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venerdì 21 ottobre 2011

Zuppa di ceci e castagne

Dal focolare medievale, ecco una zuppa nutriente e decisamente proteica! La ricetta viene da un testo antico e accosta il sapore dei ceci e delle castagne, ma ancora oggi nelle motagne della Toscana c’è chi prepara le “nipoti” di questa zuppa.

Ingredienti: ceci secchi e ammollati, castagne, (le dosi sono soggettive, ma io uso 2/3 di ceci e 1/3 di castagne), olio d’oliva, erbe aromatiche fresche (piuttosto che usarle secche, fatene a meno. Van bene timo e rosmarino o, in alternativa, prezzemolo), pepe, zafferano (per profumare).

Lessate i ceci finché sono teneri. Sevirà qualche ora. Ricordatevi di non metterci sale. Quando sono cotti frullatene 1/3 e unite a quelli interi.

Nel frattempo cuocete le castagne. L’ideale sarebbero le caldarroste, ben pelate. Potete ovviamente scegliere il metodo che preferite, compreso il forno o quello siculo. Le castagne pulite dovrano poi esser tagliate in due o tre pezzi.

Unire le castagne ai ceci, assieme alle erbe e a un paio di cucchiai d’olio. Mettete a bollire aggiungendo un poco d’acqua (ma non troppa, la zuppa deve risultare densa). Regolate di sale e lasciate bollire per una mezz’ora, in modo che si amalgamino bene i sapori. Poco prima di servire completate con una spolverata di pepe e un poco di zafferano, per dare l’aroma.

Se sentite il bisogno di proteine aimali potete aggiungere del formaggio... ma già così è molto gustoso, soprattutto se guarnite ogni singolo piatto con un filo di buon olio crudo.

martedì 11 ottobre 2011

Tempo di castagne... al sale!

Finalmente il tempo delle castagne è arrivato!!!


... e come ogni anno porta con sé la solita diatriba sul metodo di cottura.
Eh sì, perché io le castagne le cucino con il sale, alla maniera "sicula", mentre il F.O.M., dall'alto della sua esperienza di mangione nordico, sostiene che le castagne si possono fare solo arrosto (anche se poi, ovviamente, dopo le lamentele di rito, le mangia lo stesso).

Così visto che ci servono dei giudici imparziali vi spiego brevemente come cucinare le castagne con il sale... 

Il procedimento è decisamente semplice, basta versare tre/ quattro cucchiai di sale in una padella e poi aggiungere le vostre castagne dopo averle incise con il coltello (o scoppiano!).

Mettete quindi la padella sul fuoco e girate di tanto in tanto le castagne con un cucchiaio di legno in modo da farle cuocere in maniera uniforme.

Quando saranno ben abbrustolite da tutti i lati e si saranno aperte mostrando un bel colore giallo, toglietele dal fuoco.
Sbucciatele e mangiatele subito, ancora calde!

lunedì 14 marzo 2011

Minestra ca' pastigghia... altrimenti detta zuppa sicula di castagne secce!

La castagna è sempre stata  un elemento essenziale della cucina povera. Frutto di montagna per antonomasia, sostituiva spesso in cucina il grano lì dove non riusciva a crescere o si era troppo poveri per poterlo fare arrivare dalle pianure. Nelle tavole semplici veniva trasformata nel tentativo di riprodurre i cibi quotidiani come il pane, la polenta, gli gnocchi, le frittelle, i dolci... e conservata, secca o ridotta in farina, così da non doverne legare il consumo al solo tempo della raccolta.

Non deve quindi meravigliare la grande diffusione dell'albero del pane, così era significativamente chiamato il Castagno, dalle Alpi agli Appennini, fin giù in Sicilia.

E già perché, anche se difficilmente ci viene in mente d'associare la terra delle arance alla castagna, questa era molto diffusa in tutta l'isola e coltivata nelle zone montane come i Peloritani, i Nebrodi o le Madonie.

Ecco quindi che oggi vi presento una ricetta antica e poverissima (beh poverissima per i tempi andati, ormai con quel che costano le castagne è una ricetta più che ricca) presente nella cucina povera siciliana di montagna: la minestra ca' pastigghia!



Dosi: 250 gr di  pastigghie (castagne secche), 2 cipolle bianche, 2 foglie d'alloro, olio d'oliva extravergine, sale, due chiodi di garofano, un po' di pecorino grattugiato, 200 gr. pasta corta (facoltativo), un mazzetto di finocchietto fresco (facoltativo).

Procedura: Mettete a mollo le castagne la sera prima e prima di usarle sciacquatele per bene.


Prendete una casseruola abbastanza capiente (io ho usato una pentola di terracotta, se l'avete usatela perché, secondo me, il cibo assume un sapore del tutto particolare in cottura, ma in mancanza di quella potete usare una banalissima pentola dal fondo antiaderente) e fate rosolare in un poco d'olio la cipolla tagliata finemente, le foglie d'alloro e i due chiodi di garofano. Quando la cipolla sarà ben dorata versate dentro la pentola anche le castagne, facendo rosolare un poco anche queste.



Coprite quindi con abbondante acqua fredda, regolate di sale e cuocete fin quando le castagne non cominceranno a disfarsi. Durante la cottura controllate di tanto in tanto che l'acqua non si consumi troppo, nel caso aggiungetela poco a poco con un mestolo facendo attenzione a non bloccare il bollore.



Quando la zuppa è cotta, servitela ben calda con un filo d'olio e una spolverata di pecorino grattugiato.

In alternativa, se volete provare la versione un poco più "ricca" di questa zuppa, sul finire della cottura potete aggiungere della pasta corta da minestra in modo da rendere la zuppa un po' più corposa o, se è stagione, insieme alla cipolla potete triturare una manciata di finocchietto selvatico (io purtroppo non riesco a trovarlo per cui non ho mai provato, però penso debba starci molto bene, magari togliendo i chiodi di garofano per non mischiare troppi aromi).

Ovviamente questo piatto è perfetto per i vegetariani, per i vegani e gli intolleranti al lattosio senza l'aggiunta del formaggio finale e per i celiaci senza la variante della pasta.