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martedì 27 dicembre 2011

Cudduruni di spinaci, uvetta e noci

Riprendendo il menù che vi ho proposto per la Vigilia ecco un secondo tradizionale che spesso si usava fare per il cenone di magro nel sud della Sicilia e che è per sua stessa costituzione vegano e quindi adatto anche per chi non può mangiare latticini e uova.

La variante che vi presento è fatta con farina integrale, mentre nella ricetta originale si usava la farina di grano duro, scegliete voi quella che preferite.

Ingredienti: per la sfoglia esterna, 500 gr. di farina integrale (o di grano duro), olio extravergine d'oliva, sale, un panetto lievito di birra fresco. Per il ripieno, spinaci, uvetta, noci, cipolla, olio extravergine d'oliva.
Procedimento: Per prima cosa iniziate a fare la sfoglia esterna impastando la farina e una presa di sale  con il lievito sciolto in mezzo bicchiere d'acqua. Aggiungete un po' d'olio fin quando l'impasto non raggiungerà una consistenza soda ed omogenea come per l'impasto di una focaccia. Lasciate quindi riposare al caldo per circa un'ora. Nel frattempo preparate il ripieno facendo soffriggere in un po' d'olio la cipolla tagliata grossolanamente a cui poi aggiungerete gli spinaci puliti e lavati (o surgelati se non trovate quelli freschi).
Quando gli spinaci son cotti aggiungete un po' d'uvetta che avrete fatto rinvenire in un po' d'acqua calda, le noci pestate e un po' di pepe.
Divite l'impasto a metà e stendete due sfoglie sottili. Riponete quindi un delle due sfoglie in una teglia ricoperta di carta da forno fancedo in modo che i bordi escano un po' dalla teglia e riempitela con il ripieno.

Ricoprite quindi con l'altra sfoglia richiudendo bene i bordi su se stessi e poi bucherellate la superficie con una forchetta.
Cuocete in forno caldo a 180 gradi fin quando non sarà leggerment dorata in superficie.
Servite fredda o tiepida.

martedì 20 dicembre 2011

Un menù della Vigilia tradizionalmente... vegetariano!

Natale a tavola, si sa, vuol dire tradizione e grandi mangiate, così ho deciso di proporvi un menù per la Vigilia di Natale assolutamente tradizionale...


Zippole salate
Tartine miste al paté di olive nere e verdi

Zuppa alla santé con tocchetti di pane e varietà di palline fritte

Insalta di arance e finocchi arricchita con formaggio pecorino fresco o caciotta
Gattò di patate
Cudduruni

Zippole al miele
Palline di cioccolato rotolate nel cocco
Torroncini di Bagnara
Bicchierini al cioccolato ripieni di zuppa inglese


Va beh, l'ammetto... tradizionale solo per me!
Magari, per chi la Vigilia di Natale è abituato a mangiar pesce, un menù completamente vegetariano lo è un po' meno. Eppure vi assicuro che quelli proposti son quasi tutti piatti tipici della cucina meridionale, che, tradizionalmente, si servono durante il periodo natalizio. Come le Zippole ad esempio, soffici frittelle lievite che, quando ero bambina, mangiavamo come pranzo il giorno della Vigilia per "tenerci leggeri" in vista del Cenone o il Cudduruni, sformato ripieno di spinaci e noci, secondo tipico in una cena di "magro" come quella della Vigilia.

martedì 6 dicembre 2011

Funghi ripieni gratinati

Ecco un'altra ricetta velocissima, golosa e, soprattutto, facilissima da preparare. Probabilmente molti di voi già la conoscono (è decisamente tradizionale nel sud italia), ma in caso contrario, vi assicuro che è assolutamente da provare...
...Funghi ripieni gratinati!

Personalmente trovo che questi funghetti siano perfetti per i buffet in quanto sono buonissimi anche freddi ed essendo già per loro stessa costituzione monoporzionati, son molto semplici da servire. In alternativa van benissimo anche come antipasto o contorno per un secondo leggero... insomma sono decisamente poliedrici e, come sempre, vegetariani!

Ingredienti: funghi champignon, pangrattato, olio extravergine d'oliva , sale, pepe, aglio, parmigiano gratugiato, pecorino grattugiato, prezzemolo (facoltativo, io per esempio non lo metto).
Procedimento:  
Per prima cosa pulite in funghi togliendo il gambo e la pellicina esterna con un coltello.


Preparate quindi il ripieno mescolando in una ciotola il pangrattato, i formaggi, sale, pepe, l'aglio tagliato finemente, il prezzemolo (facoltativo) sminuzzato, un po' d'olio e qualche cucchiaio d'acqua in modo da amalgamare bene il tutto e rendere il ripieno umido.


 
Riempite quindi ciascun fungo con questo composto, pressando bene in modo che sia compatto e quindi riponete in una teglia cosparsa con un po' d'olio.


Prima di riporre in forno, passate un filo d'olio sulla superficie di ciascun fungo e quindi fate cuocere a forno molto caldo fin quando saranno ben gratinati. Controllate durante la cottura che i funghi non si asciughino troppo e in caso, aggiungete sul fondo della teglia qualche cucchiaio d'acqua.
Servite caldi o freddi, come preferite!

martedì 22 novembre 2011

Torta salata di patate dolci!

Ecco un piatto il cui nome sembra un gioco di parole... anzi direi un vero e proprio ossimoro!

Torta salata di patate dolci!

Un piatto perfetto per questa stagione in cui finalmente nelle bancherelle dei mercati si trovano in abbondanza le esotiche patate dolci, altrimenti dette americane (come se non fossero tutte americane la patate, bah, non capirò mai l'incoerenza di certi nomi). 
Adoro queste patate (nelle varie varianti, rosse, arancio, bianche) e oltre che fritte e al cartoccio, ultimamente ho iniziato ad utilizzarle anche per le zuppe di legumi. Trovo che abbiano una varietà di aromi e consistenze davvero stuzzicanti e fantasiose. Insomma una variante sulle solite patate che permette di creare piatti dai sapori contrastanti, un po' come l'agrodolce che si avvere nella saporita e speziata torta salata che vi presento oggi; piatto perfetto se dovete dare un piccolo buffet o un rinfresco.

Ingredienti: (per la pasta brisé) v. ingredienti e procedimento della torta di pomodorini di Nisetta
(per il ripieno) due patate dolci (o americane) di media grandezza, un bicchiere di latte (o panna fresca se preferite qualcosa di più calorico), due uova, due scalogni, olio extravergine d'oliva, una presa di cumino macinato, una presa di coriandolo macinato, una spolverata di peperoncino, sale q. b.

Procedimento:  Per prima cosa, seguendo le istruzioni di Nisetta, preparate la pasta brisé, stendetela su una teglia da crostata ricoperta di carta da forno, bucherellatela con la forchetta e poi riponetela in frigo fino al momento di farcirla. Se siete molto pigri o di fretta, comprate una base di pasta brisé già stesa, anche se vi assicuro che è molto meglio farla in casa (anche perché non è un impasto difficile da fare).
Procedete quindi alla preparazione del ripieno. Lavete e sbucciate le patate dolci.
Quindi tagliatele a fettine sottili e fatele soffriggere in una padella capiente insieme agli scalogni tagliati a rondelle e abbondante olio extravergine d'oliva e un po' di sale.
Aggiungete mezzo bicchiere d'acqua e continuate a far cuocere fin quando non saranno ben tenere mescolando di tanto in tanto per non farle attaccare al fondo.
Nel frattempo in una ciotola sbattele le uova e poi aggiungete il bicchiere di latte mescolando bene. Quindi salate e continuando a mescolare aggiungete il cumino, il coriandolo e il peperoncino (non troppo, deve dare solo l'aroma). Quando le patate saranno cotte e si saranno intiepidite aggiungetele al composto di uova e poi versate il tutto nella tortiera rivestita di pasta brisé, facendo in modo che le patate siano disposte in modo omogeneo su tutta la superficie.

Cuocete a 180 gradi in forno preriscaldato per una quarantina di minuti o comunque fin quando la torta non sarà ben cotta e dorata.
Servite tagliata a fetta fredda o tiepida.

martedì 15 novembre 2011

Cimi camuffati... polpettone vegetariano!

Ed ecco il principe dei "cibi camuffati"...

... il Polpettone di ricotta!

Ovvero un polpettone preparato secondo una tradizionale ricetta della cucina povera contadina meridionale, dove per necessità e ristrettezze, si utilizzava ciò che c'era in dispensa per ovviare alla mancanza di carne.
E così eccovi un piatto naturalmente vegetariano già nella sua stessa costituzione, perfetto come secondo (senza bisogno di ricorrere all'insipida soia) e che metterà definitivamente a tacere i commensali del tipo "ma come si fa a fare un pranzo completo senza la carne?"

Ingredienti (le proporzioni precise non ve le so dire, lo preparo sempre ad occhio): ricotta (possibilmente fresca e di pecora), 3 uova, pangrattato, noce moscata, pepe, parmigiano grattugiato, scamorza, pecorino grattugiato, sale, pepe, olio d'oliva extravergine.

Procedimento: In una ciotola mescolate la ricotta, con una buona dose di parmigiano grattugiato, qualche cucchiaio di pecorino, un uovo sbattuto, una presa di pepe, una di noce moscata e il sale. Quando il tutto sarà ben amalgamato aggiungete pian piano il pangrattato fin quando l'impasto non raggiungerà la consistenza adatta a formare un polpettone. Adagiate l'impasto su un piatto appiattitelo con le mani formando un ovale spesso un paio di centimetri e adagiate sulla superfice la scamorza tagliata a fettine e due uova sode.

Quindi richiudete l'impasto su se stesso formando il polpettone facendo attenzione a che sia ben chiuso da tutti i lati. Rotolate quindi il polpettone in un rosso d'uovo sbattuto e poi passatelo dentro il pangrattato, in modo da ricoprirlo per bene da tutti i lati. A questo punto lasciatelo riposare alcuni minuti e poi procedete alla cottura.
Per cuocerlo potete scegliere se friggerlo in abbondante olio bollente (come da tradizione) oppure cucinarlo in forno (metodo più dietetico) molto caldo avvolto in della carta da forno cosparsa d'olio.




martedì 8 novembre 2011

Zucca fritta... alla sicula!

Dopo i ravioli di patate, ecco un'altra bella ricetta per cucinare, in modo appetitoso e assolutamente non dietetico, la cara vecchia zucca arancione...
Zucca fritta alla siciliana

Fra i vari modi in cui tradizionalmente si cucina la zucca, questo fa sicuramente parte di quelli più semplici. E' infatti una ricetta tipica della cucina contadina povera siciliana. Non prevede la presenza di pastelle o farina durante la cottura, ma solo di qualche goccia d'aceto, una volta pronta, per smorzare la pesantezza della frittura.
E' quindi un piatto vegano e adatto nella dieta senza glutine, che potrete utilizzare sia come contorno che come croccante antipasto. 

Ingredienti: zucca gialla, olio d'arachidi o oliva (v. consigli frittura), sale, aceto di vino.
Procedimento: Tagliate la zucca a fettine non troppo sottili e friggetele in olio bene caldo e abbondante.
Man mano che friggete riponete la zucca cotta su della carta assorbente in modo da assorbire l'olio in eccesso.

Salatela e servitela ben calda sbruzzata con un po' d'aceto.

mercoledì 2 novembre 2011

Ossa di morto!

Visto che oggi è il 2 novembre, mi sembra assolutamente doveroso dedicare questo post agli Scardellini, meglio conosciuti come Ossa di morto...

... durissimi dolcetti spaccadenti che si mangiano solo in questi giorni e che, a detta del F.O.M., sanno come la "pasta delle otturazioni del dentista", il che mi ha fatto dedurre che quest'ultima debba evidentemente essere aromatizzata con i chiodi di garofano...
Io personalmente li adoro e spasionatamente vi dico che se vi capita di passare dalla Sicilia vi conviene andarli a comprare dal panettiere o in pasticceria, perché una volta su due non vengono come dovrebbero se fatti in casa, però insomma se la Sicilia è troppo lontana e volete cimentarvi e provare, eccovi qua la ricetta.

Ingredienti:  100 gr. di farina, 100 gr. di zucchero, 1 o 2 chiodi di garofano, un pezzetto di cannella (facoltativa).

Procedimento: Ridurre i chiodi di garofano e la cannella (facoltativa) in polvere sottilissima con un mortaio, quindi mescolateli insieme alla farina che avrete riposto in una ciotola capiente.
In un altro recipiente fate sciogliere lo zucchero in poca acqua tiepida in modo da formare un denso sciroppo.
Disponete la farina a fontana e versatevi pian piano dentro lo sciroppo mescolando in modo da iniziare ad impastare. Se necessario aggiungete altra acqua fino ad ottenere una palla compatta di pasta.
Modellate quindi la pasta formando dei quadrati o delle ossa (tradizionalmente si tagliano dei piccoli rombi decorati con incisioni trasversali) che poi andranno riposti in un luogo asciutto per due, tre giorni in modo che lo strato superficiale si asciughi e indurisca per bene.

Trascorso il tempo di riposo bagnate la parte inferiore di ciascun biscotto con qualche goccia d'acqua e poi, dopo averli riposti su una teglia ricoperta di carta da forno, cuocete per circa venti minuti a 160 gradi.
Durante la cottura, se tutto è andato bene, lo zucchero si caramellerà fuoriuscendo in parte dal biscotto formando così la caratteristica base più scura e morbida su cui poggerà "l'osso" candido, croccante e quasi vuoto all'interno.

martedì 25 ottobre 2011

Ravioli di patate ripieni di caprino e zucca!

E dopo le castagne... sta tornando anche la zucca!
Sarà il colore acceso, sarà la forma tonda, ma la zucca mi mette sempre di buon umore e visto il grigiore che si vede fuori dalla finestra mi sembra assolutamente doveroso illuminare la cucina con un po' d'arancio.
Ovviamente il F.O.M. sostiene, giura e controgiura, di non mangiare assolutamente codesta verdura, così ho deciso di nasconderla per bene all'interno di paffuti ravioli a cui non saprà resistere. Insomma, come sempre, lo prendiamo con l'inganno.
 Ravioli di patate ripieni di caprino e zucca!

E d'altra parte la stessa sfoglia dei ravioli è ingannatrice, perché non si tratta di una normale pasta all'uovo, ma di un impasto fatto di patate e farina. Il ripieno invece è a base di un misto della zucca di cui sopra, spezie e caprino, anche se volendo potete variarlo sbizzarrendovi come volete.

Ingredienti: 500 gr. di patate, 200 gr. di farina, 2 uova, 100 gr. di caprino, 250 gr. di zucca, olio extravergine d'oliva, sale, noce moscata, pepe, parmigiano.

Procedimento:  Lessate le patate in abbondante acqua fin quando non saranno ben tenere. Contemporaneamente in una padella fate soffriggere la zucca tagliata a pezzetti  con qualche cucchiaio d'olio d'oliva e uno spiccio d'aglio tagliato a fettine.

Scolate quindi le patate, sbucciatele e schiacciatele per bene in una ciotola. Quando saranno fredde unite la farina, il sale e due tuorli. Lavorate per bene l'impasto fin quando non sarà omogeneo e quindi stendetelo in una sfoglia dello spezzore di mezzo centimetro. Tagliate quindi dei rettangoli per ricavare i ravioli. Lavorate quindi la zucca schiacciandola bene con una forchetta e mescolandola al caprino, una presa di noce moscata, un po' di sale e del pepe.

Distribuite a cucchiate il composto al centro di ogni rettangolo e poi chiudetelo con un altro rettangolo in modo da formare un raviolo sigilando bene i bordi con un po' d'albume.
Cuocete subito prima di servire in abbondante acqua salata scolandoli quando emergono in superficie come si fa per gli gnocchi.

Condite con un po' olio o burro e scaglie di parmigiano o con un po' della zucca cotta.

martedì 18 ottobre 2011

Crema fumante di patate e porri

Visto il freddo pungente che inizia a farsi sentire da queste parti, vi propongo una calda crema dal sapore delicato perfetta per riscaldare l'anima e il corpo nelle serate autunnali, quando stanchi torniamo dal lavoro e desideriamo solo il caldo tepore di una cena rilassante e già pronta.

Crema fumante di patate e porri

Il vantaggio di questa crema, che assomiglia tanto ad un soffice purè, sta soprattutto nel fatto che potrete preparla con largo anticipo, riponendola in frigo o addirittura nel congelatore e riscaldarla quando vi fa comodo.

Ingredienti: un po' di patate a pasta gialla, qualche porro, un po' di brodo di verdure fatto in casa con un sedano, carote e erbette a vostro piacere, un po' di latte e panna fresca (o più latte, se volete stare leggeri) sale, pepe nero macinato.
Procedimento:  Prima di tutto preparate il brodo di verdure, mentre a parte fate cuocere le patate. Quando saranno pronte sbucciate la patate, tagliate i porri e fettine sottili.
Mettete quindi il tutto a cuocere nel brodo precedentemente filtrato aggiungendo un po' di latte in modo che le verdure siano immerse a metà nel liquido e salate.
 Quando anche i porri saranno cotti passate tutto con il minipimer fin quando il composto non sarà ben omogeneo.

Rimettete quindi sul fuoco, aggiungete qualche cucchiaio di panna (o altro latte) e mescolate bene fin quando non otterrete una crema vellutata. Prima di servire spolverate con una spruzzata di pepe e decorate con qualche fettina di porro cotto.
Se conservate in frigo, al momento di riscaldare aggiungete un po' di latte mescolando bene.

martedì 11 ottobre 2011

Tempo di castagne... al sale!

Finalmente il tempo delle castagne è arrivato!!!


... e come ogni anno porta con sé la solita diatriba sul metodo di cottura.
Eh sì, perché io le castagne le cucino con il sale, alla maniera "sicula", mentre il F.O.M., dall'alto della sua esperienza di mangione nordico, sostiene che le castagne si possono fare solo arrosto (anche se poi, ovviamente, dopo le lamentele di rito, le mangia lo stesso).

Così visto che ci servono dei giudici imparziali vi spiego brevemente come cucinare le castagne con il sale... 

Il procedimento è decisamente semplice, basta versare tre/ quattro cucchiai di sale in una padella e poi aggiungere le vostre castagne dopo averle incise con il coltello (o scoppiano!).

Mettete quindi la padella sul fuoco e girate di tanto in tanto le castagne con un cucchiaio di legno in modo da farle cuocere in maniera uniforme.

Quando saranno ben abbrustolite da tutti i lati e si saranno aperte mostrando un bel colore giallo, toglietele dal fuoco.
Sbucciatele e mangiatele subito, ancora calde!

venerdì 30 settembre 2011

Peperoni con capperi e parmigiano

Prima di salutare i peperoni per l’inverno, periodo in cui la fan da padrone altre verdure, eccovi un’ultima golosità che può risolvervi un antipasto, ma anche trasformarsi in condimento per una pasta!

Ingredienti: peperoni gialli, olio d’oliva, capperi sotto sale, parmigiano grattuggiato.

Lavate i peperoni, privateli dei semi e delle parti bianche e tagliateli in tre o quattro pezzi. Disponeteli su una teglia da forno con la pelle girata verso l’alto e cuocete a circa 200°. Togliete dal forno e lasciate intiepidire; a questo punto vi sarà facile privarli della pelle.

Mentre si raffreddano i peperoni, lavate bene i capperi e tritateli. Mescolateli a qualche cucchiaio di parmigiano e a tanto olio quanto basta a formare una crema semidensa.

A questo punto se avete scelto di farne un antipasto, disponete i peperoni in un piatto da portata alternati con la crema di capperi, se invece preferite condirci una pasta, tagliate a strisce i peperoni, mescolateli alla crema e... buttate la pasta!

martedì 27 settembre 2011

Crocchette d'avena con sfoglie di patate e zucchine

Di tanto in tanto, girovagando fra gli scaffali del supermercato, mi imbatto in prodotti che non sono solita utilizzare e che colpiscono la mia fantasia come una folgorazione.
Vengo così colta da quella che chiamo "smania d'acquisto bizzarro" che inevitabilmente conduce alla "sperimentazione combinata e istintiva" di prodotti alimentari tanto temuta dal F.O.M. che, suo malgrado,  finisce per fare la parte della cavia.
Questo è stato il caso ad esempio della crusca d'avena che ho comprato qualche settimana fa e che si è rivelata essere un'interessante scoperta. Il caso infatti vuole che questo alimento, così alle moda nelle odierne diete, possa invece dar vita a delle piacevolissime crocchette che persino la cavia di cui sopra mangia con gusto (e se questa non è una garanzia...).

Crocchette d'avena con sfoglie di patare e zucchine!

La ricetta per preparare queste crocchette è davvero semplicissima e anche abbastanza versatile, perché le potrete utilizzare sia come antipasto che come secondo accompagnate con un po' di verdura. Io ve le propongo con un gustoso contorno di sfoglie di patate e zucchine saltate nell'aglio, ma in realtà vi potete sbizzarrire come meglio credete, perché il gusto dell'avena si sposa un po' con tutto. 

Ingredienti:  per le crocchette,100 gr. di crusca d'avena, un uovo, un po' di grana grattugiato o del pecorino, un po' di pangrattato, olio extravergine d'oliva, sale, pepe. Per il contorno, due grandi patate, due zucchine, olio extravergine d'oliva, sale, aglio.

Preparazione: Mettete a bollire in poca acqua la crusca d'avena fin quando non sarà ben cotta e si sarà formata una sorta di crema abbastanza omogenea e densa. Fate raffreddare e poi impastate l'avena cotta insieme all'uovo sbattuto, al formaggio e ad un filo d'olio. Salate e pepate e poi aggiungete del pangrattato fin quando l'impasto non avrà raggiunto la consistenza adatta per poter formare delle crocchette abbastanza molli. Create le crocchette adagiando, a cucchiaiate, l'impasto su una teglia ricoperta con della carta da forno. Cuocete quindi in forno ben caldo, rigirando a metà cottura, fin quando le crocchette non saranno ben dorate.
Per il contorno invece pelate per bene le patate e poi, aiutandovi magari con lo sbuccia-patate, tagliatele a sfoglie sottilissime. Sciacquate e tagliate a tocchetti le zucchine e quindi saltate entrambe le verdure in una padella dove avrete fatto soffriggere qualche spicchio d'aglio in un'abbondante dose d'olio d'oliva, infine salate.
Continuate quindi la cottura a fuoco lento fin quando le verdure non saranno ben cotte.

Servite in un unico piatto le verdure e le crocchette portandole a tavola ben calde.

giovedì 8 settembre 2011

Paté di patate all'aglio

La ricetta che vi presento oggi fa parte di quei piatti che o si ama alla follia o si detesta, per cui prima di portarla in tavola assicuratevi bene dei gusti dei vostri commensali. Il moto di repulsione potrebbe infatti essere scatenato dalla presenza di un'abbondante dose di aglio che finisce per essere l'aroma predominante di questo paté, e l'aglio, si sa, è spesso ingiustamente bistrattato.
Paté di patate all'aglio!

Se non fate parte dei detrattori del simpatico bulbo e non siete vampiri, personalmente vi consiglio di provarlo. Si presenta infatti  perfetto come antipasto vegano, magari spalmato su crostini di pane fumante o come accompagnamento a una fresca cruditè di verdure e, tutto sommato, è anche abbastanza veloce da preparare.

Ingredienti: 2 patate grosse, 3 spicchi d'aglio, 1 cucchiaio abbondante d'aceto  (balsamico o di mela come preferite), pepe macinato, succo di limone, olio extra vergine d'oliva, sale, una spruzzata di paprika dolce.
Procedimento:  Lessate le patate e poi, dopo averle sbucciate, schiacciatele con la forchetta in una ciotola.
Unite quindi l'aglio ben schiacciato e l'aceto mescolando bene e quindi aggiungete il succo di mezzo limone e salate e pepate. 
 Passate quindi il tutto un poco con il minipimer in modo da rendere la crema omogenea.
Infine aggiungete gradualmente l'olio mescolando fino ad ottenere un composto denso, ma cremoso. 
Servite con una spolverata di paprika dolce.

martedì 30 agosto 2011

e per finire... Granita di mandorle!

Visto che ormai l'estate è agli sgoccioli, ma il caldo non sembra darci tregua... mi sembra doveroso continuare la serie delle "granite" inaugurata a giugno, postandovi la ricetta per farvi in casa...

la granita di mandorle!

Certo non può assolutamente competere con le granite di mandorle quasi sorbettose che si fanno nella sicilia sud orientale, ma, tutto sommato, è un buon palliativo ed è sicuramente molto piacevole e rinfrescante.


Ingredienti: mandorle sgusciate, latte di mandorla (meglio se fatto da voi con il panetto così potete renderlo più o meno dolce secondo il vostro gusto).
Procedimento: Pestate finemente le mandorle fino a ridurle in granella abbastanza sottile.
Quindi mischiate il latte di mandorla con la granella e procedete facendo congelare e mescolando come per le altre granite.






martedì 23 agosto 2011

Imprevisti in cucina... pitta farlocca ai fiori del cucco (sambuco)!

A volte, dopo aver mangiato qualcosa che mi è piaciuto particolarmente, provo a ricreare il piatto pur senza conoscerne la ricetta procedendo per istinto e tentativi fin quando il risultato non mi soddisfa. Ovviamente spesso questo modo di procedere funziona molto poco e le copie sono poco gradevoli, altre volte, invece, capita che il risultato, seppur distante dall'originale, sia sorprendente e dia vita ad una ricetta del tutto nuova e solitamente ben accolta dai palati dei commensali.
Questo è stato il caso del manicaretto che è venuto fuori quando ho tentato di ricreare la Pitta filata di Conidoni, piatto che mia mamma mangiava da bambina a casa di una zia e che descrive come qualcosa di eccezionale .
 Focaccia intrecciata ai fiori di sambuco!

Non avendo mai mangiato tale pitta e dato che la suddetta zia non è più con noi per svelarci i segreti della ricetta, in mancanza di altro, ho dovuto utilizzare come unici indizi ciò che mia mamma ricordava riguardo al procedimento e agli ingredienti, senza avere assolutamente idea delle proporzioni.
Il risultato finale è stata una buonissima focaccia intrecciata aromatizzata ai fiori di sambuco (il cucco!), ma che, quanto meno a detta di mia madre, unica testimone, nulla a che fare con la Pitta filata (a proposito, se qualcuno di voi possiede la vera ricetta sarebbe decisamente gradita!).
Se vi capita di trovare dei fiori di sambuco secchi (noi li abbiamo raccolti in campagna la primavera scorsa, non so se ne esistano in commercio) provatela, anche se farlocca, è decisamente buona.

Ingredienti: 1 kg di Farina, 25 gr. di lievito di birra (un panetto), olio extravergine d'oliva, sale, un po' di fiori di Sambuco secchi.
Procedimento: Impastate la farina e una presa di sale insieme al lievito sciolto in un bicchiere d'acqua tiepida fin quando non otterrete un impasto molto omogeneo e compatto. Dividete l'impasto in due parti, una più piccola con cui dovrete fare la base e l'altra grande circa il doppio che servirà per la parte superiore.
Stendete con il matterello la prima parte di pasta fino ad ottenere una sfoglia sottilissima e poi ritaglietela a forma di disco aiutandovi con un piatto grande da portata.
Stendete quindi anche l'altra parte di pasta in una sfoglia sottilissima e poi ricopritela completamente con uno strato d'olio d'oliva e una buona manciata di fiori di sambuco.
Ripiegate quindi la sfoglia a ventaglio facendo attenzione a non schiacciarla e poi avvolgetela come una spirale e riponetela sulla base che avrete posizionato su un foglio di carta da forno sopra una teglia.
 Cospargete di nuovo con un filo d'olio e quindi fate riposare per circa un'ora. Quindi infornate ad alta temperatura fin quando non sarà ben dorata.






martedì 16 agosto 2011

Involtini di melanzane

Quella che vi presento oggi fa parte della lunga serie di ricette "camuffa melanzane" che ho inaugurato tempo fa con le polpette al sugo.

Involtini di melanzane alla griglia!

Anche questa ricetta appartiene alla tradizione culinaria della mia famiglia: io le ho imparate a fare da mia mamma che le preparara come le faceva mia nonna che immagino abbia imparato a farle da sua madre e così via. E fa sicuramente anche parte di quell'ambito gastronomico tipico della cucina povera e contadina in cui piatti più ricchi a base di carne venivano rivisitati utilizzando le verdure e alimenti meno costosi, ma non per questo meno saporiti, dando così vita a piatti vegetariani già nelle loro origini.
Come avrete ormai capito, la melanzana è la regina di tali rivisitazioni povere data la sua naturale predisposizione ad essere camuffata e la cattiva reputazione di cui godeva fra le classi sociali alte che la ritenevano una verdura adatta solo per la povera gente. E così devono essere nati anche questi involtini i cui ingredienti, carne a parte, e le modalità di preparazione sono praticamente identici a quelli delle "braciolette" (involtini di carne per i non siculi). 

Ingredienti: melanzane viola chiaro grosse (eviterei quelle scure e allungate), olio extravergine d'oliva, sale, aglio, grana grattugiato, pecorino grattugiato, basilico fresco, mollica di pane (pangrattato).
Procedimento: Per prima cosa lavate le melanzane, tagliatele a fettine sottili e mettetele sotto sale e una pressa per un'oretta in modo che rilascino un poco della loro acqua e diventino molli tanto da poterle arrotolare senza spezzarle.

 Nel frattempo in una ciotola preparate il ripieno mescolando per bene la mollica (pangrattato), con alcuni cucchiai d'olio, i due formaggi grattugiati, il sale, il basilico e l'aglio finemente tritati e poca acqua in modo da amalgamare bene il tutto.
Strizzate quindi per bene le melanzane con le mani, facendo attenzione a non romperle e iniziate a preparare i vostri involtini riempendo ciascuna fettina di melanzana con il composto di pangrattato. Man mano che gli involtini saranno  pronti infilzateli in uno spiedieno di legno o ferro.


Quando gli spiedini saranno pronti passate un po' di ripieno anche all'esterno e quindi cucinateli sulla griglia (l'ideale sarebbe cuocerli alla brace) oppure in forno ricordandovi di rigirarli a metà cottura.
Serviteli ancora caldi come secondo o antipasto.


martedì 9 agosto 2011

Ciambella di prugne gialle

Continua l'attività di "smaltimento" prugne, così dopo la marmellata vi propongo un dolce molto gradevole (vi assicuro che piace anche a chi le prugne proprio si rifiuta di mangiarle) e veloce...
 
Ciambella di prugne gialle!

Se avete già congelato le vostre prugne in eccesso, perché dopo la marmellata non sapevate proprio che farvene, non c'è problema, questo dolce viene bene sia con le prugne fresche che con quelle surgelate; la qual cosa, tra l'altro, vi permetterà di prepararlo anche in inverno quando avrete nostalgia di dolci sapori estivi.

Ingredienti: 500 gr. di prugne gialle, 100 gr. di zucchero, 100 gr. di biscotti secchi (quelli che preferite, l'importante è che siano friabili e non troppo burrosi), un cucchiaio colmo di cacao in polvere, una stecca di cannella, 3 uova, due noci di burro, pangrattato.
Procedimento: Lavate e snocciolate le susine, tagliatele a spicchi e fatele cuocere fin quando il loro liquido non si asciuga un po' e si sfanno.
Nel frattempo sbattete energicamente le uova con lo zucchero, il cacao, la cannella finemente pestata e i biscotti sbriciolati.  Una volta cotte aggiungete le prugne dopo averle fatte intiepidire e mescolate per bene.

Preparate quindi uno stampo a forma di ciambella imburrandolo per bene da tutti i lati e cospargendolo con abbondante pangrattato. Riempitelo con il vostro composto in modo uniforme e quindi fatelo cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi.
Potete servire la ciambella sia calda, che fredda, che tiepida... è sempre buona!