martedì 7 febbraio 2012
Torta calda al cacao, marmellata di susine e aceto
martedì 24 gennaio 2012
Bicchierini di cioccolato ripieni di crema bi-colore
venerdì 23 dicembre 2011
Il tronchetto di natale al cioccolato
Ecco il classico tronchetto farcito di crema al cioccolato. Per esagerare gli abbiamo aggiunto dei bigné caramellati, posti lungo il “ramo” come delle piccole pigne dorate. Pasta biscuit per il rotolo: farina g 200, uova 4, zucchero g 180, lievito 1 bustina, acqua 10 cucchiai.
Separare gli albumi dai tuorli. Montare gli albumi con metà zucchero e i tuorli con l’altra metà. Unire l’acqua ai tuorli. Setacciare il lievito con la farina. Amalgamare tutti gli ingredienti in una grossa ciotola, mescolando lentamente dal basso verso l’alto perché non si smontino gli albumi.
Stendete la pasta su una leccarda foderata di carta da forno, dandole una forma rettangolare e tenendo uno spessore di circa ½ cm. Infornate a 180° finché è dorata, ma fate attenzione che non cuocia troppo o si seccherà e nell’arrotolarla si romperà. Togliete dal forno e arrotolate su un canovaccio pulito, lasciandola raffreddare “in piega”.
Crema pasticcera al cioccolato: vi rimando alla nostra ricetta. Ne basta una dose.
Crema ganache per coprire: vi rimando anche qui al nostro post precedente. Vi servono però almeno 200 g di cioccolato fondente.
Foglie al cioccolato: pasta frolla, cioccolato fondente, granella di mandorle.
Stendete la pasta frolla ad uno spessore di pochi millimetri (come per dei biscotti) e ritagliate le forme delle foglie con un coltello. Cuocetele a 180° in forno e lasciate raffreddare. Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato. Appena è fuso toglietelo dal bagnomarie e mescolatelo molto energicamente, per emulsionare la parte grassa. Distribuitene un poco sui biscotti e completate con la granella. Se di foglie ne fate parecchie, potete poi proporle anche da sole come biscottini per il caffè: sono tanto semplici quanto buoni!
I bigné: bigné (qui per mancanza di tempo confesso che li ho presi già pronti... eresia!!!), crema pasticcera bianca o al cioccolato (comunque una dose va bene), zucchero 200 g.
Caramellate lo zucchero con qualche cucchiaio d’acqua e, mentre il caramello è ancora liquido, immergete i bigné (vuoti!) nella parte alta. Poneteli poi da parte in luogo asciutto, facendo attenzione che non si appiccichino tra loro. Li farcirete all’ultimo minuto (perché non si bagnino e il caramello non si sciolga), inserendo la crema dal basso con la sacca da pasticcere.
Assemblaggio: srotolate delicatamente la pasta e spalmatela con la crema pasticcera al cioccolato. Riavvolgetela e mettetela in figorifero a compattarsi protetta da plastica alimentare. Dopo un paio d’ore preparate il tronchetto. Prendete un vassoio abbastanza grande per contenere il tutto. Togliete dal frigorifero il rotolo e tagliatene un pezzo, per creare il “ramo” e posizionatelo lateralmente rispetto al “tronco”. Coprite la superficie con la ganache (che dovrà essere quasi fredda per poterla spalmare senza che coli) formando l’effetto “corteccia” con il dorso di un cucchiaio. Rimettete il tutto in frigorifero fino al momento di portare in tavola, quando farcirete i bigné e li adagerete lungo il “tronco”, assieme alle foglie!
mercoledì 14 dicembre 2011
Dolcetti alle nocciole ricoperti di cioccolato!
martedì 9 agosto 2011
Ciambella di prugne gialle
Se avete già congelato le vostre prugne in eccesso, perché dopo la marmellata non sapevate proprio che farvene, non c'è problema, questo dolce viene bene sia con le prugne fresche che con quelle surgelate; la qual cosa, tra l'altro, vi permetterà di prepararlo anche in inverno quando avrete nostalgia di dolci sapori estivi.
Ingredienti: 500 gr. di prugne gialle, 100 gr. di zucchero, 100 gr. di biscotti secchi (quelli che preferite, l'importante è che siano friabili e non troppo burrosi), un cucchiaio colmo di cacao in polvere, una stecca di cannella, 3 uova, due noci di burro, pangrattato.
Procedimento: Lavate e snocciolate le susine, tagliatele a spicchi e fatele cuocere fin quando il loro liquido non si asciuga un po' e si sfanno.
Nel frattempo sbattete energicamente le uova con lo zucchero, il cacao, la cannella finemente pestata e i biscotti sbriciolati. Una volta cotte aggiungete le prugne dopo averle fatte intiepidire e mescolate per bene.
Preparate quindi uno stampo a forma di ciambella imburrandolo per bene da tutti i lati e cospargendolo con abbondante pangrattato. Riempitelo con il vostro composto in modo uniforme e quindi fatelo cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi.
Potete servire la ciambella sia calda, che fredda, che tiepida... è sempre buona!
lunedì 27 giugno 2011
Focaccia striata dolce intrecciata
Se preferite al posto di fare un'unica treccia potete farne tante più piccole (attenti però a ridurre i tempi di cottura), anche se trovo che quella gigante dia più soddisfazione alla vista.
Ingredienti: 500 gr. di farina 0, 30 gr. di lievito di birra fresco, 2 uova, 80 gr. di burro, 2 cucchiai colmi di miele, 1 pizzico di sale, succo di mela quanto basta, granelli di zucchero, gocce di cioccolato (in alternativa potete tagliare a pezzetti piccoli del cioccolato fondente).
Procedimento: Disponete la farina a fontana e nell'incavo centrale fate sciogliere il lievito con un po' di acqua tiepida e poca farina in modo da formare una palla di pasta abbastanza molle.
Lasciate riposare per circa mezz'ora e poi aggiungete pian piano il burro sciolto, le uova, il miele e un poco di sale. Impastate per bene tutti gli ingredienti e aggiungete pian piano un po' di succo di mela fino a formare un impasto sodo e liscio.
Spolverate la palla di farina e lasciatela riposare per circa due ore.
Lavorate quindi nuovamente la pasta con delicatezza aggiungendo pian piano le gocce di cioccolato. Dividete quindi l'impasto in tre parti con cui formerete tre grossi serpentelli che poi intreccerete tra loro. Riponete quindi la treccia che si sarà venuta a formare su una teglia coperta da carta da forno e lasciatela riposare nuovamente per un'oretta.
Spennellatela con un po' di rosso d'uovo o del latte e quindi cospargetela con i granelli di zucchero. Infornate per circa 30 - 40 minuti in forno preriscaldato a 200 gradi.
mercoledì 8 giugno 2011
Tiramisù alle ciliegie e zabajone
...ovvero, il tiramisù a prova di F.O.M.!!!! L’unico tiramisù che potrebbe stare ore davanti al suo naso senza rischio che ci affondi il cucchiaio! Vediamo com’è nato, partendo dalle regole d’oro del F.O.M. per il tiramisù D.O.C.! No panna, no alcoolici, obbligo di caffé... parfait! Dato che il mio scopo era l’ERESIA pura e assoluta: sì panna, sì alcoolici e no caffé... il risultato è praticamente il dolce preferito di mia madre (giusto per confermare la teoria della relatività!). Se non vi scandalizza il sapere che è un’eresia programmata, provatelo perché è uno di quei dolci in cui tutto si combina e si equilibra come è giusto che sia. Ingredienti (le dosi sono per una ciotola): savoiardi seri (possibilmente del tipo da pasticceria), ciliegie fresche (circa 300 g), panna (200g possono bastare), mascarpone (250 g), zabajone fatto con 3 uova e con un vino rosso dolce al posto del marsala (tipo fragolino), zucchero, essenza di vaniglia, cacao amaro.
Preparate lo zabajone rosso e lasciatelo raffreddare, passandolo infine in frigorifero (se no poi smonta la panna). Sciogliete in una tazza d’acqua calda 80 g circa di zucchero e uniteci un paio di gocce d’essenza di vaniglia (ci sono fialette in vendita). Lasciate raffreddare e passate in frigorifero.
Mentre il tutto si raffredda lavate le ciliegie e, possibilmente, snocciolatele (c’è un attrezzo apposta, lo stesso che si usa per le olive).
Per completare la crema: mescolate il mascarpone con lo zabajone e unite poi la panna ben montata, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.
Per montare il tiramisù procedete come per quello tradizionale, rivestendo una ciotola di savoiardi inzuppati (ma non troppo, qui la regola del F.O.M. torna) nello sciroppo. Distribuite un poco di ciliegie e versate la crema. Poi proseguite con gli altri strati finché finite gli ingredienti. Ricordatevi che dovete finire con la crema, spolverandola di cacao amaro... come per ogni tiramisù che si rispetti!!!!
mercoledì 1 giugno 2011
Regole del F.O.M per un perfetto Tiramisù ...
Un caso emblematico è quello del Tiramisù di cui non ne esiste un'unica ricetta, ma mille, quella "di zia Rosetta", di "nonna Cecilia", della "signora Bianchi" e così via. Ogni bravo cuoco (anche improvvisato) ha la sua ricetta personale (e a volte anche due, tre) e di conseguenza ogni "consumatore assiduo" ne ha una versione preferita.
F.O.M., dato che il tiramisù è il suo dolce preferito, non è da meno e anzi negli anni ha elaborato un vero e proprio elenco di regole fondamentali e indiscutibili che un buon Tiramisù deve rispettare per ottenere il "BCAFTP" (bollino di certificazione da assaggio FOM tiramisù perfetto):
1) Assoluto divieto di aggiungere liquori o caffé.
2) Perfetto equilibrio fra quantità di crema e savoiardi.
3) Perfetto equilibrio fra quantità di caffé e savoiardi, il caffè si deve sentire, ma i savoiardi non devono essere inzuppati e spappolati.
4) Deve essere spolverato di cacao amaro, ma non deve avere pezzetti di cioccolato dentro.
5) La crema dev'essere fatta con sole uova e mascarpone, niente panna.
6) Dev'essere denso al punto giusto in modo da poterlo mangiare col cucchiaio (o non è un dolce al cucchiaio), ma senza che sia liquido.
7) Dev'essere fatto con i savoiardi e non con il pandispagna.
A queste semplici regole io poi, da brava cuoca con sua personale versione del Tiramisù, aggiungo le mie postille (approvate anch'esse dal F.O.M. ovviamente):
a) I savoiardi devono essere quelli veri, possibilmente di pasticceria, niente pavesini o similari.
b) Il caffè dev'essere fresco e buono, non quello solubile.
c) Il mascarpone e le uova devono essere freschissimi.
E voi? Quali sono le vostre regole per il Tiramisù perfetto?
sabato 21 maggio 2011
Cookies del buonumore... biscotti al cioccolato, noci e corn-flakes!
Sono infatti una variante di cookies americani, la cui ricetta è stata da me recuperata, anni or sono, dal retro di una scatola di corn flakes e poi rielaborata varie volte in seguito a innumerevoli esperimenti fino a trovare l'equilibrio perfetto!
giovedì 5 maggio 2011
Brioche ripiene ultrarapide... per golosi frettolosi!
Queste briochine, infatti, sono facilissime da fare e, soprattutto, richiedono pochissimo tempo per la preparazione a differenza del normale impasto per brioche che presenta tempi molto lunghi per la lievitazione.
Mangiate appena tiepide, con il loro energetico ripieno di cioccolato (meglio ancora nutella!), insieme ad una tazzona di latte, sono ideali per iniziare bene anche la giornata più pesante. E se le fate di mattina presto riempiranno l'aria di un profumino tale da svegliare anche il più letargico dei coinquilini.
Dosi per 14 brioche: 3 uova, 300 gr. di farina 00, 100 gr. di fecola di patate, 130 gr di burro, 14 gr. di lievito di birra (mezzo panetto), 2 cucchiai rasi di zucchero, 1 cucchiaino di sale, 240 ml di latte, mezzo barattolo di nutella o dei quadretti di cioccolato fondente (a vostra scelta, ma personalmente consiglio vivamente la nutella).
Procedimento: Scaldate il latte fino a farlo diventare appena tiepido e scioglietevi dentro il lievito di birra.
Nel frattempo mischiate in una ciotola le uova, la farina, il burro a pezzetti, lo zucchero e il sale amalgamando per bene e infine aggiungete il misto di latte e lievito.
Dovete mescolare in modo energico, per cui, se siete pigri o volete far prima, potete usare la frustra elettrica o il robot da cucina, il risultato è identico.
Prendete quindi delle formine circolari (tipo quelle da muffins, di qualsiasi tipo, usa e getta, di silicone, di metallo... l'importante è che siano di forma circolare e dai bordi abbastanza alti) e versate in ognuna una cucchiaiata colma di impasto in modo da coprire il fondo della formina. Inserite quindi al centro un cucchiaino colmo di nutella (o se proprio preferite un quadratino di cioccolato fondente) e ricoprite con un'altra cucchiaiata colma di impasto. Attenti a non riempire troppo le formine, perché l'impasto gonfia sia prima che durante la cottura e rischiate di farlo debordare.
venerdì 29 aprile 2011
Pere, cioccolato e cannella!
Così, come sempre, bisogna industriarsi per camuffare e rendere il tutto più appetibile.
Eccovi quindi una velocissima ricetta che vi permetterà di smaltire un po' del cioccolato delle uova di Pasqua e di rendere appetitose persino delle banalissime pere cotte.
Ingredienti: Una grande pera tipo Abate, qualche pezzo di cioccolato fondente, un piccolo tronchetto di cannella, una manciata di cannella in polvere, dello zucchero a velo.
Procedimento: Per prima cosa sbucciate la pera con un pela-patate in modo da togliere solo lo strato esterno della buccia, tagliatela a metà e poi con la punta del coltello togliete i semi centrali. Mettete quindi a bollire dell'acqua in un pentolino insieme al tronchetto di cannella e quindi sbollentatevi dentro per qualche minuto la pera in modo da cuocerla senza però farla spappolare. Scolate quindi per bene la pera e poi tagliatela a fettine.
Nel frattempo in un altro pentolino fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.
Se le servite subito ben calde il cioccolato rimarrà morbido come una crema per qualche minuto, se invece preferite mangiarle tiepide (o adddirittura fredde), il cioccolato in breve tempo si solidificherà tornando croccante creando così un bel contrasto con la pera cotta che invece è tenera.
Zagara
giovedì 28 aprile 2011
Pasta frolla per crostata e per tante altre cose...
Come promesso, ecco una ricetta di frolla per tutte le necessità. Qui l’ho poi utilizzata per una classicissima crostata, come potete ben vedere dalle fotografie.
Premetto subito che non è l’unica ricetta di frolla possibile! Ci possono essere più o meno burro, più o meno uova... se però ci mettete il lievito NON è più pasta frolla, ma diventa un’altra cosa.
Ingredienti per una “dose” (basta per una teglia di circa 22 cm): farina g 200, burro g 120, zucchero g 100, tuorli n. 1, una buccia di limone grattuggiata
Tagliate il burro a pezzettini, lasciatelo ammorbidire un poco a temperatura ambiente (NON fondetelo) e impastatelo con la farina. Aggiungere zucchero, gli aromi e uova. Se risultasse impossibile da compattare (cioè totalmente in briciole) unite qualche cucchiaio d’acqua o di vino bianco. Formate un “panetto”, copritelo di pellicola alimentare e lasciatelo riposare in frigorifero alcune ore... oppure surgelatelo per quando avrete voglia di farvi una bella crostata! Perché la frolla riesca l’importante è che resti sempre fredda, per cui val la pena di mettere la torta cruda in frigorifero per qualche tempo prima di infornarla!
Se avete voglia adesso di crostata... ecco qualche suggerimento. Accertatevi che la pasta sia di quantità bastante per la vostra teglia preferita. Per una teglia di 24 cm di diametro servono una dose e mezza.
Aiutandovi con un poco di farina perché non si attacchi, stendete col matterello metà della pasta fino a raggiungere uno spessore di 4 o 5 mm. Posate la teglia sulla pasta e ritagliate un disco più largo di 1 cm circa, così da avere anche i bordi. Per fare questa operazione potete appoggiare la pasta su della pellicola alimentare: vi aiuterà a girarla a maneggiarla. Foderate la teglia di carta da forno (oppure potete ungerla di burro e spolverarla poi di farina) e adagiatevi il disco di pasta, premendo con le dita per far ben aderire i bordi. Ricordatevi adesso di togliere la pellicola!
Con una forchetta bucate la pasta qua e là: servità a evitare che “faccia le onde” cuocendo. Distribuite poi la vostra marmellata preferita, formando uno strato sottile (se ne mettete troppa la pasta si bagna, poi le fette si rompono ecc. ecc.). NON metteteci la nutella; se volete la crostata con la nutella cuocetela piena di fagioli secchi e farcitela poi quando è già cotta (dopo aver tolto i fagioli ovviamente).
Completate la crostata con la pasta rimasta. Io qui ho creato la tradizionale griglia, ma ho poi aggiunto delle palline di pasta che mi era avanzata. Se volete per redere più colorata la crostata potete spennellarla (con un pennello vero e proprio) di latte (dà un poco di colore), oppure di albume (da un colore un po’ più biscottato) o di tuorlo (effetto dorato totale!). Infornate a 180° per una mezz’ora.
sabato 23 aprile 2011
Cudduraci (ciambelle pasquali con uova sode)
D'altra parte questa tradizione tipicamente calabrese, ma diffusa in buona parte del meridione, ha origini antiche come la simbologia che lega, come risaputo, le uova alla rinascita primaverile.
E in verità di ricette per fare le ciambelle pasquali ne esistono un'infinità, così come infiniti sono i nomi che queste assumono a seconda dell'impasto e della zona geografica in cui vengono preparate, Campanari, Cuculi, Cuzupe, Ninni...
Fra tutta questa varietà ho scelto di presentarvi una delle possibili ricette per fare i Cudduraci, nome assunto da questo dolce nella zona del regino, dove tradizionalmente tali ciambelle venivano scambiate tra i fidanzati (e preparate per questo a forma di cuore e con tantissime uova) come simbolo di amore e prosperità. Oggi la tradizione di scambiarle tra fidanzati si è persa, ma quella di mangiarle durante la scampagnata del Lunedì di Pasqua è rimasta così come proposto nel menù che vi ho presentato.
Dosi: 1, 200 gr di farina, 200 gr. di burro, 400 gr. di zucchero, 6 uova, 8 uova sode, 1 bustina di ammoniaca, 2 bustine di vanillina, la buccia grattugiata di un limone, qualche dito di vino dolce.
Procedimento: Lavorare i tuorli con lo zucchero fin quando saranno ben montati e quindi aggiungere il burro dopo averlo ammorbidito bene. A parte montate a neve ferma la metà degli albumi. Quindi aggiungete al composto di uova, burro e zucchero anche la farina setacciata insieme alla vanillina, la buccia del limone, gli albumi montati, il vino e infine l'ammoniaca sciolta in due dita di latte tiepido. Mescolate quindi il tutto fin quando non ricaverete una palla di pasta morbida ed omogenea e quindi lavoratela ricavando dei cestini, dei cuori o delle ciambelle in cui riporrete al centro le uova sode bloccandole con una strisciolina di basta. Decoratele spennellandole con gli albumi rimasti e delle codette di zucchero colorate e quindi deponetele su una placca da forno coperta da carta facendo attenzione a che siano bene distanziate perchè cuocendo aumenteranno di volume.
Fate quindi cuocere per circa venti minuti in forno a 180 gradi.
Si conservano per qualche giorno se riposte in barattoli chiusi ermeticamente o scatole di metallo.
martedì 19 aprile 2011
Le Pie del venerdì santo
Eccovi quindi la ricetta per assaporare anche voi questo dolce dalle origini antiche, ma vegano nella sua stessa costituzione.
Dosi:
Per la pasta - 400 ml di vino tipo zibibbo, 200 ml d'olio d'oliva extravergine, 1 kg di farina di grano duro.
Per il ripieno: (1 tipo) marmellata d'uva che avrete avuto l'accortezza di preparare in autunno;
(2 tipo) 500 gr. di uva sultanina, mandorle spellate e tostate, vino cotto (mosto cotto).
Procedimento: Impastate olio, vino e farina fino ad ottenere una palla di pasta compatta.
Lasciate riposare la pasta una decina di minuti e intanto preparate il ripieno della seconda variante. Tritate finemente l'uvetta dopo averla fatta rinvenire in poca acqua bollente e averla scolata, quindi aggiungete una tazzina di mosto cotto e le mandorle tagliate a pezzetti.
Stendete la pasta in una sfoglia sottile e ritagliate dei dischi con un piattino da caffè.
Per il primo tipo di pie alla marmellata d'uva, ritagliate due dischi identici, mettete una cucchiaiata di marmellata sul primo disco e poi copritela con il secondo chiudendo bene i bordi facendo pressione con le dita e poi rivoltandoli. Bucherellate la superficie con una forchetta e poi infornate a 200 gradi per 15 minuti circa. Attenzione a non mettere troppo ripieno e a non bucherellare troppo o durante la cottura la marmellata esce di fuori e la pia si svuota.
Per il secondo tipo di ripieno invece ritagliate un solo disco, adagiate due cucchiai di ripieno e poi richiudete la pia come se fosse una crostatina ricoprendola con tante striscioline di pasta.
Servite fredde. Si mantengono buone per alcune settimane se le conservate in una scatola di latta.
venerdì 8 aprile 2011
Focaccia briochata all’arancia e pistacchio!
Ecco un’altra “focaccia sulla sedia”, ma questa volta in versione morbida col burro. Come sempre potete realizzarla sia con il lievito madre sia con il lievito di birra, a vostra scelta*! Quanto alla combinazione tra l’arancio e il pistacchio ... è una realtà capace di autoaffermarsi e posta ben aldilà di ogni tentativo di definizione! (scusate se è poco).
Ingredienti: 3 cups (tazze da tè) di lievito madre con la consistenza di una densa pastella, 20 g di farina 00, la buccia grattugiata di un arancio non trattato (opaco), 125 g di burro, 200 g di zucchero, 3 uova, 100 g latte, essenza di vaniglia e inoltre 2 cucchiai di pistacchi non salati e 2 cucchiai di zucchero.
*potete sostituire il lievito madre con il lievito di birra, preparando una densa pastella con mezzo cucchiaino di lievito di birra, 150 g circa di farina e 3 cups d’acqua appena tiepida. La lascerete riposare al tiepido un’oretta prima di usarla, per permettere ai lieviti di lavorare.
Procedimento: far fondere il burro senza che frigga. Quando è sciolto, unite le uova una alla volta, amalgamandole perfettamente con l’aiuto di una frusta. Versate il composto in una grossa ciotola, assieme al lievito, allo zucchero e al latte e mescolate. La quantità di latte che ho indicato è per una focaccia con consistenza “umida”, se la preferite più soffice dimezzate il latte o addirittura evitate di metterlo: alla fine otterrete un composto decisamente più duro. Unite ora anche la vaniglia, la farina e l’arancio e amalgamate il tutto perfettamente. Versate in una teglia di circa 24 cm di diametro e lasciate lievitare in luogo tiepido.
A parte passate al mixer i pistacchi assieme con lo zucchero in modo da ottenere una farina fine. Quando state per infornare la focaccia, distribuite omogeneamente sulla sua superficie la farina di pistacchio con l’aiuto di un setaccio. Infornate a 180° per mezz’ora circa. È buona sia tiepida sia fredda!
Nisetta
giovedì 7 aprile 2011
Ciocarambur... torta al cacao con caramello al burro salato!
Ciocarambur!
Un dolce come questo non ha bisogno di presentazioni, perché già solo a vederlo vi assicuro che avrete l'acquolina in bocca!
Una leggerissima torta al cacao farcita con la famigerata crema di caramello al burro salato e ricoperta con due strati sovrapposti di caramello e cioccolato fondente... sofficissima dentro e croccante fuori, una vera delizia per palati golosi.
Ed in più è anche abbastanza semplice da realizzare, a condizione di essere dotati di una buona frusta elettrica, accessorio assolutamente indispensabile per realizzare l'impasto della torta che, come ogni buon pandispagna che si rispetti, va fatto categoricamente senza l'aiuto di lievito chimico.
Dosi: mezzo pentolino di crema di caramello al burro salato, 40 gr. cacao in polvere, 110 gr farina, 60 gr. di fecola, 4 uova intere, 7 tuorli, 200 gr. di zucchero, 15 gr. di miele tiepido, una barretta di cioccolato fondente di buona qualità.
Procedimento: Per prima cosa preparate la base della torta che non è altro che un alto e soffice Pan di Spagna con l'aggiunta di un po' di cacao.
Prendete una ciotola molto capiente e sbattete con una frusta elettrica le uova con lo zucchero e il miele (che avrete riscaldato leggermente per renderlo molto fluido) fino a farle gonfiare bene in modo omogeneo (la frusta deve essere alla massima potenza e dovete montare per almeno 10 minuti). Aggiungete quindi i tuorli uno alla volta e poi continuate a sbattere il composto almeno per altri 20 minuti, fin quando non diventa gonfissimo (deve più che raddoppiare di volume). Mi raccomando gonfiate bene le uova o la torta in forno non lieviterà e vi ritroverete con una torta secca e bassa.
Versate quindi tutto il composto così ottenuto in una tortiera che avrete precedentemente foderato di carta da forno. Cuocete per circa 45 minuti in forno a 180 gradi.
Quando il cioccolato sarà di nuovo solido e croccante, la vostra torta sarà pronta!
