancanza potete semplicemente tagliarle con un coltello. Afettate finemente il porro. Unite infine le noccioline e il porro all’impasto (non sarà facilissimo).

Formate dei piccoli panini o delle altre forme a vostro gusto e disponete su una leccarda perché abbiano il tempo di lievitare. Se avete usato il lievito di birra vi basterà un’oretta, con il lievito madre invece occorre più tempo.



Infornate a 180° per 20’ circa, finché sono ben croccanti. Serviteli caldi o freddi a vostra scelta, come accompagnamento di formaggi o salumi o in un buffet.

humor: saggezza di lievito

venerdì 25 febbraio 2011

In scena: “Tortino di testaroli al radicchio”

Attore protagonista: Tobi il lievoto madre (suo sostituto in caso di assenza: il Lievito di birra)- Attore co-protagonista: il radicchio dell’orto della mamma-  Voce fuori scena (brontolii): Rouge





Nel quotidiano problema di utilizzare il lievito madre, come spesso accade, ecco che risolvo con i testaroli. Sono in effetti una delle mie passioni, sarà per quel loro venire direttamente da un’altra epoca o per la semplicità e adattabilità del loro gusto o, ancora, per il fatto che ho un trisavolo di Pontremoli! Per questo piatto vi propongo la variante un poco più sottile, adatta per esser impilata così da formare un tortino. È una preparazione semplice, che può venir realizzata in anticipo per esser poi completata con un “passaggio” in forno all’ultimo momento.

...le dosi sono –haimé- indicative, ma credo che capirete comunque :-)

Ingredienti per un tortino (3 o 4 razioni):
testaroli:

-lievito madre un bicchiere (oppure mescolate ¼ della dose standard di lieito di birra con due cucchiai di farina e ½ bicchiere d’acqua tiepida e lasciate riposare un’oretta)

-farina 00 g 250 circa

-farina di castagne g 80 circa

-sale

-olio d’oliva
ripieno*

-radicchio rosso (trevisano, Verona, Chioggia, dell’orto a vostra scelta)

-olio d’oliva

-formaggio grattugiato

-sale e pepe

Inoltre vi serve una tortiera o una pirofila tonda per assemblare il tutto.

Per i testaroli: mescolate il lievito madre (o quello preparato con il lievito di birra) con le due farine e tanta acqua tiepida (NON calda bollente) quanta serve per ottenere una pastella un poco più densa di quella delle crepes. Lasciate riposare per un’oretta abbondante per dare il tempo al lievito di riprodursi, altrimenti è inutile usarlo, mentre invece esso è utile per dare consistenza ai testaroli e rende anche più digeribile la farina.

Trascorso questo tempo aggiungete alla pastella il sale e mescolate bene. Prendete poi una padella antiaderente dal fondo pesante e procedete come per le crepes e/o i testaroli, ma cercando di ottenere uno spessore di 2 o 3 mm (nel mio caso lo ottenevo versando un mestolo pieno di pastella. Dipende dalla larghezza della padella). Girate quando la pastella è praticamente rappresa e completate la cottura. Man mano che sono pronti, impilate i testaroli su un piatto.
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Ripieno. Lavate il radicchio e tagliatelo grossolanamente in pezzi (ma se lo preferite tagliato fine...fate come vi pare!). Versate appena un filo d’olio in una padella antiaderente e unite il radicchio. Fatelo appassire a fuoco vivace, senza aggiungere nient’altro (il radicchio ha già un suo sale interno di solito).
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Per assemblare il tortino: nell’ordine mettete testarolo + strato di radicchio, con sopra abbondante spolverata di formaggio e un’ombra di pepe, bagnato con qualche cucchiaio di un misto di olio d’oliva e acqua (mescolateli in una tazza. Servono perché il tortino sia morbido) +  testarolo + di nuovo radicchio ecc...... Finite con testarolo coperto solo da formaggio e completato con olio d’oliva (senza acqua).

Passate in forno per compattare il tutto e far sciogliere il formaggio. Completate con qualche minuto di grill se volete che si formi una bella crosta invitante. Servite caldissimo, tagliato a fette.

...Ed ecco la voce fuori scena: Rouge che dalla tribuna borbotta per un piatto vegetariano che proprio ma proprio a lui non va!!!! Meno male che ci sono i croccantini extra lusso già nella ciotola!!!!

*IN ALTERNATIVA per chi proprio non ama i radicchi si possono usare i PORRI (tutto il resto resta uguale e il risultato è molto gustoso!) o, per fare contento Rouge, semplicemente del SUGO D’ARROSTO con sopra la solita spolverata di formaggio. In questo caso però allungatelo con dell’acqua o il tortino vi verrà troppo secco.

lunedì 7 febbraio 2011

Testaroli con e senza ... Tobi!



Testaroli con lievito madre, con lievito di birra o senza lievito, come vuole la ricetta forse più tradizionale.

I testaroli di Pontremoli sono un piatto antichissimo, tramandato di secolo in secolo e giunto sino a noi nella sua semplicità.

Il nome, come certo già sapete, deriva dal “testo”, che serviva a cuocerli. In origine era un recipiente con coperchio fatto di una speciale terracotta, che si metteva direttamente sul fuoco per farlo diventare caldissimo. Su di esso si versava una pastella che cuoceva all’istante, trasformandosi in una specie di spessa crepe che veniva poi consumata in vari modi.

Oggi i testi sono ormai realizzati in altri materiali e addirittura c’è chi sceglie di usare una semplice padella in un metallo che conduca bene il calore, come la ghisa o l’alluminio. Proprio quest’ultimo è ciò di cui mi sono accontentata io. Per le dosi vi chiedo scusa in anticipo perché... sono per me irrimediabilmente ad occhio.

Vi propongo le tre varianti. In ogni caso la pastella ottenuta dovrà avere la consistenza di uno yogurt:


















Con lievito mandreCon lievito di birraTradizionali (senza lievito)
-100 g circa di lievito madre 

-150 g di farina 00

-acqua q.b.

-sale

-olio d’oliva (facoltativo)
-7 g circa di lievito di birra 

-250 g di farina 00

-acqua q.b.

-sale

-olio d’oliva (facoltativo)
-250 g di farina 00 

-acqua q.b.

-sale

-olio d’oliva (facoltat.)
Impastare: mescolare il lievito madre con la farina e l’acqua. Volendo unite un filo d’olio. Lasciar lievitare al tiepido per un paio d’ore. Unire alla fine un pizzico di sale, mescolando. 

I testaroli risultano con una pasta leggermete elastica e facilmente digeribile.
Impastare: mescolare il lievito con un paio di cucchiai di farina e un poco d’acqua. Aspettare che il tutto si gonfi, poi unite tutti gli altri ingredienti, aggiungendo acqua quanta serve per ottenere la pastella. 

I testaroli risultano elastici e consistenti, ma è un lievito che a molti crea intolleranza.
Impastare: mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere la pastella. I testaroli senza lievito hanno una consistenza più cremosa, cedevole.

Cottura: come anticipato sopra, con la pastella si cuociono delle grosse crepes, spesse da 3 a 5 mm. Verso fine cottura la crepe va girata su se stessa, aiutandosi con una spatola che regga le alte temperature.



Una volta freddi, i testaroli vanno tagliati grossolanamente in pezzi e vanno poi lessati per pochi minuti.

Condimento tradizionale è il pesto ligure e vi consiglio certamente di utilizzarlo per i vostri testaroli. Io ho scelto due varianti assolutamente “eretiche”, giusto per non smentirmi.

Condimento 1: nocciole e burro fuso. Ho rosolato un poco di burro, aggingendo poi delle nocciole ridotte in farina (il mixer va bene) perché si tostassero nel burro. Nel frattempo ho lessato i testaroli e, scolandoli man mano, li ho versati nella padella con le noccioe, mescolando brevemente. Si servono spoverati di formaggio grattugiato.

Condimento 2: ho mescolato del buon formaggio grattugiato con un misto di spezie (pepe nero, noce moscata ed un poco di cannella). Una volta lessati e scolati i testaroli, li ho disposti man mano nel piatto, ricoprendo con abbondante formaggio speziato. Non ci sono grassi (olio o burro intendo). Questo tipo di condimento si trova piuttosto di frequente nei ricettari medievali per i primi tipi di pasta che si diffondono nella penisola italiana.

una volta preparato, il piatto si può tenere caldo in forno.

domenica 30 gennaio 2011

Frittelle “povere” con lievito madre

Ecco Tobi ridotto in ...frittelle!

Gli ingredienti sono pochissimi e possono andar bene anche a chi ha problemi di intolleranze, purché non soffra di fegato! Essendo un fritto rientra nei cibi per una dieta ingrassante, ovviamente se ci si impegna a mangiarne una quantità SERIA  e non solo due o tre.











Ingredienti:
-olio per friggere 

-lievito madre 1 bicchiere

-acqua un bicchiere e mezzo

-farina (possibilmente mista manitoba e normale 00) qb

-aromi (facoltativi) e/o uvetta

-zucchero semolato o miele

Prima fase: mescolare un bicchiere di lievito madre (il nostro Tobi) con uno d’acqua e due cucchiai colmi di farina. Lasciar al tiepido per un’oretta, per permettere al lievito di recuperae vitalità.

Seconda fase: unire un altro mezzo bicchiere d’acqua e, se lo si desidera, gli aromi (io uso buccia grattuggiata di arancia o limone, ma se non li odiate come me potete usare aromi chimici.). Unire farina quanta basta per ottenere una consistenza simile a quella della crema pasticcera (più il composto è liquido e più si gongia, ma più e solido e meglio si versa...). Lasciar riposare al tiepido per un paio d’ore, perché il lievito madre è sempre lento. Se volete unire l’uvetta, questo è il momento. In tal caso attenzione a rimescolare prima di fare le frittelle, perché sarà tutta sul fondo.

Terza fase: le frittelle. Versare l’olio nella pentola che preferite per friggere (io uso un wok in ferro) e portare ad alta temperatura. Utilizzando due cucchiai, prelevare una cucchiaiata di pasta e versarla nell’olio, cercando di evitare che si sparpagli. La pasta si gonfierà immediatamente. Lasciar colorire e girare sull’altro lato. Quando anche il secondo lato è dorato, togliere dall’olio e metter su carta assorbente. Procedere così finché è finita la pasta, cuocendo più frittelle in contemporanea (il numero dipende dalla larghezza della padella. Io riesco a cuocerne 4 o 5).



Ultima fase (dolce): se volete considerare queste frittelle un dolce, allora cospargetele di zucchero oppure “sporcatele” di miele liquido (tutti i mieli diventano bel liquidi scaldandoli un poco).

Ultima fase (salato): potete usare queste frittelle anche per accompagnare salumi o sfiziosità salate. In tal caso ovviamente lasciate perdere gli aromi e l’uvetta. Invece volendo potete aggiungere delle olive a piccoli pezzetti.

PS/NB se avete dubbi sulla procedura del fritto chiedete a Zagà, saprà darvi qualunque risposta. In effetti vedrete che dei fritti vi parlerà sempre lei, a parte questa “intrusione” per Tobi J