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mercoledì 21 marzo 2012

Zucca sotto mentite spoglie!

... nel senso che dal sapore nessuno indovinerebbe mai che è zucca! Questa dadolata è un agro-dolce-piccante perfetto per tartine e canapé e piace anche a chi non ama il nostro allegro ortaggio arancione! Potete usarlo anche per condirci una pasta fredda o del riso in insalata d’estate. Ecco come si prepara:

Ingredienti: zucca, olio d’oliva, menta fresca, aceto, zucchero, peperoncino, sale.

Le dosi sono a gusto, soprattutto per quanto riguarda il peperoncino!!! Pulite la zucca e tagliatela a pezzetti piccoli (dadolata appunto). In un’ampia padella antiaderente (per esempio un wok) versate l’olio d’oliva e aggiungete peperoncino, menta e zucca. Cuocete a fiamma media, muovendo spesso e senza coprire. Non aggiungete acqua o liquidi, altrimenti la zucca si spappola! Per lo stesso motivo non riempite la pentola più di un terzo, piuttosto cuocete la zucca in due volte e poi unite il tutto. (Se però vi piace l’effetto zucca spappolata, ovviamente fate l’opposto di quello che vi dico).

Quando la zucca è quasi cotta, alzate la fiamma al massimo e unite il sale, lo zucchero e l’aceto. Lasciate evaporare l’aceto e asciugare bene il tutto, in modo che lo zucchero caramelli leggermente. Pronto da usare, freddo o caldo!

martedì 17 gennaio 2012

Cibi camuffati: tortini salati che sembran dolcini!

Per la serie "cibi camuffati" che fan finta di esser quel che non sono per il puro gusto di confondere i commensali, ecco dei tortini salati davvero appetitosi...
Tortini salati millegusti!

Molto rapidi da fare e perfetti per un buffet o una cena in piedi, questi tortini vegetariani per la loro forma panciuta ricordano dei soffici e dolci muffin, ma al loro interno nascondo uno stuzzicante ripieno salato che potrete variare in mille modi diversi.

Ingredienti per 10 tortini circa (dipende dalla grandezza degli stampini): 180 gr. di farina, 60 gr. di burro, mezza bustina di lievito in polvere (non vanigliato mi raccomando), sale q.b., qualche cucchiaio di grana grattugiato, 100 ml di latte tiepido, pomodorini/olive/cipolle/capperi/barbabietole rosse lesse/crescenza/erbette/spezie varie (scegliete uno o più ingredienti da combinare per variare il sapore dei tortini).

Procedimento: Per prima cosa sbattete in una ciotola le uova salate, quindi aggiungete pian piano il latte appena tiepido e il burro fuso (dopo averlo fatto intiepidire). Quando il composto sarà omogeneo aggiungete gradualmente la farina che avrete setacciato insieme al lievito e al formaggio grattugiato. Quindi mescolate il tutto per bene ottenendo un impasto soffice e gonfio e quindi dividetelo in tante ciotole quante sono le varietà di tortini che vorrete creare. Tagliate gli ingredienti che volete aggiungere a fettine sottili e poi mescolateli per bene all'impasto nelle varie ciotole creando le varianti che preferite (spicchi di pomodorini e cipolla con una spruzzata di cumino, olive e crescenza o dadini di rapa rossa lessata, ecc.).

 Preparate quindi degli stampini in silicone (se avete quelli di una volta di metallo van bene lo stesso, solo ungeteli bene di burro) e posizionate dentro ogni stampino l'impasto a cucchiaiate e decorate ogni tortino con un elemento del ripieno (mezza oliva, uno spicchio di pomodorino, un cappero ecc.) come se fosse una ciliegina in modo da aumentare l'effetto "dolcino".
Fate cuocere in forno ben caldo e servite freddi o tiepidi.

venerdì 18 novembre 2011

Cosa bolle in pentola?

Stufato con le pere! Ovvio, no? Se volete chiamarlo con un nome che potrebbe essere il suo, allora diventa "tajine di carne bovina", da servire con riso bianco o con quel pane arabo dalla soffice mollica, che assorbe tutto il sugo. Un tajine con polpa di bovino macellata “all’europea” è impensabile, per cui: stufato con le pere! Ma il risultato è altrettanto armonioso e delicato.

La pentola è ovviamente quella di coccio, riservata alle carni. Io poi ho quella per le verdure, quella per i dolci ecc. Il coccio, si sa, tiene i sapori! Se non avete una vostra pentola di coccio “del cuore”, usate pure una casseruola dal fondo pesante o, magari, addirittura in ghisa! La pentole di ghisa e il coccio, una volta sul fuoco, sono amiche e parenti. Solo nelle favole si odiano.

Ingredienti (le dosi sono approssimative e posson bastare per 4 persone): polpa scelta di bovino adulto (quella che usate per gli spezzatini) g 500, una cipolla, uno spicchio d’aglio, due carote, 50 g di uvetta, 400 g di pere non molto mature, sale, olio d’oliva, una spolverata di cardamomo e di cannella.

Schiacciate bene l’aglio (io uso il solito mortaio, quello destinato ormai solo all’aglio, perché conserva un certo profumo...), tagliate a spicchi la cipolla, a bastoncini le carote. Se però preferite tritare il tutto come per un battuto, per questa volta vi perdono, ma l’effetto finale NON è lo stesso. Tagliate a pezzi anche la carne e mettetela a rosolare qualche minuto in pentola con un filo d’olio e le verdure già tagliate. Versate acqua fredda quanto basta per coprire a filo la carne, aggiungete le pere pelate e tagliate a spicchi sottili, l’uvetta e le spezie. Coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco dolcissimo per un paio d’ore, finché la carne è tenerissima e il liquido è diminuito. Solo verso fine cottura aggiungete il sale. Il risultato dovrà essere un umido immerso in abbondante sugo, con le verdure e la frutta talmente morbide da disfarsi.

A mio parere non sarebbe un piatto da accostare a dei vini, ma se proprio ci tenere, sceglietene uno profumato ma non troppo corposo, eventualmente un rosato.

martedì 15 novembre 2011

Cimi camuffati... polpettone vegetariano!

Ed ecco il principe dei "cibi camuffati"...

... il Polpettone di ricotta!

Ovvero un polpettone preparato secondo una tradizionale ricetta della cucina povera contadina meridionale, dove per necessità e ristrettezze, si utilizzava ciò che c'era in dispensa per ovviare alla mancanza di carne.
E così eccovi un piatto naturalmente vegetariano già nella sua stessa costituzione, perfetto come secondo (senza bisogno di ricorrere all'insipida soia) e che metterà definitivamente a tacere i commensali del tipo "ma come si fa a fare un pranzo completo senza la carne?"

Ingredienti (le proporzioni precise non ve le so dire, lo preparo sempre ad occhio): ricotta (possibilmente fresca e di pecora), 3 uova, pangrattato, noce moscata, pepe, parmigiano grattugiato, scamorza, pecorino grattugiato, sale, pepe, olio d'oliva extravergine.

Procedimento: In una ciotola mescolate la ricotta, con una buona dose di parmigiano grattugiato, qualche cucchiaio di pecorino, un uovo sbattuto, una presa di pepe, una di noce moscata e il sale. Quando il tutto sarà ben amalgamato aggiungete pian piano il pangrattato fin quando l'impasto non raggiungerà la consistenza adatta a formare un polpettone. Adagiate l'impasto su un piatto appiattitelo con le mani formando un ovale spesso un paio di centimetri e adagiate sulla superfice la scamorza tagliata a fettine e due uova sode.

Quindi richiudete l'impasto su se stesso formando il polpettone facendo attenzione a che sia ben chiuso da tutti i lati. Rotolate quindi il polpettone in un rosso d'uovo sbattuto e poi passatelo dentro il pangrattato, in modo da ricoprirlo per bene da tutti i lati. A questo punto lasciatelo riposare alcuni minuti e poi procedete alla cottura.
Per cuocerlo potete scegliere se friggerlo in abbondante olio bollente (come da tradizione) oppure cucinarlo in forno (metodo più dietetico) molto caldo avvolto in della carta da forno cosparsa d'olio.




venerdì 19 agosto 2011

Risotto ai pomodori gialli e funghi!


Sembra risotto allo zafferano... ma non è!!! E nemmeno riso e zucca!!! Invece è un delicato risotto al pomodoro giallo! Si tratta di una varietà particolare, che a maturazione ha un bel color giallo dorato. Il sapore e il profumo è decisamente di pomodoro, con però poca acidità.

Se riuscite a trovarli provate a servire questo bel piatto di finto risotto allo zafferano e a divertirvi un po’ alle spalle dei vostri commensali ignari!Ingredienti: riso da risotto (carnaroli, arborio ecc.), cipolla, funghi secchi (o freschi se preferite), brodo vegetale (fatto con patata, uno spicchio d’aglio, carota, cipolla e/o porro, alloro ecc), olio d’oliva, formaggio grattugiato, pepe, burro.

Come vedete io ho usato la mia amata pentola di coccio, di cui vi ho già parlato.

Prima ho rosolato la cipolla nell’olio, poi ho aggiunto il pomodoro tagliato a pezzi e l’ho lasciato cuocere, schiacciandolo con una forchetta. Si unisce quindi il riso e si versa man mano brodo, facendolo assorbire e mescolando spesso.

A parte fate rinvenire i funghi secchi in un poco di brodo. Tagliateli a pezzi se serve e uniteli al risotto. Quando è cotto al dente spegnete il fuoco e aggiungete il formaggio, una spolveratina di pepe e il classico pezzetto di burro. Coprite con un canovaccio pulito e lasciate riposare qualche minuto. Portate in tavola la vostra bella pentola e servite i commensali... senza però svelare il segreto!!!! Ci metteranno un poco a capire con cosa è fatto.

martedì 16 agosto 2011

Involtini di melanzane

Quella che vi presento oggi fa parte della lunga serie di ricette "camuffa melanzane" che ho inaugurato tempo fa con le polpette al sugo.

Involtini di melanzane alla griglia!

Anche questa ricetta appartiene alla tradizione culinaria della mia famiglia: io le ho imparate a fare da mia mamma che le preparara come le faceva mia nonna che immagino abbia imparato a farle da sua madre e così via. E fa sicuramente anche parte di quell'ambito gastronomico tipico della cucina povera e contadina in cui piatti più ricchi a base di carne venivano rivisitati utilizzando le verdure e alimenti meno costosi, ma non per questo meno saporiti, dando così vita a piatti vegetariani già nelle loro origini.
Come avrete ormai capito, la melanzana è la regina di tali rivisitazioni povere data la sua naturale predisposizione ad essere camuffata e la cattiva reputazione di cui godeva fra le classi sociali alte che la ritenevano una verdura adatta solo per la povera gente. E così devono essere nati anche questi involtini i cui ingredienti, carne a parte, e le modalità di preparazione sono praticamente identici a quelli delle "braciolette" (involtini di carne per i non siculi). 

Ingredienti: melanzane viola chiaro grosse (eviterei quelle scure e allungate), olio extravergine d'oliva, sale, aglio, grana grattugiato, pecorino grattugiato, basilico fresco, mollica di pane (pangrattato).
Procedimento: Per prima cosa lavate le melanzane, tagliatele a fettine sottili e mettetele sotto sale e una pressa per un'oretta in modo che rilascino un poco della loro acqua e diventino molli tanto da poterle arrotolare senza spezzarle.

 Nel frattempo in una ciotola preparate il ripieno mescolando per bene la mollica (pangrattato), con alcuni cucchiai d'olio, i due formaggi grattugiati, il sale, il basilico e l'aglio finemente tritati e poca acqua in modo da amalgamare bene il tutto.
Strizzate quindi per bene le melanzane con le mani, facendo attenzione a non romperle e iniziate a preparare i vostri involtini riempendo ciascuna fettina di melanzana con il composto di pangrattato. Man mano che gli involtini saranno  pronti infilzateli in uno spiedieno di legno o ferro.


Quando gli spiedini saranno pronti passate un po' di ripieno anche all'esterno e quindi cucinateli sulla griglia (l'ideale sarebbe cuocerli alla brace) oppure in forno ricordandovi di rigirarli a metà cottura.
Serviteli ancora caldi come secondo o antipasto.


lunedì 25 luglio 2011

Falsi-muffin di patate ricoperti di ciliegini saltati nel timo

Falsi-muffin di patate ricoperti di ciliegini saltati nel timo!

Giusto per andare anche contro me stessa, oggi vi propongo una ricetta per dei tortini monoporzionati.
Io li trovo molto simpatici, perché, appena sfornati, assomigliano incredibilmente a dei muffin e data la mia passione per il "cibo camuffato", sorvolo sulla loro indole "monoporzionata" :)
Son perfetti da servire come piatto unico nelle sere d'estate, perché son buoni anche tiepidi e riempiono abbastanza da non rendere necessaria una seconda portata.
E se avete voglia di pasticciare un po', potrete inventare altri condimenti con cui ricoprirli al posto dei pomodori saltati. Essendo infatti composti principalmente di patate, il loro gusto si lega con tantissime altre verdure, per cui sbizzarritevi pure variando il piatto in mille modi diversi!

Ingredienti: 500 gr. di patate gialle, 2 scalogni, 4 uova, olio extravergine d'oliva, 1 cucchiaio di timo tritato (o in polvere), sale, pepe, una provoletta (facoltativa), due spicchi d'aglio.

Procedimento: Lessate le patate dopo averle sbucciate e tagliate in pizzi grossi. Quando saranno cotte scolatele e schiacciatele per bene in una terrina (va bene anche solo con la forchetta, se non avete lo schiacciapatate). Aggiustate di sale, aggiungete una presa di pepe macinato e poi aggiungete le uova dopo averle leggermente sbattute.
A questo punto mescolate bene e preparate degli stampini da muffin ricoprendoli per bene, anche i bordi, con un filo d'olio. Distribuite il composto negli stampini e, se li volete con il cuore filante di formaggio, aggiungete al centro di ogni stampino, ricoprendolo bene con il composto, un dadino della provoletta.
Cuoceteli in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 20 minuti o comunque fin quando non saranno gonfi e dorati in superficie.
Mentre si cuociono preparate il condimento. Scaldate in una padella un poco d'olio e soffriggete qualche spicchio d'aglio. Quando l'olio sarà ben caldo aggiungete i pomodorini tagliati a metà, il sale, e una manciata di timo tagliata finemente (o in polvere se fresco con lo trovate). Fate saltare per qualche minuto e poi togliete dal fuoco.
Togliete quindi i tortini dal forno, capovolgeteli nei piatti e conditeli abbondantemente con i pomodori saltati.

martedì 19 luglio 2011

Torta del bosco (con un po' di crema al cioccolato...)

La stagione dei frutti di bosco incombe, per cui mi sembra assolutamente doveroso proporvi una ricetta veloce per poter utilizzare le miriadi di lamponi e mirtilli che sicuramente avrete raccolto nelle vostre gite in montagna in questi giorni estivi (come, non andate per boschi? va beh, anche il bancone del supermercato ne è pieno, pigroni!). E dato che con questo caldo magari non avrete voglia di accendere il forno, la ricetta di oggi, malgrado l'aspetto da crostata, si svolge esclusivamente intorno ai fornelli. Insomma il dolce ideale per questa stagione!
Torta del bosco (con un po' di crema al cioccolato!)

Ingredienti: 100 gr. di biscotti secchi ai cereali, 65 gr. di burro fuso, 1 dose di crema pasticcera al cioccolato, qualche cucchiaio di panna montata, mirtilli e lamponi appena colti.
Preparazione: Sbriciolate per bene i biscotti e poi mescolateli in una ciotola insieme al burro fuso. Distribuite quindi il composto di burro e biscotti su una teglia da crostata ricoperta da carta da forno comprimendo bene anche sui bordi.

Fate raffreddare per circa un'ora in frigo e nel frattempo preparate la crema pasticcera al cioccolato. Quando la crema sarà fredda, mescolatela lentamente con qualche cucchiaio di panna montata e poi versatela sulla base di biscotto.
Guarnite quindi la superficie della torta con lamponi e mirtilli e riponete in frigo ancora qualche ora prima di servire.

mercoledì 6 luglio 2011

Horror gastronomico:

Eccovi una ricetta che il cui nome dice tutto. Purtroppo non ho fotografie, il che farà nascere in voi sospetti sul fatto che sia stata effettivamente realizzata. La verità è che questa peculiare preparazione è stata ideata da mio padre, il quale se l’è avidamente mangiata, con per accompagnamento la sacra fettina di polenta abbrustolita e lardo. Il tutto è avvenuto in mia assenza, lo ammetto, ed a più riprese, poiché nessuno si è offerto di condividere tale succulento boccone. Trattandosi di una preparazione che credo possa essere considerata un unicum, mai prima pensata e che mai nel futuro si ripeterà, ho pensato di lasciarne testimonianza. Eccovela dunque.

Ingredienti: lumache agli spinaci surgelate da 4 anni, cipolla (facoltativa), aglio (abbondante), una punta di salsa di soia, ravioli secchi.

È una ricetta esigente per quanto riguarda il reperimento degli ingredienti. La cosa più problematica sono le lumache stagionate da quattro anni di permanenza in freezer. Mio padre ha potuto contare sull’intero contenuto del freezer di mia nonna, ereditato haimé quando è morta, ma mi rendo conto che non è una circostanza così comune ereditare un freezer pieno di lumache agli spinaci surgelate. Le lumache devono essere quelle ruspanti di campagna, ben spurgate con la crusca e poi buttate nell’acqua bollente in modo da “fare il fischio”.

Il procedimento è semplice: allungate il composto di spinaci e lumache con dell’acqua e mettetelo a bollire con l’aglio e la cipolla tritati; insaporite con un cucchiaio di salsa di soia e unite i ravioli secchi.

Attenzione alla cottura dei ravioli, perché il ripieno disidratato deve avere il tempo di assorbire il liquido e ammorbidirsi. Questo vuol dire che deve essere sottoposto a una cottura lenta e prolungata. Alla fine dovrà risultarvi una minestra semidensa, con dei bei ravioloni gonfi che alleggiano in un saporoso guazzetto di lumache e spinaci.

Servire caldo, lasciando a disposizione del formaggio rattugiato per chi lo gradisce.

martedì 10 maggio 2011

Falsi Canederli di melanzane

La ricetta che vi presento oggi rappresenta l'inganno peggiore che ho orchestrato alle spese dell'ignaro FOM... infatti quelli che a prima vista potrebbero sembrare degli innocentissimi knodel, altro non sono (tanto per cambiare) che le sue odiatissime melanzane camuffate!

Falsi Canederli di melanzane!
I canederli di per sé sono un piatto sicuramente invernale e molto, molto nordico. Per cui l'aggiunta della melanzana, così mediterranea ed estiva, crea un mélange non da poco, in pieno stile fusion... insomma un vero e proprio falso gastronomico!

Dosi: una grossa melanzana,  un uovo, 50 gr. circa di parmigiano grattugiato, 25gr. circa di pecorino grattugiato,  del pane raffermo sbriciolato (in alternativa va bene anche del pangrattato), sale, noce moscata, aglio (facoltativo), burro, brodo.


Procedimento: il procedimento è molto simile a quello per preparare le polpette di melanzana.
Per prima cosa 
sbucciate la melanzana (lasciando qualche pezzetto di buccia qua e là) e poi tagliatela a tocchetti. Prendete una casseruola e fate bollire la melanzana in abbondante acqua fino alla cottura. Quando è cotta scolatela e pressatela in modo da far uscire l'acqua. Quindi schiacciatela grossolanamente con una forchetta.
Riponete la melanzana schiacciata in una ciotola e, una volta intiepidita, aggiungete l'uovo leggermente sbattuto, un pizzico di sale, metà del parmigiano grattugiato, tutto il pecorino, un pizzico di noce moscata macinata e mezzo spicchio d'aglio ben tritato e schiacciato. Mescolate il tutto in modo da avere un composto abbastanza denso e omogeneo. A questo punto aggiungete del pangrattato (o mollica) fin quando non otterrete un composto abbastanza sodo da poter fare delle polpette della grandezza dei normali knodel.

 Mettete quindi sul fuoco una pentola con del brodo di verdure che avrete avuto l'accortezza di preparare prima (se potete non usate il brodo di dado, perché, appunto, sa di dado) e quando bolle per bene versateci dentro i vostri falsi knodel.

Quando son ben cotti serviteli caldi, ricoperti di burro fuso e spolverati con la metà del formaggio grattugiato rimasto. In alternativa, se fa freddo (quindi in inverno), potete servirli anche con un po' del brodo di cottura.

Sono decisamente calorici, ma vi assicuro che ne vale la pena!


mercoledì 4 maggio 2011

Prugne reidratate e fragole al vino rosso!

Qualche anno fa ho scoperto che tra noi si nasconde un popolo strano... il popolo degli amatori delle prugne secche reidratate. Vi è mai capitato di essere al ristorante e, vedendo tra i dessert delle grosse prugne scure che galleggiano nel loro succo, di chiedervi chi mai può sognarsi di ordinarle (a parte chi ne ha “bisogno”, si intende!)? Ebbene sono per loro, per gli A.P.S.R. (leggasi Amanti Prugne Secche Reidratate). Io lo scoprii perché il mio fidanzato di allora era un A.P.S.R.!!!! Una sera infatti, al fatidico momento di scegliere il dessert, con quella nonchalance un po’ ostentata con cui si nasconde un lieve imbarazzo, chiese “una coppetta di quello che c’è in quella ciotola là”. Fu così che io, da dietro la mia ovvia e prevedibile mousse al cioccolato, lo guardai perplessa in quella che era una vera e propria degustazione meditativa delle suddette prugne.

La ricetta che segue è pensata per loro, per gli A.P.S.R. e combina prugne, fragole e vino rosso. Potete utilizzarla da sola, o per creare delle coppe invitanti. Io l’ho accostata a del denso yogurt bianco, ma anche il gelato non si offende...

Ingredienti per 3 coppette: 200 g circa di fragole, 150 g di prugne secche (preferibilmente senza nocciolo), un poco della parte gialla della buccia di un limone, due bei cucchiai di miele tipo millefiori, 300 g circa di vino, 150 g circa d’acqua.

Scaldate l’acqua con metà del vino, togliete dal fuoco e immergetevi le prugne. Lasciatevele per qualche ora finché sono ben reidratate.

Lavate e tagliate a pezzi le fragole e ponetele in una pentola con il vino rimasto e il miele. Fate cuocere coperto su fuoco medio per una decina di minuti. Unite a quel punto anche le prugne e la buccia di limone e continuate a bollire su fuoco moderato per 20’ circa. Spegnete e lasciate raffreddare, passando infine in frigorifero. Ecco che le vostre prugne sono pronte per un qualche insospettabile A.P.S.R.!

martedì 3 maggio 2011

Melanzane alla pizzaiola

Per la serie "l'apparenza inganna", ecco un piatto appositamente pensato per ingannare tutti i F.O.M del mondo...


Eh sì, perché quella che a prima vista potrebbe sembrare un'appetitosa focaccia, in verità altro non è che uno dei tanti modi di camuffare la temuta melanzana e preparare un gustoso secondo assolutamente vegetariano perfetto per i bambini e i commensali difficili!

Ingredienti: una melanzana molto grossa, 50 gr. di pecorino grattugiato, un po' di pangrattato, un uovo, sale, olio, origano o prezzemolo (come preferite), salsa di pomodoro, basilico fresco, 50 gr. di parmigiano grattugiato (o provoletta se preferite il formaggio filante), pepe, aglio.

Procedimento: Sciacquate la melanzana e poi cuocetela intera in forno con tutta la buccia fin quando non sarà ben tenera.



Quando è ben cotta, apritela e scolate buona parte dell'acqua che verrà fuori. Quindi prendete tutta la polpa e una parte della buccia (circa metà, scartate le parti più dure) e schiacciatela bene in una ciotola in modo da ridurla in una poltiglia informe, se non riuscite aiutatevi con il minipimer, ma solitamente è sufficiente una forchetta.
Aggiungete alla melanzana il pecorino, l'uovo, un po' di prezzemolo finemente tritato (facoltativo), metà di uno spicchio d'aglio triturato e un pizzico di sale e mescolate bene in modo da amalgamare il tutto.


A questo punto aggiungete pian piano il pangrattato fin quando l'impasto assumerà la consistenza dell'impasto delle polpette. Prendete quindi una teglia dai bordi bassi, ricopritela di carta da forno e stendete il vostro impasto come a formare una focaccia dello spessore di un dito.


Ricoprite quindi l'impasto con uno strato di salsa di pomodoro al basilico che avrete precedntemente preparato e poi spolveratela con del parmigiano (se volete una crosticina croccante) o in alternativa con dei pezzi di provoletta o mozzarella (se preferite il formaggio filante).
Cuocete in forno ad alta temperatura per una mezz'ora. Servite ben calda!

Zagara

venerdì 29 aprile 2011

Pere, cioccolato e cannella!

Spesso oltre alle verdure i commensali difficili (tipo il FOM, giusto per non fare nomi) snobbano anche alcuni tipi di frutta, un po' per pigrizia (sbucciare la frutta è faticoso!), un po' perché non la ritengono abbastanza golosa.
Così, come sempre, bisogna industriarsi per camuffare e rendere il tutto più appetibile.
Eccovi quindi una velocissima ricetta che vi permetterà di smaltire un po' del cioccolato delle uova di Pasqua e di rendere appetitose persino delle banalissime pere cotte.



Ingredienti: Una grande pera tipo Abate, qualche pezzo di cioccolato fondente, un piccolo tronchetto di cannella, una manciata di cannella in polvere, dello zucchero a velo.

Procedimento: Per prima cosa sbucciate la pera con un pela-patate in modo da togliere solo lo strato esterno della buccia, tagliatela a metà e poi con la punta del coltello togliete i semi centrali. Mettete quindi a bollire dell'acqua in un pentolino insieme al tronchetto di cannella e quindi sbollentatevi dentro per qualche minuto la pera in modo da cuocerla senza però farla spappolare. Scolate quindi per bene la pera e poi tagliatela a fettine.
Nel frattempo in un altro pentolino fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.

Quando il cioccolato sarà ben fuso disponete in un piatto le fettine di pera, spolveratele con una manciata di cannella in polvere e poi con un cucchiaino versate sopra il cioccolato fuso formando delle linee sottili.

Infine spolverate con un po' di zucchero a velo.
Se le servite subito ben calde il cioccolato rimarrà morbido come una crema per qualche minuto, se invece preferite mangiarle tiepide (o adddirittura fredde), il cioccolato in breve tempo si solidificherà tornando croccante creando così un bel contrasto con la pera cotta che invece è tenera.

Zagara

lunedì 25 aprile 2011

Sartù di riso ripieno di polpettine di "agnello felice"

Ed ecco a voi il pezzo forte del menù per il pic-nic del Lunedì dell'Angelo...
Sartù di riso con ragù e polpettine di "agnello felice"

La ricetta che vi propongo è una mia personale rivisitazione vegetariana della più classica ricetta napoletana che invece prevede l'impego di ragù e polpette di carne.
Di per sè è un piatto un po' lungo da preparare, ma nel complesso abbastanza semplice e dall'aspetto molto gradevole. Una volta pronto, potrete serivirlo in tavola come se fosse una torta che, tagliata a fette, mostrerà il suo contenuto nascosto di golose polpettine e strati di formaggio e ragù. E' buono sia caldo che tiepido e questo permette di poterlo mangiare anche fuori casa durante un bel pic-nic all'aperto così come vi ho proposto nel menù.

Dosi per 4 persone: 300 gr. di riso, una trentina di polpettine di melanzane (molto piccole), 1 litro di passata rustica di pomodoro, 1 cipolla, olio extravergine d'oliva, basilico, una melanzana, un po' di vino rosso, due tuorli d'uovo, parmigiano grattugiato, un uovo sodo, una mozzarella fiordilatte.

Procedimento: Sbucciate e tagliate a dadini piccoli la melanzana e poi salatela e mettetela sotto una pressa (potete usare uno scolapasta come ciotola e un piatto con sopra un peso di un kilo come pressa) per circa un'ora. Quando i dadini di melanzana sono pronti, strizzateli e friggeteli in olio abbondante. Quindi mettete a soffriggere mezza cipolla in una padella dai bordi alti e quando è dorata aggiungete la salsa di pomodoro con qualche foglia di basilico e un po' di sale e qualche minuto dopo i tocchetti di melanzane fritte. Fate cuocere il tutto per circa un'ora, nel caso il sugo si asciughi troppo aggiungete dell'acqua.
Mentre il sugo si cuoce preparate con il riso un risotto che abbia come base la mezza cipolla rimasta, sfumato con un po' di vino rosso. Quando il riso è cotto più o meno al dente aggiungete i due tuorli d'uovo, qualche cucchiaiata di parmigiano grattuggiato e circa metà del ragù di melanzane. Mescolate per bene facendo asciugare il sugo. Quindi prendente una teglia rotonda di circa 22 cm di diametro e dai bordi molto alti e dopo averla ricoperta di carta da forno iniziate a versarvi dentro metà del riso disponendolo sul fondo della teglia e sui bordi come se fosse un nido.


A questo punto iniziate a riempire il vostro sarù con i vari strati iniziando con uno strato di ragù, poi uno di polpette, quindi uno di mozzarella tagliata a fettine e infine uovo sodo e poi di nuovo ragù.


Ricoprite il tutto con tutto il riso rimasto in modo da chiuderlo e poi cuocete in forno a 200 gradi per almeno quaranta minuti.

Quando è pronto aspettate che si sia raffreddato un poco quindi capolgetelo su un piatto come una torta e servitelo tagliando a fette. Se lo dovete trasportare non giratelo se non al momento di mangiarlo, in questo modo si conserverà tiepido.

mercoledì 13 aprile 2011

Zucchine... tonde?!?.... ripiene

Tendenzialmente non compro mai le zucchine prima di fine maggio.
Nel mio immaginario da idilliaca agricoltura pre-industriale, infatti, le zucchine sono un ortaggio estivo da mangiare nelle calde giornate di sole. Così il mio ego "che acquista" ha una sorta di rifiuto, del tutto anacronistico, nel comprare questi ortaggi in altre stagioni.

Tuttavia sabato scorso, complice un sole bollente e il bancone del supermercato che ne esponeva dei buffi esemplari, ne ho comprate addirittura quattro!


Quattro belle zucchine... tonde... sì, proprio tonde... a voi probabilmente la cosa non pare strana, chissà quante zucchine tonde di Piacenza o Nizza avrete mangiato...
invece a me, che son cresciuta in mezzo a zucchine di forma categoricamente allungata, quando non addirittura perfettamente cilindrica, la cosa è sembrata davvero strana e a prima vista le ho scambiate per micro zucche.
Ma poi, dopo averle cucinate, ho dovuto ammettere (con mio forte disappunto) che queste zucchine nordiche son proprio buone e (quasi) migliori di quelle allungate, sicuramente molto più dolci... chi l'avrebbe mai detto, quante sorprese possono dare le zucchine!

Beh, comunque sia, visto che nordica non sono, io queste zucchine le ho comunque cucinate come avrei fatto con qualsiasi zucchina delle mie parti e quindi le ho ovviamente svuotate e riempite con tanto pangrattato :)

Eccovi, più o meno, perché ho fatto ad occhio, la ricetta:

Tagliate l'estremità superiore della zucchina come a formare un coperchio e poi con un cucchiaio scavate l'interno dell'ortaggio togliendo la polpa.


Dopo aver svuotato ogni zucchina, mettete a soffriggere in una padella con abbondante olio extravergine d'oliva uno scalogno tagliato finemente, due pomodori perini tagliati a tocchetti e la polpa, salate e pepate a vostro gusto.


Quando la polpa delle zucchine sarà ben cotta aggiungete un bel po' di pecorino grattugiato (mettetene tanto perché si deve sentire molto) e qualche cucchiaio di pangrattato giusto per dare consistenza. Mescolate bene e togliete dal fuoco e lasciate raffreddare qualche minuto.  Aiutandovi con un cucchiaio, riempite con questo composto le zucchine che avete svuotato, richiudetele con il coperchietto e poi riponetele in una teglia ricoperta di carta da forno e un po' d'olio.

Mettete quindi in forno e cuocete per un'oretta ad alta temperatura. Se durante la cottura si asciugano troppo aggiungete qualche cucchiaio d'acqua.

Potete servire sia calde che fredde, come antipasto o come secondo accompagnate da un contorno d'insalata.

mercoledì 6 aprile 2011

Barretta di burro aromatizzato a...

Sorpresa!!! Spalmare per scoprire... su una spessa fetta di pane e fragrante... il burro è salato e sa di rosmarino e di cipolla, ma anche di paprika!

Ecco una risorsa facile facile per arricchire buffet e inventare in pochi gesti un antipasto.

Ingredienti: 200 g circa di burro (possibilmente salato) di ottima qualità, sale (se il burro non è salato), una cipollina, paprika dolce, un rametto di rosmarino.

Lasciate ammorbidire a temperatura ambiente il burro. In un piccolo mixer frullate la cipolla con le foglioline del rosmarino. Unite poi la cipolla frullata al burro, assieme ad un bel pizzico abbondante di sale. Mescolate con cura e trasferite su un pezzo di plastica alimentare, che arrotolerete per formare un “panetto” (potete usare anche la carta del burro stesso). Ponete a solidificare in frigorifero. Quando è solido spolveratene la superficie con della paprika.

Servite come antipasto, assieme a crostini caldi o a panini speciali a vostro gusto.

Varianti: sono ovviamente infinite... potete unire il curry in polvere, semi di sesamo leggermente schiacciati nel mortaio... fiori di rosmarino... Potete fare anche più gusti e presentarli in piccole forme decorative, con l'aiuto di stampi di silicone.

venerdì 1 aprile 2011

Simil-quiche agli agretti (per la serie mai buttare la verdura che avanza)

Ok, l'ammetto, il tentativo di far conoscere a F.O.M. gli agretti è miseramente fallito... non ne ha voluto assaggiare nemmeno uno, neanche mimetizzato insieme agli spaghetti! Colpa mia, avrei dovuto camuffarli meglio...

Così mi sono ritrovata con un bel po' di agretti inutilizzati da riciclare e, per consolarmi della sconfitta subita, ho sperimentato una simil-quiche!

Ecco la ricetta, così, almeno voi, potrete approfondire l'amicizia con gli agretti!



Dosi: un po' di pasta brisè, un mazzetto di agretti sbollentati e saltati nell'olio e aglio, due uova, 30 ml di panna, del grana grattugiato (se preferite un sapore più forte potete usare il pecorino), del formaggio morbido tipo philadelphia, un pizzico di noce moscata.

Preparazione: Preparate una sfoglia abbastanza sottile di pasta brisé (potete utilizzare anche quella già pronta che vendono nei supermercati, ma se la fate voi è sicuramente più buona e genuina) con cui foderare una teglia bassa e cuocetela in forno con sopra un foglio di carta da forno e un po' di fagioli (o simili) per evitare che la pasta gonfi durante la cottura.

Mentre la pasta cuoce, preparate il ripieno sbattendo in una ciotola le uova con un pizzico di sale, i due tipi di formaggio, la panna e qualche pizzico di noce moscata. Per le quantità di formaggio regolatevi un po' ad occhio e in base al vostro gusto.

Quando la pasta brisé è cotta (non cuocetela troppo, perché poi dovrà tornare in forno) togliete la carta da forno e i fagioli e a loro posto riponete gli agretti che avrete precedentemente scottato e saltato nell'olio e aglio.



Coprite quindi le verdure con il ripieno e infornate a 180 gradi fin quando la simil-quiche non sarà ben cotta.



Servite tiepida!