Visto che oggi è il 2 novembre, mi sembra assolutamente doveroso dedicare questo post agli Scardellini, meglio conosciuti come Ossa di morto...
... durissimi dolcetti spaccadenti che si mangiano solo in questi giorni e che, a detta del F.O.M., sanno come la "pasta delle otturazioni del dentista", il che mi ha fatto dedurre che quest'ultima debba evidentemente essere aromatizzata con i chiodi di garofano...
Io personalmente li adoro e spasionatamente vi dico che se vi capita di passare dalla Sicilia vi conviene andarli a comprare dal panettiere o in pasticceria, perché una volta su due non vengono come dovrebbero se fatti in casa, però insomma se la Sicilia è troppo lontana e volete cimentarvi e provare, eccovi qua la ricetta.
Ingredienti: 100 gr. di farina, 100 gr. di zucchero, 1 o 2 chiodi di garofano, un pezzetto di cannella (facoltativa).
Procedimento: Ridurre i chiodi di garofano e la cannella (facoltativa) in polvere sottilissima con un mortaio, quindi mescolateli insieme alla farina che avrete riposto in una ciotola capiente.
In un altro recipiente fate sciogliere lo zucchero in poca acqua tiepida in modo da formare un denso sciroppo.
Disponete la farina a fontana e versatevi pian piano dentro lo sciroppo mescolando in modo da iniziare ad impastare. Se necessario aggiungete altra acqua fino ad ottenere una palla compatta di pasta.
Modellate quindi la pasta formando dei quadrati o delle ossa (tradizionalmente si tagliano dei piccoli rombi decorati con incisioni trasversali) che poi andranno riposti in un luogo asciutto per due, tre giorni in modo che lo strato superficiale si asciughi e indurisca per bene.
Trascorso il tempo di riposo bagnate la parte inferiore di ciascun biscotto con qualche goccia d'acqua e poi, dopo averli riposti su una teglia ricoperta di carta da forno, cuocete per circa venti minuti a 160 gradi.
Durante la cottura, se tutto è andato bene, lo zucchero si caramellerà fuoriuscendo in parte dal biscotto formando così la caratteristica base più scura e morbida su cui poggerà "l'osso" candido, croccante e quasi vuoto all'interno.
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mercoledì 2 novembre 2011
martedì 30 agosto 2011
e per finire... Granita di mandorle!
Visto che ormai l'estate è agli sgoccioli, ma il caldo non sembra darci tregua... mi sembra doveroso continuare la serie delle "granite" inaugurata a giugno, postandovi la ricetta per farvi in casa...
Certo non può assolutamente competere con le granite di mandorle quasi sorbettose che si fanno nella sicilia sud orientale, ma, tutto sommato, è un buon palliativo ed è sicuramente molto piacevole e rinfrescante.
Ingredienti: mandorle sgusciate, latte di mandorla (meglio se fatto da voi con il panetto così potete renderlo più o meno dolce secondo il vostro gusto).
Procedimento: Pestate finemente le mandorle fino a ridurle in granella abbastanza sottile.
Quindi mischiate il latte di mandorla con la granella e procedete facendo congelare e mescolando come per le altre granite.
la granita di mandorle!
Certo non può assolutamente competere con le granite di mandorle quasi sorbettose che si fanno nella sicilia sud orientale, ma, tutto sommato, è un buon palliativo ed è sicuramente molto piacevole e rinfrescante.
Ingredienti: mandorle sgusciate, latte di mandorla (meglio se fatto da voi con il panetto così potete renderlo più o meno dolce secondo il vostro gusto).
Procedimento: Pestate finemente le mandorle fino a ridurle in granella abbastanza sottile.
Quindi mischiate il latte di mandorla con la granella e procedete facendo congelare e mescolando come per le altre granite.
martedì 2 agosto 2011
Marmellata di prugne gialle speziata
L'albero di prugne di mio padre quest'anno ha dato il meglio di sé e così abbiamo una discreta quantità (è un eufemismo, diciamo pure una montagna) di belle susine giallo-arancio, grosse e succose da consumare. Dopo averne regalato diversi cestini ad amici e parenti, fatto torte e crostate, non ci rimane che l'ultima spiaggia per lo smaltimento della frutta in eccesso, ovvero la marmellata!
Marmellata di prugne gialle speziata
Con le prugne si possono ovviamente fare diversi tipi di marmellata, ma quella che più preferisco è questa, molto aromatica, grazie alla buccia di limone e arancia (siamo tra i pochi fortunati a possedere un albero di arance estive per cui tanto vale sfruttarle) e leggermente speziata per le presenza di cannella, noce moscata, curry e zenzero.
Ingredienti: 1 kg di prugne, 500 gr. di zucchero, la buccia di mezzo limone biologico, la buccia di un'arancia biologica, mezzo cucchiaio di cannella macinata, mezzo cucchiaio di curry, mezzo cucchiaio di zenzero in polvere, mezzo cucchiaio di noce moscata in polvere, un cucchiaio di miele d'arancio.
Procedimento: Per prima cosa denocciolate e tagliate a spicchi le prugne, mettettele a macerare in una ciotola per una notte nel loro stesso succo con la buccia ben grattuggiata del limone e dell'arancia (se proprio un'arancia biologica d'estate non riuscite a trovarla, aumentate la buccia di limone).
Una volta passata la notte, spostate il composto in una casseruola (possibilmente dal fondo antiaderente) e fate sobbollire per circa trenta minuti in modo da far restringere un po' il succo.
Togliete quindi dal fuoco e quando si sarà intiepidito passate tutto con il minipimer e poi aggiungete tutte le spezie e il miele mescolando bene.
Rimettete la casseruola sul fuoco e fate sobbollire per altri trenta minuti. Quando è pronta riempite i barattoli che avrete già sterilizzato e dopo aver avvitato per bene il coperchio capovolgete per qualche minuto il modo da sterilizzare anche quello.
E' perfetta da consumare come qualsiasi marmellata per guarnire dolci e fette biscottate, ma, secondo me, è insuperabile per accompagnare formaggi molto piccanti o sulle focaccine alla cipolla.
mercoledì 29 giugno 2011
Granita (siciliana) di limone!
Confesso che con questo caldo anche solo l'idea di accendere un fornello la trovo detestabile. E trovo davvero inconcepibile mangiare qualcosa che non sia decisamente freddo. Anzi direi che l'ideale in questo momento è gustarsi una freschissima e dissetante granita di limone!!!
Dobbiamo però intenderci sul concetto di granita, perché tale nome spesso è usato abusivamente per indicare degli intrugli che non hanno nulla a che fare con questa delizia. Come ad esempio capita per quella specie di ghiaccio tritato cosparso di sciroppo che viene solitamente servito nella zona del Lazio o della Campania (e che infatti non si chiama granita, ma grattachecca) o peggio ancora per quelle copie mal riuscite che si trovano nel nord Italia dove del liquido informe viene fatto perennemente girare in delle macchinette infernali. Ecco, sia ben chiaro, tutto ciò non può in alcun modo essere paragonato alla vera granita siciliana.
Prima di tutto perché la vera granita si fa e si conserva nel pozzetto (come del resto il vero gelato), poi perché non ha nulla a che fare con il ghiaccio tritato. Ha una consistenza granulosa e cremosa insieme e in alcune zone della Sicilia orientale la cremosità è tale da farla assomigliare molto ad un sorbetto. Il processo di gelatura deve avvenire per gradi in modo che l'acqua non si cristallizzi in ghiaccio separandosi dallo zucchero.
Personalmente vi consiglio di andarla a prendere al bar (eh sì, perché giù in Sicilia ogni bar è sempre anche gelateria), le granite fatte in casa non riescono mai come quelle fatte da chi è del mestiere e possiede dei bei pozzetti professionali e i macchinari adatti (insomma vale un po' la regola del pane di Nisetta).
Ma se vi trovate in una landa desolata dove non si trovano gelaterie siciliane per miglia e miglia o non avete la forza di uscire di casa, perché solo ad aprire la porta vi squagliano i capelli, allora eccovi qualche indicazione per preparare in casa una granita di limone decente (nei prossimi giorni vi posterò le indicazioni per quella al cioccolato e quella di mandorle).
Ingredienti (per una persona): il succo di un limone maturo (possibilmente biologico), 100 ml circa di acqua (ma dipende anche da quanto è grosso il limone, regolatevi un po' a gusto), 30 gr. circa di zucchero (anche qui regolatevi secondo il vostro gusto).
Procedimento: Per prima cosa spremete per bene il limone (attenzione però a non spremere anche la buccia o la granita risulterà aspra).
Aggiungete quindi lo zucchero e l'acqua e mescolate per bene in modo da far sciogliere bene lo zucchero e creare una sorta di sciroppo molto fluido.
A questo, se possedete una gelatiera, anche molto rudimentale come la mia, inserite nel cestello il vostro composto e lavorate fin quando la granita non raggiungerà la giusta consistenza.
Se invece non possedete una gelatiera riponete il composto in freezer. Circa ogni cinque minuti dovrete però tirarlo fuori e "romperlo" e poi mescolarlo per bene con un cucchiaio al fine di impedire la completa gelata.
Ovviamente la granita fatta in casa non si può conservare, appena pronta mangiatela subito!
Dobbiamo però intenderci sul concetto di granita, perché tale nome spesso è usato abusivamente per indicare degli intrugli che non hanno nulla a che fare con questa delizia. Come ad esempio capita per quella specie di ghiaccio tritato cosparso di sciroppo che viene solitamente servito nella zona del Lazio o della Campania (e che infatti non si chiama granita, ma grattachecca) o peggio ancora per quelle copie mal riuscite che si trovano nel nord Italia dove del liquido informe viene fatto perennemente girare in delle macchinette infernali. Ecco, sia ben chiaro, tutto ciò non può in alcun modo essere paragonato alla vera granita siciliana.
Prima di tutto perché la vera granita si fa e si conserva nel pozzetto (come del resto il vero gelato), poi perché non ha nulla a che fare con il ghiaccio tritato. Ha una consistenza granulosa e cremosa insieme e in alcune zone della Sicilia orientale la cremosità è tale da farla assomigliare molto ad un sorbetto. Il processo di gelatura deve avvenire per gradi in modo che l'acqua non si cristallizzi in ghiaccio separandosi dallo zucchero.
Personalmente vi consiglio di andarla a prendere al bar (eh sì, perché giù in Sicilia ogni bar è sempre anche gelateria), le granite fatte in casa non riescono mai come quelle fatte da chi è del mestiere e possiede dei bei pozzetti professionali e i macchinari adatti (insomma vale un po' la regola del pane di Nisetta).
Ma se vi trovate in una landa desolata dove non si trovano gelaterie siciliane per miglia e miglia o non avete la forza di uscire di casa, perché solo ad aprire la porta vi squagliano i capelli, allora eccovi qualche indicazione per preparare in casa una granita di limone decente (nei prossimi giorni vi posterò le indicazioni per quella al cioccolato e quella di mandorle).
Ingredienti (per una persona): il succo di un limone maturo (possibilmente biologico), 100 ml circa di acqua (ma dipende anche da quanto è grosso il limone, regolatevi un po' a gusto), 30 gr. circa di zucchero (anche qui regolatevi secondo il vostro gusto).
Procedimento: Per prima cosa spremete per bene il limone (attenzione però a non spremere anche la buccia o la granita risulterà aspra).
Aggiungete quindi lo zucchero e l'acqua e mescolate per bene in modo da far sciogliere bene lo zucchero e creare una sorta di sciroppo molto fluido.
A questo, se possedete una gelatiera, anche molto rudimentale come la mia, inserite nel cestello il vostro composto e lavorate fin quando la granita non raggiungerà la giusta consistenza.
Se invece non possedete una gelatiera riponete il composto in freezer. Circa ogni cinque minuti dovrete però tirarlo fuori e "romperlo" e poi mescolarlo per bene con un cucchiaio al fine di impedire la completa gelata.
Ovviamente la granita fatta in casa non si può conservare, appena pronta mangiatela subito!
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