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martedì 7 febbraio 2012

Torta calda al cacao, marmellata di susine e aceto

Visto che il gelo continua e non sembra volersi placare, consoliamoci (e riscaldiamoci) con un bel dolce al cioccolato (tanto quando fa freddo si consuma di più, no?) da mangiare assolutamente appena sfornato, magari accompagnato dalla bella crema pasticcera di Nisetta aromatizzata alla vaniglia...
Torta calda al cioccolato, marmellata di susine e aceto

Il dolce che vi propongo è molto semplice e a prima vista sembra una semplice torta al cioccolato. In realtà il sapore ha un che di particolare a causa delle spezie della marmellata di susine gialle e dall'aroma dato dall'aceto che in qualche modo rende il tutto un po' più esotico. Io lo trovo un dolce decisamente invernale, perché va mangiato caldo, ma volendo potreste servirlo anche in primavera o estate accompagnato magari con una bella pallina di gelato alla vaniglia.

Ingredienti: un cucchiaio colmo di marmellata speziata di susine gialle (se proprio non l'avete preparata o l'avete finita, potete usare la marmellata del supermercato aggiungendo però un pizzico delle spezie mancanti), 200 gr. di farina, 2 uova, 50 gr. di cacao amaro in polvere, un cucchiaio colmo di burro (o margarina), 100 gr. di zucchero, mezzo cucchiaio di bicarbonato di sodio, 15 ml di aceto di vino rosso, un pizzico di sale.
Procedimento: Per prima cosa sbattete per bene in una ciotola lo zucchero con il burro, aggiugete quindi la marmellata continuando a mescolare e quindi le due uova con un pizzico di sale per tuorlo.

Infine aggiungete l'aceto, Quando il tutto sarò ben amalgamato aggiungete la farina, il cacao e il bicarbobato che avrete precedentemente mescolato insieme setacciandoli e mescolato in modo da ottenere un composto omogeneo.
Versate quindi il tutto in una tortiera ricoperta di carta da forno e cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi.


Servite la torta tagliata a fette ancora fumante, accompagnandola con una crema di vostra scelta o del gelato.

martedì 24 gennaio 2012

Bicchierini di cioccolato ripieni di crema bi-colore

Visto che Nisetta si ostina a propinarvi cibarie dietetiche, ecco un modo rapido per trasformare della semplice crema pasticcera in un dolcetto ipercalorico e quindi decisamente delizioso...

Bicchierini di cioccolato ripieni di crema bi-colore

Quel che vi occorre per preparali son dei semplicissimi bicchierini di cioccolato fondente (si trovano solitamente nei negozi  specializzati, ma non è difficile reperli anche nei supermercati ben forniti), un pentolino di crema pasticcera (se non avete una ricetta preferita potete provare quella di Nisetta), qualche cucchiaio di nutella, qualche noce di burro e della granella di nocciole per decorare.
Il procedimento è altrettanto semplice. Versate la crema pasticcera fredda in due ciotole distinte. Aggiungete alla prima ciotola qualche cucchiaio di nutella mescolando bene fin quando la crema non sarà ben omogenea, mentre nella seconda incorporate gradualmente alla crema pasticcera le noci di burro mescolando con molta forza in modo da gonfiare la crema.
Una volta che le due creme saranno pronte riempite i bicchierini aiutandovi con un cucchiaino (o una siringa da pasticceri, se siete dei fanatici perfezionisti). Posizionate in ciascun bicchiere un primo strato di crema alla nutella che coprirete, delicatamente in modo che non sgonfi, con la crema al burro facendo in modo che quest'ultima fuoriesca un po'. Decorate infine con la granella di nocciole e riponete in frigo fino al momento di servire.

venerdì 23 dicembre 2011

Il tronchetto di natale al cioccolato

Ecco il classico tronchetto farcito di crema al cioccolato. Per esagerare gli abbiamo aggiunto dei bigné caramellati, posti lungo il “ramo” come delle piccole pigne dorate.

Pasta biscuit per il rotolo: farina g 200, uova 4, zucchero g 180, lievito 1 bustina, acqua 10 cucchiai.

Separare gli albumi dai tuorli. Montare gli albumi con metà zucchero e i tuorli con l’altra metà. Unire l’acqua ai tuorli. Setacciare il lievito con la farina. Amalgamare tutti gli ingredienti in una grossa ciotola, mescolando lentamente dal basso verso l’alto perché non si smontino gli albumi.

Stendete la pasta su una leccarda foderata di carta da forno, dandole una forma rettangolare e tenendo uno spessore di circa ½ cm. Infornate a 180° finché è dorata, ma fate attenzione che non cuocia troppo o si seccherà e nell’arrotolarla si romperà. Togliete dal forno e arrotolate su un canovaccio pulito, lasciandola raffreddare “in piega”.

Crema pasticcera al cioccolato: vi rimando alla nostra ricetta. Ne basta una dose.

Crema ganache per coprire: vi rimando anche qui al nostro post precedente. Vi servono però almeno 200 g di cioccolato fondente.

Foglie al cioccolato: pasta frolla, cioccolato fondente, granella di mandorle.

Stendete la pasta frolla ad uno spessore di pochi millimetri (come per dei biscotti) e ritagliate le forme delle foglie con un coltello. Cuocetele a 180° in forno e lasciate raffreddare. Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato. Appena è fuso toglietelo dal bagnomarie e mescolatelo molto energicamente, per emulsionare la parte grassa. Distribuitene un poco sui biscotti e completate con la granella. Se di foglie ne fate parecchie, potete poi proporle anche da sole come biscottini per il caffè: sono tanto semplici quanto buoni!

I bigné: bigné (qui per mancanza di tempo confesso che li ho presi già pronti... eresia!!!), crema pasticcera bianca o al cioccolato (comunque una dose va bene), zucchero 200 g.

Caramellate lo zucchero con qualche cucchiaio d’acqua e, mentre il caramello è ancora liquido, immergete i bigné (vuoti!) nella parte alta. Poneteli poi da parte in luogo asciutto, facendo attenzione che non si appiccichino tra loro. Li farcirete all’ultimo minuto (perché non si bagnino e il caramello non si sciolga), inserendo la crema dal basso con la sacca da pasticcere.

Assemblaggio: srotolate delicatamente la pasta e spalmatela con la crema pasticcera al cioccolato. Riavvolgetela e mettetela in figorifero a compattarsi protetta da plastica alimentare. Dopo un paio d’ore preparate il tronchetto. Prendete un vassoio abbastanza grande per contenere il tutto. Togliete dal frigorifero il rotolo e tagliatene un pezzo, per creare il “ramo” e posizionatelo lateralmente rispetto al “tronco”. Coprite la superficie con la ganache (che dovrà essere quasi fredda per poterla spalmare senza che coli) formando l’effetto “corteccia” con il dorso di un cucchiaio. Rimettete il tutto in frigorifero fino al momento di portare in tavola, quando farcirete i bigné e li adagerete lungo il “tronco”, assieme alle foglie!

mercoledì 14 dicembre 2011

Dolcetti alle nocciole ricoperti di cioccolato!

Ecco dei dolcetti perfetti per fare colazione la mattina, magari come allenamento in vista delle abbuffate natalizie (si sa che lo stomaco è un muscolo e quindi, come tale, deve essere tenuto in costante esercizio, no?).

 Dolcetti alle nocciole ricoperti di cioccolato

In alternativa, se proprio a colazione non volete appesantirvi, potete sempre gustarli al pomeriggio come accompagnamento ad un buon the o meglio ancora ad una cioccolata calda con la panna che mette sempre di buon umore. Il procedimento per prepararli è abbastanza semplice e rapido, mentre per la copertura di cioccolato potete utilizzare la glassa di Nisetta.

Ingredienti per 8 dolcetti: 100 gr. di farina 00, 80 gr. di farina di nocciole, mezza bustina di lievito per dolci, 100 gr. di zucchero, 2 uova, 100 ml di latte, 60 gr. di burro, qualche cucchiaio di glassa al cioccolato e codette di zucchero colorate per guarnire.
Procedimento: Sbattete in una ciotola le uova con lo zucchero, quindi aggiungete il latte e il burro fuso (mi raccomando di farlo intiepidire). Qundi aggiungete il lievito e  i due tipi di farina (se non trovate quella di nocciole potete prepararla in casa tritando molto finementecon un robot da cucina delle nocciole spellate e leggermente tostate) che avrete precedentemente setacciato insieme.
Mescolate quindi il tutto per bene in modo che l'impasto diventi omogeneo e poi versate a cucchiaiate in piccoli stampi tondi ricoperti di carta da forno o in formine per muffin in silicone.

Cuocete tutto in forno a 180 gradi fin quando i dolcetti non saranno ben dorati.

Una volta freddi tirate fuori i dolcetti dalle formine e ricopriteli con un buono strato di glassa al cioccolato decorando con le codette di zucchero.

martedì 9 agosto 2011

Ciambella di prugne gialle

Continua l'attività di "smaltimento" prugne, così dopo la marmellata vi propongo un dolce molto gradevole (vi assicuro che piace anche a chi le prugne proprio si rifiuta di mangiarle) e veloce...
 
Ciambella di prugne gialle!

Se avete già congelato le vostre prugne in eccesso, perché dopo la marmellata non sapevate proprio che farvene, non c'è problema, questo dolce viene bene sia con le prugne fresche che con quelle surgelate; la qual cosa, tra l'altro, vi permetterà di prepararlo anche in inverno quando avrete nostalgia di dolci sapori estivi.

Ingredienti: 500 gr. di prugne gialle, 100 gr. di zucchero, 100 gr. di biscotti secchi (quelli che preferite, l'importante è che siano friabili e non troppo burrosi), un cucchiaio colmo di cacao in polvere, una stecca di cannella, 3 uova, due noci di burro, pangrattato.
Procedimento: Lavate e snocciolate le susine, tagliatele a spicchi e fatele cuocere fin quando il loro liquido non si asciuga un po' e si sfanno.
Nel frattempo sbattete energicamente le uova con lo zucchero, il cacao, la cannella finemente pestata e i biscotti sbriciolati.  Una volta cotte aggiungete le prugne dopo averle fatte intiepidire e mescolate per bene.

Preparate quindi uno stampo a forma di ciambella imburrandolo per bene da tutti i lati e cospargendolo con abbondante pangrattato. Riempitelo con il vostro composto in modo uniforme e quindi fatelo cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi.
Potete servire la ciambella sia calda, che fredda, che tiepida... è sempre buona!

lunedì 27 giugno 2011

Focaccia striata dolce intrecciata

 Il dolce che vi propongo oggi è il classico dolce che si fa la domenica (perché richiede un po' di tempo a causa della lievitazione) e che poi si mangia la mattina del lunedì durante la colazione inzuppandolo in una grande tazzona di latte.
 Focaccia striata dolce intrecciata
Una grande trecciona di pasta lievita meno burrosa delle classiche brioche e imprezziosita da piccoli pezzetti di cioccolata che mettono di buon umore. Insomma il classico dolce da "nonna" per intenderci!
Se preferite al posto di fare un'unica treccia potete farne tante più piccole (attenti però a ridurre i tempi di cottura), anche se trovo che quella gigante dia più soddisfazione alla vista.

Ingredienti: 500 gr. di farina 0, 30 gr. di lievito di birra fresco, 2 uova, 80 gr. di burro, 2 cucchiai colmi di miele, 1 pizzico di sale, succo di mela quanto basta, granelli di zucchero, gocce di cioccolato (in alternativa potete tagliare a pezzetti piccoli del cioccolato fondente).

Procedimento: Disponete la farina a fontana e nell'incavo centrale fate sciogliere il lievito con un po' di acqua tiepida e poca farina in modo da formare una palla di pasta abbastanza molle.
Lasciate riposare per circa mezz'ora e poi aggiungete pian piano il burro sciolto, le uova, il miele e un poco di sale. Impastate per bene tutti gli ingredienti e aggiungete pian piano un po' di succo di mela fino a  formare un impasto sodo e liscio.
Spolverate la palla di farina e lasciatela riposare per circa due ore.
Lavorate quindi nuovamente la pasta con delicatezza aggiungendo pian piano le gocce di cioccolato. Dividete quindi l'impasto in tre parti con cui formerete tre grossi serpentelli che poi intreccerete tra loro. Riponete quindi la treccia che si sarà venuta a formare su una teglia coperta da carta da forno e lasciatela riposare nuovamente per un'oretta.

Spennellatela con un po' di rosso d'uovo o del latte e quindi cospargetela con i granelli di zucchero. Infornate per circa 30 - 40 minuti in forno preriscaldato a 200 gradi.

mercoledì 8 giugno 2011

Tiramisù alle ciliegie e zabajone

...ovvero, il tiramisù a prova di F.O.M.!!!! L’unico tiramisù che potrebbe stare ore davanti al suo naso senza rischio che ci affondi il cucchiaio! Vediamo com’è nato, partendo dalle regole d’oro del F.O.M. per il tiramisù D.O.C.! No panna, no alcoolici, obbligo di caffé... parfait! Dato che il mio scopo era l’ERESIA pura e assoluta: sì panna, sì alcoolici e no caffé... il risultato è praticamente il dolce preferito di mia madre (giusto per confermare la teoria della relatività!). Se non vi scandalizza il sapere che è un’eresia programmata, provatelo perché è uno di quei dolci in cui tutto si combina e si equilibra come è giusto che sia.

Ingredienti (le dosi sono per una ciotola): savoiardi seri (possibilmente del tipo da pasticceria), ciliegie fresche (circa 300 g), panna (200g possono bastare), mascarpone (250 g), zabajone fatto con 3 uova e con un vino rosso dolce al posto del marsala (tipo fragolino), zucchero, essenza di vaniglia, cacao amaro.

Preparate lo zabajone rosso e lasciatelo raffreddare, passandolo infine in frigorifero (se no poi smonta la panna). Sciogliete in una tazza d’acqua calda 80 g circa di zucchero e uniteci un paio di gocce d’essenza di vaniglia (ci sono fialette in vendita). Lasciate raffreddare e passate in frigorifero.

Mentre il tutto si raffredda lavate le ciliegie e, possibilmente, snocciolatele (c’è un attrezzo apposta, lo stesso che si usa per le olive).

Per completare la crema: mescolate il mascarpone con lo zabajone e unite poi la panna ben montata, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.

Per montare il tiramisù procedete come per quello tradizionale, rivestendo una ciotola di savoiardi inzuppati (ma non troppo, qui la regola del F.O.M. torna) nello sciroppo. Distribuite un poco di ciliegie e versate la crema. Poi proseguite con gli altri strati finché finite gli ingredienti. Ricordatevi che dovete finire con la crema, spolverandola di cacao amaro... come per ogni tiramisù che si rispetti!!!!




mercoledì 1 giugno 2011

Regole del F.O.M per un perfetto Tiramisù ...

Ci sono alcuni piatti, soprattutto quelli tradizionali e popolari, per cui non esiste un'unica ricetta, ma le ricette son tante quanti i nuclei familiari  in cui si preparano, anzi addirittura in alcuni casi, aumentano in modo esponenziale in base al numero di zie, prozie e vicine di casa.
Un caso emblematico è quello del Tiramisù di cui non ne esiste un'unica ricetta, ma mille, quella "di zia Rosetta", di "nonna Cecilia", della "signora Bianchi" e così via. Ogni bravo cuoco (anche improvvisato) ha la sua ricetta personale (e a volte anche due, tre) e di conseguenza ogni "consumatore assiduo" ne ha una versione preferita.

F.O.M., dato che il tiramisù è il suo dolce preferito, non è da meno e anzi negli anni ha elaborato un vero e proprio elenco di regole fondamentali e indiscutibili che un buon Tiramisù deve rispettare per ottenere il "BCAFTP" (bollino di certificazione da assaggio FOM tiramisù perfetto):

1) Assoluto divieto di aggiungere liquori o caffé.
2) Perfetto equilibrio fra quantità di crema e savoiardi.
3) Perfetto equilibrio fra quantità di caffé e savoiardi, il caffè si deve sentire, ma i savoiardi non devono essere inzuppati e spappolati.
4) Deve essere spolverato di cacao amaro, ma non deve avere pezzetti di cioccolato dentro.
5) La crema dev'essere fatta con sole uova e mascarpone, niente panna.
6) Dev'essere denso al punto giusto in modo da poterlo mangiare col cucchiaio (o non è un dolce al cucchiaio), ma senza che sia liquido.
7) Dev'essere fatto con i savoiardi e non con il pandispagna.

A queste semplici regole io poi, da brava cuoca con sua personale versione del Tiramisù, aggiungo le mie postille (approvate anch'esse dal F.O.M. ovviamente):
a) I savoiardi devono essere quelli veri, possibilmente di pasticceria, niente pavesini o similari.
b) Il caffè dev'essere fresco e buono, non quello solubile.
c) Il mascarpone e le uova devono essere freschissimi.

E voi? Quali sono le vostre regole per il Tiramisù perfetto?

sabato 21 maggio 2011

Cookies del buonumore... biscotti al cioccolato, noci e corn-flakes!

Ecco un'altra ricetta di biscotti che mi ricorda molto l'infanzia. Questi biscotti però, a differenza di quelli all'ammoniaca di cui vi ho scritto tempo fa, non fanno parte del patrimonio delle "ricette di famiglia", ma sono anzi uno dei miei primi tentativi di "indipendenza culinaria" ;)
Sono infatti una variante di cookies americani, la cui ricetta è stata da me recuperata, anni or sono, dal retro di una scatola di corn flakes e poi rielaborata varie volte in seguito a innumerevoli esperimenti fino a trovare l'equilibrio perfetto!
Cookies del buonumore!

F.O.M. ultimamente ha deciso che non sono abbastanza calorici e quindi li mangia uno sopra l'altro con in mezzo un alto strato di nutella... a mio parere sono già perfetti così, croccanti e golosi al punto giusto, magari accompagnati da una bella tazza di latte freddo.

Ingredienti: 100 gr. di farina, 50 gr. di fiocchi di corn flakes (o anche fiocchi d'avena se preferite), la punta di un cucchiaio di bicarbonato, un pizzico di sale, 100 gr. di burro, 2 uova, 50 gr. di zucchero di canna, 50 gr. di zucchero bianco, una bustina di vanillina, 50 gr. di cioccolato fondente, 50 gr. di gherigli di noci (o nocciole, come preferite).

Procedimento:  Mescolate la farina, i fiocchi leggermente schiacciati, il bicarbonato, il sale, i gherigli di noci frantumati e il cioccolato fondente ridotto a pezzetti piccoli. 

In un'altra ciotola amalgamate il burro, precedentemente ammorbidito, con i due tipi di zucchero, quindi aggiungete l'aroma di vaniglia e le uova. 
Unite quindi a questo composto l'altro e mescolate tutto fino ad ottenere una pasta abbastanza compatta. In caso sia troppo molle aggiungete un poco di farina. Ricavate quindi una sorta di salsicciotto, avvolgetelo in una pellicola e fatelo riposare in frigorifero per una ventina di minuti.

Quando l'impasto sarà pronto, togliete la pellicola e tagliate il salsiciotto a rondelle spesse circa un dito.

Disponete tutti i biscotti così ottenuti su una teglia da forno ricoperta di carta da forno e infornate a 180 gradi per 10-15 minuti (in base allo spessore). Attenzione a non farli cuocere troppo o diventeranno duri.





giovedì 5 maggio 2011

Brioche ripiene ultrarapide... per golosi frettolosi!

La ricetta di oggi è dedicata a tutti quei golosissimi lettori che hanno poco tempo, ma non vogliono rinunciare al piacere di cucinare (e mangiare) delle sofficissime brioche ripiene di crema al cioccolato!

Brioche ripiene per frettolosi

Queste briochine, infatti, sono facilissime da fare e, soprattutto, richiedono pochissimo tempo per la preparazione a differenza del normale impasto per brioche che presenta tempi molto lunghi per la lievitazione.
Mangiate appena tiepide, con il loro energetico ripieno di cioccolato (meglio ancora nutella!), insieme ad una tazzona di latte, sono ideali per iniziare bene anche la giornata più pesante. E se le fate di mattina presto riempiranno l'aria di un profumino tale da svegliare anche il più letargico dei coinquilini.

Dosi per 14 brioche: 3 uova, 300 gr. di farina 00, 100 gr. di fecola di patate, 130 gr di burro, 14 gr. di lievito di birra (mezzo panetto), 2 cucchiai rasi di zucchero, 1 cucchiaino di sale, 240 ml di latte, mezzo barattolo di nutella o dei quadretti di cioccolato fondente (a vostra scelta, ma personalmente consiglio vivamente la nutella).

Procedimento: Scaldate il latte fino a farlo diventare appena tiepido e scioglietevi dentro il lievito di birra.
Nel frattempo mischiate in una ciotola le uova, la farina, il burro a pezzetti, lo zucchero e il sale amalgamando per bene e infine aggiungete il misto di latte e lievito.
Dovete mescolare in modo energico, per cui, se siete pigri o volete far prima, potete usare la frustra elettrica o il robot da cucina, il risultato è identico.
Prendete quindi delle formine circolari (tipo quelle da muffins, di qualsiasi tipo, usa e getta, di silicone, di metallo... l'importante è che siano di forma circolare e dai bordi abbastanza alti) e versate in ognuna una cucchiaiata colma di impasto in modo da coprire il fondo della formina. Inserite quindi al centro un cucchiaino colmo di nutella (o se proprio preferite un quadratino di cioccolato fondente) e ricoprite con un'altra cucchiaiata colma di impasto. Attenti a non riempire troppo le formine, perché l'impasto gonfia sia prima che durante la cottura e rischiate di farlo debordare.

Quando tutte le formine saranno pronte, lasciate riposare per circa tre quarti d'ora.

Quando saranno ben gonfie spennellatele di latte o rosso d'uovo e ponetele in forno preriscaldato a 180 gradi fin quando non saranno cotte.

Toglietele dagli stampi (verranno via senza difficoltà anche da calde) e spolveratele con un poco di zucchero a velo e servitele.
Se sono alla nutella saranno buonissime anche fredde (ovviamente se riusciranno a diventare fredde prima di essere divorate!). Se invece le avrete riempite con il cioccolato fondente, tenete conto che da fredde questo indurirà e perderete l'effetto cremoso.
Zagara

venerdì 29 aprile 2011

Pere, cioccolato e cannella!

Spesso oltre alle verdure i commensali difficili (tipo il FOM, giusto per non fare nomi) snobbano anche alcuni tipi di frutta, un po' per pigrizia (sbucciare la frutta è faticoso!), un po' perché non la ritengono abbastanza golosa.
Così, come sempre, bisogna industriarsi per camuffare e rendere il tutto più appetibile.
Eccovi quindi una velocissima ricetta che vi permetterà di smaltire un po' del cioccolato delle uova di Pasqua e di rendere appetitose persino delle banalissime pere cotte.



Ingredienti: Una grande pera tipo Abate, qualche pezzo di cioccolato fondente, un piccolo tronchetto di cannella, una manciata di cannella in polvere, dello zucchero a velo.

Procedimento: Per prima cosa sbucciate la pera con un pela-patate in modo da togliere solo lo strato esterno della buccia, tagliatela a metà e poi con la punta del coltello togliete i semi centrali. Mettete quindi a bollire dell'acqua in un pentolino insieme al tronchetto di cannella e quindi sbollentatevi dentro per qualche minuto la pera in modo da cuocerla senza però farla spappolare. Scolate quindi per bene la pera e poi tagliatela a fettine.
Nel frattempo in un altro pentolino fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.

Quando il cioccolato sarà ben fuso disponete in un piatto le fettine di pera, spolveratele con una manciata di cannella in polvere e poi con un cucchiaino versate sopra il cioccolato fuso formando delle linee sottili.

Infine spolverate con un po' di zucchero a velo.
Se le servite subito ben calde il cioccolato rimarrà morbido come una crema per qualche minuto, se invece preferite mangiarle tiepide (o adddirittura fredde), il cioccolato in breve tempo si solidificherà tornando croccante creando così un bel contrasto con la pera cotta che invece è tenera.

Zagara

giovedì 28 aprile 2011

Pasta frolla per crostata e per tante altre cose...



Come promesso, ecco una ricetta di frolla per tutte le necessità. Qui l’ho poi utilizzata per una classicissima crostata, come potete ben vedere dalle fotografie.

Premetto subito che non è l’unica ricetta di frolla possibile! Ci possono essere più o meno burro, più o meno uova... se però ci mettete il lievito NON è più pasta frolla, ma diventa un’altra cosa.

Ingredienti per una “dose” (basta per una teglia di circa 22 cm): farina g 200, burro g 120, zucchero g 100, tuorli n. 1, una buccia di limone grattuggiata

Tagliate il burro a pezzettini, lasciatelo ammorbidire un poco a temperatura ambiente (NON fondetelo) e impastatelo con la farina. Aggiungere zucchero, gli aromi e uova. Se risultasse impossibile da compattare (cioè totalmente in briciole) unite qualche cucchiaio d’acqua o di vino bianco. Formate un “panetto”, copritelo di pellicola alimentare e lasciatelo riposare in frigorifero alcune ore... oppure surgelatelo per quando avrete voglia di farvi una bella crostata! Perché la frolla riesca l’importante è che resti sempre fredda, per cui val la pena di mettere la torta cruda in frigorifero per qualche tempo prima di infornarla!

Se avete voglia adesso di crostata... ecco qualche suggerimento. Accertatevi che la pasta sia di quantità bastante per la vostra teglia preferita. Per una teglia di 24 cm di diametro servono una dose e mezza.








Aiutandovi con un poco di farina perché non si attacchi, stendete col matterello metà della pasta fino a raggiungere uno spessore di 4 o 5 mm. Posate la teglia sulla pasta e ritagliate un disco più largo di 1 cm circa, così da avere anche i bordi. Per fare questa operazione potete appoggiare la pasta su della pellicola alimentare: vi aiuterà a girarla a maneggiarla. Foderate la teglia di carta da forno (oppure potete ungerla di burro e spolverarla poi di farina) e adagiatevi il disco di pasta, premendo con le dita per far ben aderire i bordi. Ricordatevi adesso di togliere la pellicola!

Con una forchetta bucate la pasta qua e là: servità a evitare che “faccia le onde” cuocendo. Distribuite poi la vostra marmellata preferita, formando uno strato sottile (se ne mettete troppa la pasta si bagna, poi le fette si rompono ecc. ecc.). NON metteteci la nutella; se volete la crostata con la nutella cuocetela piena di fagioli secchi e farcitela poi quando è già cotta (dopo aver tolto i fagioli ovviamente).

Completate la crostata con la pasta rimasta. Io qui ho creato la tradizionale griglia, ma ho poi aggiunto delle palline di pasta che mi era avanzata. Se volete per redere più colorata la crostata potete spennellarla (con un pennello vero e proprio) di latte (dà un poco di colore), oppure di albume (da un colore un po’ più biscottato) o di tuorlo (effetto dorato totale!). Infornate a 180° per una mezz’ora.

sabato 23 aprile 2011

Cudduraci (ciambelle pasquali con uova sode)

Pasqua non è veramente Pasqua senza le tipiche ciambelle con le uova... almeno per me ovviamente!
D'altra parte questa tradizione tipicamente calabrese, ma diffusa in buona parte del meridione, ha origini antiche come la simbologia che lega, come risaputo, le uova alla rinascita primaverile.
E in verità di ricette per fare le ciambelle pasquali ne esistono un'infinità, così come infiniti sono i nomi che queste assumono a seconda dell'impasto e della zona geografica in cui vengono preparate, Campanari, Cuculi, Cuzupe, Ninni...
Fra tutta questa varietà ho scelto di presentarvi una delle possibili ricette per fare i Cudduraci, nome assunto da questo dolce nella zona del regino, dove tradizionalmente tali ciambelle venivano scambiate tra i fidanzati (e preparate per questo a forma di cuore e con tantissime uova) come simbolo di amore e prosperità.  Oggi la tradizione di scambiarle tra fidanzati si è persa, ma quella di mangiarle durante la scampagnata del Lunedì di Pasqua è rimasta così come proposto nel menù che vi ho presentato.


Cudduraci!

Dosi: 1, 200 gr di farina, 200 gr. di burro, 400 gr. di zucchero, 6 uova, 8 uova sode, 1 bustina di ammoniaca, 2 bustine di vanillina, la buccia grattugiata di un limone, qualche dito di vino dolce.

Procedimento: Lavorare i tuorli con lo zucchero fin quando saranno ben montati e quindi aggiungere il burro dopo averlo ammorbidito bene. A parte montate a neve ferma la metà degli albumi. Quindi aggiungete al composto di uova, burro e zucchero anche la farina setacciata insieme alla vanillina, la buccia del limone, gli albumi montati, il vino e infine l'ammoniaca sciolta in due dita di latte tiepido. Mescolate quindi il tutto fin quando non ricaverete una palla di pasta morbida ed omogenea e quindi lavoratela ricavando dei cestini, dei cuori o delle ciambelle in cui riporrete al centro le uova sode bloccandole con una strisciolina di basta. Decoratele spennellandole con gli albumi rimasti e delle codette di zucchero colorate e quindi deponetele su una placca da forno coperta da carta facendo attenzione a che siano bene distanziate perchè cuocendo aumenteranno di volume.
Fate quindi cuocere per circa venti minuti in forno a 180 gradi.

Si conservano per qualche giorno se riposte in barattoli chiusi ermeticamente o scatole di metallo.

martedì 19 aprile 2011

Le Pie del venerdì santo

Tradizionalmente la settimana prima di Pasqua era l'ultima settimana di magro e, in modo particolare, il venerdì santo era giorno di magro strettissimo in cui oltre alla carne si evitavano anche le uova e i grassi di origine animale. Così l'ingegno delle donne in cucina si dava da fare per elaborare dei piatti privi di questi alimenti, ma non per questo meno gustosi, come ad esempio le Pie del venerdì santo, dolce senza uova e burro, preparato nella zona del vibonese durante la settimana santa.



Eccovi quindi la ricetta per assaporare anche voi questo dolce dalle origini antiche, ma vegano nella sua stessa costituzione.

Dosi:
Per la pasta - 400 ml di vino tipo zibibbo, 200 ml d'olio d'oliva extravergine, 1 kg di farina di grano duro.
Per il ripieno: (1 tipo) marmellata d'uva che avrete avuto l'accortezza di preparare in autunno;
(2 tipo) 500 gr. di uva sultanina, mandorle spellate e tostate, vino cotto (mosto cotto).

Procedimento: Impastate olio, vino e farina fino ad ottenere una palla di pasta compatta.



Lasciate riposare la pasta una decina di minuti e intanto preparate il ripieno della seconda variante. Tritate finemente l'uvetta dopo averla fatta rinvenire in poca acqua bollente e averla scolata, quindi aggiungete una tazzina di mosto cotto e le mandorle tagliate a pezzetti.

Stendete la pasta in una sfoglia sottile e ritagliate dei dischi con un piattino da caffè.
Per il primo tipo di pie alla marmellata d'uva, ritagliate due dischi identici, mettete una cucchiaiata di marmellata sul primo disco e poi copritela con il secondo chiudendo bene i bordi facendo pressione con le dita e poi rivoltandoli. Bucherellate la superficie con una forchetta e poi infornate a 200 gradi per 15 minuti circa. Attenzione a non mettere troppo ripieno e a non bucherellare troppo o durante la cottura la marmellata esce di fuori e la pia si svuota.



Per il secondo tipo di ripieno invece ritagliate un solo disco, adagiate due cucchiai di ripieno e poi richiudete la pia come se fosse una crostatina ricoprendola con tante striscioline di pasta.



Servite fredde. Si mantengono buone per alcune settimane se le conservate in una scatola di latta.

venerdì 8 aprile 2011

Focaccia briochata all’arancia e pistacchio!


Ecco un’altra “focaccia sulla sedia”, ma questa volta in versione morbida col burro. Come sempre potete realizzarla sia con il lievito madre sia con il lievito di birra, a vostra scelta*! Quanto alla combinazione tra l’arancio e il pistacchio ... è una realtà capace di autoaffermarsi e posta ben aldilà di ogni tentativo di definizione! (scusate se è poco).

Ingredienti: 3 cups (tazze da tè) di lievito madre con la consistenza di una densa pastella, 20 g di farina 00, la buccia grattugiata di un arancio non trattato (opaco), 125 g di burro, 200 g di zucchero, 3 uova, 100 g latte, essenza di vaniglia e inoltre 2 cucchiai di pistacchi non salati e 2 cucchiai di zucchero.

*potete sostituire il lievito madre con il lievito di birra, preparando una densa pastella con mezzo cucchiaino di lievito di birra, 150 g circa di farina e 3 cups d’acqua appena tiepida. La lascerete riposare al tiepido un’oretta prima di usarla, per permettere ai lieviti di lavorare.

Procedimento: far fondere il burro senza che frigga. Quando è sciolto, unite le uova una alla volta, amalgamandole perfettamente con l’aiuto di una frusta. Versate il composto in una grossa ciotola, assieme al lievito, allo zucchero e al latte e mescolate. La quantità di latte che ho indicato è per una focaccia con consistenza “umida”, se la preferite più soffice dimezzate il latte o addirittura evitate di metterlo: alla fine otterrete un composto decisamente più duro. Unite ora anche la vaniglia, la farina e l’arancio e amalgamate il tutto perfettamente. Versate in una teglia di circa 24 cm di diametro e lasciate lievitare in luogo tiepido.

A parte passate al mixer i pistacchi assieme con lo zucchero in modo da ottenere una farina fine. Quando state per infornare la focaccia, distribuite omogeneamente sulla sua superficie la farina di pistacchio con l’aiuto di un setaccio. Infornate a 180° per mezz’ora circa. È buona sia tiepida sia fredda! 
Nisetta

giovedì 7 aprile 2011

Ciocarambur... torta al cacao con caramello al burro salato!

 

Ciocarambur!


Un dolce come questo non ha bisogno di presentazioni, perché già solo a vederlo vi assicuro che avrete l'acquolina in bocca!

Una leggerissima torta al cacao farcita con la famigerata crema di caramello al burro salato e ricoperta con due strati sovrapposti di caramello e cioccolato fondente... sofficissima dentro e croccante fuori, una vera delizia per palati golosi.

Ed in più è anche abbastanza semplice da realizzare, a condizione di essere dotati di una buona frusta elettrica, accessorio assolutamente indispensabile per realizzare l'impasto della torta che, come ogni buon pandispagna che si rispetti, va fatto categoricamente senza l'aiuto di lievito chimico.

Dosi:  mezzo pentolino di crema di caramello al burro salato, 40 gr. cacao in polvere, 110 gr farina, 60 gr. di fecola, 4 uova intere, 7 tuorli, 200 gr. di zucchero, 15 gr. di miele tiepido, una barretta di cioccolato fondente di buona qualità.

Procedimento: Per prima cosa preparate la base della torta che non è altro che un alto e soffice Pan di Spagna con l'aggiunta di un po' di cacao.
Prendete una ciotola molto capiente e sbattete con una frusta elettrica le uova con lo zucchero e il miele (che avrete riscaldato leggermente per renderlo molto fluido) fino a farle gonfiare bene in modo omogeneo (la frusta deve essere alla massima potenza e dovete montare per almeno 10 minuti). Aggiungete quindi i tuorli uno alla volta e poi continuate a sbattere il composto almeno per altri 20 minuti, fin quando non diventa gonfissimo (deve più che raddoppiare di volume). Mi raccomando gonfiate bene le uova o la torta in forno non lieviterà e  vi ritroverete con una torta secca e bassa.

In un' altra ciotola mischiate per bene la farina, la fecola e il cacao setacciandoli in modo che non ci siano grumi e poi aggiungeteli pian piano al composto di uova mescolando dal basso verso l'alto facendo attenzione a non far sgonfiare le uova.

Versate quindi tutto il composto così ottenuto in una tortiera che avrete precedentemente foderato di carta da forno. Cuocete per circa 45 minuti in forno a 180 gradi.

Quando il Pan di Spagna si sarà raffreddato bene, tagliatelo a metà e farcitelo con metà della crema di caramello al burro salato che avrete precedentemente preparato.

Quindi ricoprite in modo omogeneo tutta la superficie della torta con la crema rimasta e lasciate riposare per una quindicina di minuti.

Infine sciogliete la tavoletta di cioccolato fondente a bagnomaria e quando sarà tiepido utilizzatelo per ricoprire in modo uniforme tutta la superficie della torta aiutandovi con una spatola. Decorate a piacere (io ho usato delle lingue di gatto ottenute con gli albumi avanzati) e lasciate solidificare il cioccolato.

Quando il cioccolato sarà di nuovo solido e croccante, la vostra torta sarà pronta!