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martedì 8 novembre 2011

Zucca fritta... alla sicula!

Dopo i ravioli di patate, ecco un'altra bella ricetta per cucinare, in modo appetitoso e assolutamente non dietetico, la cara vecchia zucca arancione...
Zucca fritta alla siciliana

Fra i vari modi in cui tradizionalmente si cucina la zucca, questo fa sicuramente parte di quelli più semplici. E' infatti una ricetta tipica della cucina contadina povera siciliana. Non prevede la presenza di pastelle o farina durante la cottura, ma solo di qualche goccia d'aceto, una volta pronta, per smorzare la pesantezza della frittura.
E' quindi un piatto vegano e adatto nella dieta senza glutine, che potrete utilizzare sia come contorno che come croccante antipasto. 

Ingredienti: zucca gialla, olio d'arachidi o oliva (v. consigli frittura), sale, aceto di vino.
Procedimento: Tagliate la zucca a fettine non troppo sottili e friggetele in olio bene caldo e abbondante.
Man mano che friggete riponete la zucca cotta su della carta assorbente in modo da assorbire l'olio in eccesso.

Salatela e servitela ben calda sbruzzata con un po' d'aceto.

venerdì 24 giugno 2011

Frittelle di mais

Il mais fa sicuramente parte dei miei vegetali preferiti. Adoro mangiare le pannocchie ben calde cotte alla brace e cosparse di burro così come le servono nelle fiere estive. Per non parlare poi dei pop-corn o di tutti i vari tipi di manicaretti che si possono preparare con la farina di mais... insomma un cereale davvero poliforme e multiuso!
E così oggi unendo due mie grandi passioni (mais e frittura) vi propongo queste croccanti frittelle perfette se dovete preparare un saporito secondo vegetariano.
 
Frittelle di mais

Ingredienti: 170 gr. di farina, 1 cucchiaino di lievito (ovviamente non vanilliato), cumino in polvere, 250 gr. di mais in scatola sgocciolato, 125 ml di latte, 2 uova, olio extravergine d'oliva, sale, pepe bianco.

Procedimento: Mescolate in una ciotola la farina, il lievito e una presa di cumino. Frullate con un mixer metà del mais e aggiungetelo alla farina insieme ai cicchi rimasti interi, al latte e alle uova leggermente sbattute. Salate, pepate e mescolate con cura.
Prendete quindi una  padella antiaderente e cospargetela con un filo d'olio. Quando sarà ben caldo disponetevi dentro il vostro impasto appiattendolo con la forchetta formando così delle frittelle.
Fatele dorare da entrambi i lati e quindi riponetele su della carta assorbente.
Servitele ben calde magari accompagnate con un po' di insalata verde spruzzata di aceto.

sabato 12 marzo 2011

Cibi camuffati... carciofi impastellati!

Quando si vive con qualcuno che non mangia verdure (e si è vegetariani) bisogna aguzzare l'ingegno e trovare il modo per fargliele mangiare di nascosto... per questo motivo i cibi "camuffati" son diventati una mia specialità...
Il metodo più efficace in assoluto è sicuramente quello della trasformazione della verdura in polpette, così come vi ho già mostrato tempo fa, a cui si aggiunge la pratica dello sformato e del tortino e infine, ma non meno importante, quello della frittella.

Oggi intendo parlarvi proprio di tale metodo di camuffamento: la frittella di verdura, altrimenti detta verdura in pastella!

Praticamente qualsiasi verdura può essere fatta passare sotto il naso sospettoso (e finire in bocca) del nonmangiaverdure grazie ad una croccante e succulenta pastella fritta... d'altra parte non c'è da meravigliarsi, si sa che una pastella ben fatta può rendere prelibato persino un cavolfiore!

I metodi di "impastellamento" sono molto variegati, si va della semplice acqua e farina fino a quella con acqua gassata o birra... oggi però mi limiterò a mostrarvi come fare una semplice pastella con l'uovo, perfetta per friggere verdure croccanti in poco tempo.

Eccovi quindi la ricetta per fare i già preannunciati Carciofi fritti in pastella!

Dosi per due persone: due carciofi tondi, un uovo, qualche cucchiaio di farina, sale, olio di arachidi, due spicchi di limone.

Procedura: Per prima cosa pulite bene i carciofi togliendo il gambo, le foglie esterne e le cime.



Tagliateli quindi a metà e togliete la barbetta interna se c'è. Preparate una ciotola piena d'acqua e immergetevi dentro i due spicchi di limone spremendo un po' di succo nell'acqua. Iniziate quindi a tagliare a spicchi sottili i carciofi e mano mano che son pronti immergeteli nell'acqua in modo che non diventino neri.



Mentre i carciofi macerano un po' nell'acqua e limone iniziate a preparare la pastella. Sbattete in una ciotola l'uovo insieme ad un pizzico di sale e qualche cucchiaio di farina in modo da formare una pastella abbastanza cremosa. Se viene troppo densa aggiungete un cucchiaio d'acqua.
Fate riposare la pastella qualche minuto, poi scolate i carciofi e immergeteli nella pastella mischiando per bene in modo che ne siano ben coperti da tutti i lati.



A questo punto riempite d'olio una padella e, procedendo nel solito modo, friggete pian piano i carciofi impastellati.



Servite i carciofi appena fritti, ben caldi, spolverandoli con un po' di sale e, se vi piace, pepe o qualche goccia di succo di limone!

domenica 6 marzo 2011

Domenica di Carnevale in compagnia delle tagliatelle dolci fritte...

Anche quest'anno il Carnevale finalmente è arrivato... che bontà!
Eh sì, perché per me Carnevale vuol dire avere una scusa nuova (come se ce ne fosse bisogno) per friggere dolci... chiacchiere, pignolata, castagnole, ciambelle, bugie.... slurp! Un'infinità di dolci fritti di tutte le forme e sapori.

E visto che ormai conoscete i segreti per una buona frittura, non vi resta che sperimentare il piacere di friggere qualche allegro dolce carnascialesco, no? D'altronde è una tradizione, sarebbe proprio un peccato non rispettarla!

Per cui diamoci da fare e iniziamo a friggere qualcosa di facile e delizioso...

... un po' di Tagliatelle dolci !

La ricetta che vi posto è di origini popolari della zona emiliana, ma, come accade per altri molti dolci di Carnevale, è simile a molte sue "sorelle" sparse per il resto d'Italia per cui può essere che l'abbiate già gustata sotto altri nomi.

Gli ingredienti di base sono gli stessi delle tagliatelle normali, uova e farina, con l'aggiunta di qualche aroma e zucchero per renderle golose e la frittura per renderle altamente caloriche come ogni buon dolce che si rispetti.

Dosi: 200 gr di farina (se usate la O vengono più croccanti), 2 uova, 1 pizzico di sale, 4 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di vino liquoroso, la buccia grattugiata di un limone biologico, il succo di mezzo limone piccolo, olio di arachidi.

Procedimento: Impastate insieme la farina, le uova, il sale, un cucchiaio di zucchero e il cucchiaio di vino, fin quando non otterrete una bella palla omogenea.



Mentre la pasta riposa (almeno una mezz'oretta) lavate il limone e grattugiatene la buccia finemente.

Aggiungete alla buccia del limone i tre cucchiai di zucchero rimasti e il succo di mezzo limone piccolo in modo da creare uno sciroppo molto denso.
Stendete la pasta formando una sfoglia sottile come quella delle classiche tagliatelle e quindi cospargetela con lo sciroppo di limone e zucchero.



A questo punto iniziate a ripiegare delicatamente la sfoglia su se stessa formando una sorta di rotolo e poi tagliatelo con un coltello a fettine formando le tagliatelle facendo attenzione a non srotorarle.



Mettete sul fuoco una padella piena di olio d'olio e quando è ben caldo friggete le tagliatelle. Qualcuna probabilmente tenderà a slegarsi un po', è normale che capiti, ma son buone lo stesso.


Quando saranno ben dorate scolatele e riponetele su della carta assorbente. Prima di servirle cospargetele con tanto zucchero a velo.


 

sabato 26 febbraio 2011

Non chiamateci arancini o supplì... siam crocchette di riso!!!

Visto che adesso avete ben chiare le nozioni di base per una buona frittura, bisogna farvi esercitare. E cosa c'è di meglio per esercitarsi a friggere, se non le crocchette di riso?



Badate bene. Ho detto crocchette di riso e non arancini. Quella che vi posto oggi infatti non è la ricetta siciliana degli arancini, ma una ricetta calabrese per fare le crocchette di riso. Direte voi, che cambia, sempre pallotte di riso fritto sono. E invece no, vi assicuro che le crocchette e gli arancini sono due mondi che, seppur intersecanti,  sono in realtà profondamente diversi. Prima di tutto si differenziano per aromi e colori: il riso dell'arancino classico è allo zafferano e quindi risulta sempre di un bel colorito giallo, mentre quello delle crocchette è cotto nel latte, per cui è di un candido bianco. E poi, ma non meno importante, c'è il ripieno, l'arancino classico ha un cuore di ragù di carne o verdure, mentre la crocchetta ha un filante ripieno di succulento formaggio. Per cui fate bene attenzione a non confonderli tra loro, le crocchette calabre sono molto suscettibili sulle questioni d'identità, si potrebbero offendere molte se confuse con i cugini siciliani! E meno che meno potrete permettervi di confonderli con un loro comune parente lontano di origini romane, il supplì di riso. Sarebbe proprio un sacrilegio!

Beh insomma per imparare a distinguerle bene dal parentume gastronomico vario (ed evitare così di scatenare faide territoriali) l'unica è imparare a prepararle, così da poterle gustare per bene.

Eccovi quindi la ricetta delle crocchette di riso.  Ovviamente è una ricetta di famiglia, per cui acqua in bocca, non diffondetela troppo in giro.

Dosi: 500 gr di riso, 1/2 litro di latte intero, 50 gr di burro, 3 uova circa, 50 grammi di parmigiano grattugiato, una provoletta ( o galbanino o qualsiasi altro formaggio che fila, ma non acquoso), la buccia grattugiata di un limone biologico, mollica di pane secco (pangrattato).

Procedimento: Fate bollire il riso in acqua salata fin quando non diventa al dente, quindi scolatelo e poi finite la cottura (possibilmente in una pentola che non attacca) con il mezzo litro di latte e il burro, mescolando per bene facendo in modo che non si attacchi sul fondo fin quando il latte non si sarà assorbito e il riso non sarà cotto.  Nel frattempo sbattete uno dei tuorli (conservate a parte l'albume perché vi servirà in seguito) e le due uova intere con il parmigiano grattugiato e poi aggiungetelo al riso, mescolando bene, insieme alla buccia del limone grattugiata finemente. A questo punto lasciate raffreddare. Se avete fretta spostate il riso dalla pentola in una ciotola, si raffredderà prima.
Quando il riso sarà freddo iniziate a preparare delle piccole crocchette con le mani, inserendo al centro di ognuna un pezzetto di provoletta (o altro formaggio che fila non acquoso). Dopo aver composto le crocchette passatele una alla volta nell'albume leggermente sbattuto e poi nella mollica di pane (pangrattato) facendole rotolare in modo che tutta la superficie sia coperta da albume e poi da pangrattato.


A questo punto preparate la padella per la frittura e quando l'olio è ben caldo, friggetele.

Son da servire appena fritte per potersi godere appieno il formaggio che fila quando le spezzate con i denti.

 

mercoledì 16 febbraio 2011

Torrijas!

Eccovi, come promesso, la ricetta della prima tapas dolce che ho preparato per il brunch di domenica.

Le torrijas sono un dolce tipico della Spagna dalle origini abbastanza antiche che normalmente viene preparato durante il periodo pasquale, per la precisione durante la Settimana Santa.
Sono molto simili al corrispettivo pan perdu francese, anche se più aromatiche e golose grazie anche all'aggiunta del miele probabilmente retaggio di origine araba.
Son davvero deliziose anche se consumate qualche giorno dopo la preparazione e molto pratiche se si vuole smaltire un po' di pane avanzato e, malgrado l'apparenza, sono anche molto leggere (per la serie che senza accorgertene ne mangi dieci e poi ti ritrovi con una taglia in più in un secondo) ;)!



Ingredienti: un filone di pane abbastanza grosso, circa un litro di latte, una stecca di cannella, la buccia di mezzo limone, circa sei cucchiai di zucchero, 2 o 3 uova, olio di arachidi per friggere, miele per la copertura.

Preparazione: Tagliate il pane a fette spesse. E' preferibile che il pane sia del giorno prima in modo da non essere più tanto morbido, se però è fresco, dopo averlo tagliato, passatelo per alcuni minuti in forno a temperatura bassa in modo da farlo leggermente biscottare.
In un pentolino scaldate per circa 15 minuti il latte insieme alla cannella e alla buccia del limone (ovviamente non paraffinato e possibilmente biologico), quando si sarà raffreddato aggiungete lo zucchero mescolando bene. Nel frattempo sbattete in un piatto fondo le uova. Quando il latte sarà tiepido versatene una parte in un piatto o in un recipiente basso e iniziate ad immergere il pane in modo che ogni fetta sia ben impregnata da entrambi i lati. Dopo averle passate nel latte, ripetete per ogni fetta la stessa operazione passandole, questa volta, nell'uovo sbattuto. Mano a mano che le varie fette di pane sono imbevute di uova e latte, iniziatele a friggere in una padella dai bordi alti con olio caldo e abbondante.



Friggete poche fette di pane alla volta o si formerà troppa schiuma e girate ogni fetta in modo che la cottura sia uniforme. Quando sono cotte adagiate tutto su un abbondante strato di carta assorbente in modo da togliere l'olio in eccesso.



Quando tutte le fette saranno cotte e asciutte riponetele sopra un vassoio e fatele raffreddare. Nel frattempo fate scaldare in una padella del miele sciogliendolo con poca acqua e una parte della buccia del limone per aromatizzarlo. Quando il miele è liquido passatelo a cucchiaiate sopra le torrijas girandole per in modo che ne siano ricoperte in modo abbastanza uniforme. Sono da servire fredde e si conservano bene per un paio di giorni se conservate in frigo.

In alternativa se non volete ricoprirle di miele potete passarle nello zucchero semolato aromatizzato con un po' di cannella in polvere.

domenica 30 gennaio 2011

Frittelle “povere” con lievito madre

Ecco Tobi ridotto in ...frittelle!

Gli ingredienti sono pochissimi e possono andar bene anche a chi ha problemi di intolleranze, purché non soffra di fegato! Essendo un fritto rientra nei cibi per una dieta ingrassante, ovviamente se ci si impegna a mangiarne una quantità SERIA  e non solo due o tre.











Ingredienti:
-olio per friggere 

-lievito madre 1 bicchiere

-acqua un bicchiere e mezzo

-farina (possibilmente mista manitoba e normale 00) qb

-aromi (facoltativi) e/o uvetta

-zucchero semolato o miele

Prima fase: mescolare un bicchiere di lievito madre (il nostro Tobi) con uno d’acqua e due cucchiai colmi di farina. Lasciar al tiepido per un’oretta, per permettere al lievito di recuperae vitalità.

Seconda fase: unire un altro mezzo bicchiere d’acqua e, se lo si desidera, gli aromi (io uso buccia grattuggiata di arancia o limone, ma se non li odiate come me potete usare aromi chimici.). Unire farina quanta basta per ottenere una consistenza simile a quella della crema pasticcera (più il composto è liquido e più si gongia, ma più e solido e meglio si versa...). Lasciar riposare al tiepido per un paio d’ore, perché il lievito madre è sempre lento. Se volete unire l’uvetta, questo è il momento. In tal caso attenzione a rimescolare prima di fare le frittelle, perché sarà tutta sul fondo.

Terza fase: le frittelle. Versare l’olio nella pentola che preferite per friggere (io uso un wok in ferro) e portare ad alta temperatura. Utilizzando due cucchiai, prelevare una cucchiaiata di pasta e versarla nell’olio, cercando di evitare che si sparpagli. La pasta si gonfierà immediatamente. Lasciar colorire e girare sull’altro lato. Quando anche il secondo lato è dorato, togliere dall’olio e metter su carta assorbente. Procedere così finché è finita la pasta, cuocendo più frittelle in contemporanea (il numero dipende dalla larghezza della padella. Io riesco a cuocerne 4 o 5).



Ultima fase (dolce): se volete considerare queste frittelle un dolce, allora cospargetele di zucchero oppure “sporcatele” di miele liquido (tutti i mieli diventano bel liquidi scaldandoli un poco).

Ultima fase (salato): potete usare queste frittelle anche per accompagnare salumi o sfiziosità salate. In tal caso ovviamente lasciate perdere gli aromi e l’uvetta. Invece volendo potete aggiungere delle olive a piccoli pezzetti.

PS/NB se avete dubbi sulla procedura del fritto chiedete a Zagà, saprà darvi qualunque risposta. In effetti vedrete che dei fritti vi parlerà sempre lei, a parte questa “intrusione” per Tobi J