La prima volta che sono entrata in una panetteria milanese e ho chiesto un pezzo di pizza bianca la commessa mi ha guardata male e mi ha apostrofata con un "ma questa non è una pizza, è una focaccia!".
E lì, per la prima volta, mi son sentita veramente in "terra straniera", quanto meno dal punto di vista gastronomico... ed ho scoperto che in alcune zone d'Italia (di cui ancora non sono riuscita a tracciare nettamente i confini, anzi se voleste aiutarmi...) i parametri per indicare ciò che è "pizza" e ciò che è "focaccia" sono stranamente stravolti per il solo gusto di confondere i poveri clienti forestieri che si avventurano nei panifici.
Cerco di spiegarmi meglio... sin da bambini da noi si apprende che la focaccia è una pasta stesa lievita, salata, abbastanza alta, di forma rettangolare... la pizza, invece, è più sottile, l'impasto ha una consistenza diversa ed è tonda!!!
Insomma i due alimenti non differiscono in base al condimento posto sulla superficie (sia la pizza che la focaccia possono essere coperte di formaggio, pomodoro, cipolle ecc.), ma in base agli ingredienti e alle modalità con cui i relativi impasti vengono preparati e la forma che assumono... perché esiste la pasta per pizza e la pasta per focaccia.
Qua fra le nebbie invece, la pizza e la focaccia vengono distinte in base al fatto che la prima è ricoperta di formaggio e salsa di pomodoro e la seconda no... con tanti saluti alle differenze dell'impasto e della forma...
Ma è mai possibile dico io !?! Sembra davvero fatto apposta per confondere... E chissà quali altre strane differenze identificative esistono che ancora non ho scoperto... mah!
Va beh... per distrarci da questa disputa ontologica sulle qualità essenziali di pizza e focaccia, eccovi una ricetta per fare una "focaccia" ripiena molto soffice, che, però, non ha le caratteristiche né della prima, né della seconda (sia secondo il mio metodo che quello delle nebbie), giusto per mandare in frantumi qualsiasi possibilità di classificazione gastronomica... :)
Nell'impasto di questa "eccezione" son infatti presenti uova e olio in gran quantità, per cui sarebbe più corretto chiamarla "briosciona" salata, anche se nell'aspetto assomiglia molto ad una focacciona ripiena...
Dosi: Per l'impasto, 3 uova, 400 gr. di farina 00, 120 gr di burro (se preferite potete sostituirlo con l'olio di semi), 13 gr. di lievito di birra (mezzo panetto da 25 gr.), 1 cucchiaino di zucchero, 2 cucchiaini di sale, 240 ml di latte. Per la decorazione, una manciata di semi di sesamo o di semi di papavero, 1 tuorlo d'uovo. Per il ripieno, una decina di pomodorini, una cacciottina affumicata... o tutto quello che vorrete metterci!
Procedimento: Scaldate il latte e l'acqua fino a farli diventare tiepidi (potete mescolarli insieme in un pentolino) e scioglietevi dentro il lievito di birra.
Nel frattempo mischiate in una ciotola le uova, la farina, il burro a pezzetti, lo zucchero e il sale amalgamando per bene e quindi aggiungete il misto di acqua, lievito e latte.
Dovete mescolare in modo energico, per cui, se preferite, potete usare la frustra elettrica o il robot da cucina. Impastate fin quando il composto non diventa ben omogeneo e cremoso.

Preparate quindi una teglia da forno abbastanza capiente ricoprendola di carta da forno e versatevi dentro la metà del vostro impasto. Tagliate a fettine la caciottina affumicata e ponetela sull'impasto versato nella teglia. Abbondate pure con il ripieno perché la focaccia gonfierà molto e quindi non sarà mai troppo piena.

Fate lo stesso con i pomodorini dopo averli tagliati a fettine ed aver tolto i semi e l'acquetta.

A questo punto ricoprite il tutto con il resto dell'impasto rimasto.

Lasciate riposare per un'ora circa in un luogo caldo. Prima di infornare spolverate con una manciata di semi di sesamo o papavero e spennellate con un po' di rosso d'uovo. Fate cuocere in forno molto caldo.

Potete servire sia calda (se non volete rinunciare al formaggio che fila) sia fredda, anche il giorno dopo perché si mantiene bene essendo ricca d'olio.