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martedì 14 febbraio 2012

Zuppa fusion di patate colorate e mung dal!



Zuppa fusion di patate colorata!

Eh sì, una zuppa di tuberi colorati... gialli, rosa, arancioni! Ed è anche fusion perché insieme alle carote, patate americane e alla manioca dovete aggiungere un po' di spezie dagli odori orientali e dei mung dal. E voilà ecco una corposa e nutriente zuppa assolutamente vegana da gustare fumante come primo o piatto unico.

Ingredienti: una patata dolce a pasta arancione, una patata a pasta gialla, una patata dolce a pasta bianca o rosa, una manioca, due carote, uno spicchio d'aglio, una manciata di mung dal (fagioli mungo spezzati e decorticati), una spruzzata di cumino in polvere, un pezzetto di zenzero fresco, un pezzetto di cannella, una spruzzata di coriandolo in polvere, sale, pepe bianco, olio extravergine d'oliva.

Procedimento: Per prima cosa sbucciate per bene le patate, la manioca e le carote. Quindi affettatele per bene e fatele soffriggere insieme all'aglio in poco olio in una pentola capiente per un minuto circa.


Coprite quindi tutto con dell'acqua, aggiungete i fagioli mungo, sale, spezie e fate cuocere fin quando tutto non sarà ben cotto.
Durante la cottura, se occorre, aggiungete un poco d'acqua. Servite calda con una spruzzata di pepe bianco.

venerdì 9 dicembre 2011

Blanco y negro: piatto unico con fagioli piccanti e manioca al cocco!

Questa fantasia cromatica mangereccia si ispira un po’ al Messico, ma col libertà di interpretazione! I fagioli sono quelli neri messicani, resi piccanti dai peperoncini verdi, e ad accompagnarli c’è un delicatissimo umido di manioca e platano cotto nel latte di cocco. Per quanto da leggere l’accostamento possa sembrare alta intrugleria stregonesca, suggerita in diretta da qualche mamy o stregone caraibico, in realtà ne risulta un accostamento molto armonico e delicato, perfetto per esser arrotolato in morbide tortillas.

Eccovi le dosi per 4 persone circa:

fagioli: fagioli neri secchi g 250, peperoncini verdi piccanti 2, olio di semi, un grosso spicchio d’aglio, sale.

umido di verdure: una manioca di misura media, un platano (la banana verde da cuocere), una banana matura, una cipolla, circa 200 g di latte di cocco (si trova in vendita in scatola), uno spicchio piccolo d’aglio, sale, ½ cucchiaino di zenzero in polvere.

“tortillas”: 300 g di farina bianca 00, 150 g circa di farina di mais (io qui ho usato quella bianca, ma va benissimo quella gialla da polenta), due cucchiai d’olio di semi, sale, latte e acqua q.b.

Mettete a mollo i fagioli almeno sei ore prima. Cuoceteli poi a fuoco dolcissimo sommersi d’acqua, con l’aglio schiacciato. Durante la cottura aggiungete il peperoncino privato di buona parte dei semi (sono piccantissimi, lasciatene giusto un pochino) e tagliato a pezzetti. Se dovete aggiungere acqua, fate in modo che sia calda perché per la cottura dei legumi è importante. Salateli solo quando i fagioli sono ben cotti e il liquido si è addensato.

Mentre i fagioli cuociono procedete con le altre verdure. Pelatele o sbucciatele e tagliatele tutte a grossi pezzi, a parte la cipolla che va invece tritata finemente. Mettete il tutto in una pentola dal fondo pesante (io ho usato la pentola di coccio) e coprite con il latte di cocco e con tre bicchieroni d’acqua. Fate bollire finché le verdure sono ben tenere e il liquido si è ridotto a una crema. Salate durante la cottura, senza esagerare perché deve essere di gusto delicato, ma aggiungete lo zenzero solo alla fine.

Per queste “specie” di tortillas procedete come per le crepes: in una ciotola stemperate bene le farine con un misto di acqua e latte, aggiungendone finché otterrete una pastella densa. Unite olio e sale e lasciate riposare un paio d’ore in frigorifero. Poco prima di portare in tavola il tutto, cuocete le tortillas come se fossero crepes, ungendo leggermente una padella antiaderente e caldissima con dell’olio di semi (aiutatevi con un pezzetto di carta assorbente o con una mezza patata) e versandoci ogni volta un mestolo di pastella. Girate la tortilla quando è cotta da un lato, per dorarla anche sull’altro.

Portate in tavola il tutto ben caldo, accompagnandolo con della birra spumeggiante!

sabato 3 settembre 2011

Torta salata di pomodorini

C’è chi la chiamerebbe clafoutis... perché c’è un guscio di pasta riempito di uova e decorato con i pomodorini tutti belli allineati. A me basta chiamarla torta salata ai pomodorini. È allegra, facile e invita a farsi mangiare!

Ingredienti:

per la pasta brisé- 250 g farina, 120 g burro, un pizzico di sale, qualche cucchiaio d’acqua fredda

per la farcitura: pomodorini maturi, basilico, 4 uova, ½ bicchiere scarso di latte, 1 cucchiaio di farina, sale, noce moscata.

Preparate innanzitutto la brisé impastando la farina (e il pizzico di sale) con il burro ammorbidito a temperatura ambiente. Unite un paio di cucchiai d’acqua o poco più e lasciate riposare una mezz’ora in frigorifero. La pasta non deve risultare troppo molle. Stendetela quindi con l’aiuto di un matterelo e foderate una teglia da crostata, avendo l’accortezza di rivestirla prima di carta da forno. Bucherellate la pasta con una forchetta e rimettete la teglia in frigorifero.

In una ciotola sbattete le uova con il sale, la noce moscata e il latte. Unite anche la farina e amalgamate con cura. Lavate i pomodorini e tagliateli a metà.

Farcite la torta versandoci il composto di uova e disponendo con cura i pomodorini in cerchi concentrici. Completate con qualche foglia di basilico e infornate a 180° per 40’ circa o comunque finché vedete che la torta si è gonfiata. Sfornatela e lasciatela intiepidire. Servitela tiepida o fredda, a vostro gusto.



martedì 28 giugno 2011

Riso con mango e arachidi!


Ecco un riso estivo facilissmo e divertente, che potete usare come primo, in un buffet o come accompagnamento per un piatto di carne, per esempio una grigliata.
Ingredienti: riso a chicco lungo (un carnaroli può andare bene. Se siete fanatici del perboiled in questa ricetta potete usarlo, ma non fatemelo sapere per favore... lo odio!), mango maturo, cipolla rossa, arachidi (salate o non salate, van bene entrambe), olio di semi, sale, pepe bianco (facoltativo).
Lessate il riso e scolatelo, passando sotto l’acqua fredda per bloccare la cottura e togliere l’amido.
Nel frattempo tritate la cipolla e rosolatela in una padella con l’olio. Dopo poco unite le arachidi e proseguite finché la cipolla è cotta. Pelate e tagliate a dadini il mango.
Al momento di servire versate tutti li ingredienti in un’ampia padella antiaderente e saltateli a fuoco vivace per una decina di minuti, mescolando in continuazione. Regolate di sale e, se vi piace, completate con una spolverata di pepe bianco. Potete servirlo sia caldo sia freddo ma, come per molti risi saltati, l’ideale è che sia tiepido!





venerdì 17 giugno 2011

Gamberi alla paprika con mango

Ecco un altro degli antipasti della cena araba che ho preparato. Non è un piatto arabo, come potete vedere, ma una volta tanto ho scelto di non essere rigorosa e mi son concessa questo profumato e colorato “fiore” di mango e gamberi.

Ingredienti: un mango maturo, olio di semi, sale, paprika dolce, dei bei gamberi grossi (freschi o surgelati, interi o solo le code, scegliete voi. Io preferisco sempre che ci sia un poco di guscio perché sono più saporiti)

In una padella con coperchio cuocete i gamberi con qualche cucchiaio d’acqua. Appena sono cotti toglieteli dal liquido di cottura, che lascerete nella pentola. Ponete nuovamente la pentola sul fuoco alzando la fiamma per far evaporare il liquido. Tenetelo d’occhio e intanto preparate il mango. Pelatelo e tagliatelo a fettine sottili, cercando di ottenerle ovali.

Quando il liquido è ben ristretto aggiungete un poco d’olio, la paprika (siate generosi, si deve sentire) e un poco di sale. Unite anche i gamberi e saltate il tutto a fiamma vivace un paio di minuti.

Disponete su un piatto da portata le fette di mango cercando di formare la corolla di un fiore e versate nel mezzo i gamberi. Sono buonissimi sia caldi sia freddi!

sabato 28 maggio 2011

Crostata rossa


Ecco, con qualche giorno di anticipo, la crostata di giugno. Per guarnirla ho usato quella strana presenza di frutti nuovi e resti dell’inverno che si trova in vendita tra fine maggio e inizio giugno: uva accanto a ciliegie, prugne ma anche fragole e lamponi... insomma una crostata figlia dei refrigeratori! La crema non è qui la classica pasticcera, ma una salsa di fragole e maizena.

Ingredienti: una dose di pasta frolla, marmellata di fragole o di lamponi o di prugne, salsa di fragole (700 g fragole, 35 g maizena, 50 g zucchero, 50 g acqua), fragole, lamponi, ciliegie, uva rossa, prugne viola.

Per la salsa: lavate le fragole e riducetele in purea utilizzando un frullatore. Unite gli altri ingredienti e mescolate con cura. Ponete sul fuoco e portate a ebollizione continuando a mescolare. Lasciatela raffreddare e poi conservatela in frigorifero fino al momento di assemblare la torta.

Per la torta: stendete la pasta frolla per formare la base della torta e distribuite omogeneamente la marmellata, che dev’essere appena un velo. La marmellata serve sia per tenere la forma in cottura, sia per evitare che si spezzi nel maneggiarla. Cuocete a 180° per 20’ circa, sfornate e lasciate raffreddare completamente (volendo potete passarla in frigorifero per farla ben indurire).

Per assemblare: assemblate la torta solo poco prima di utilizzarla, per evitare che la pasta si bagni troppo (anche se la marmellata sarà già una protezione). Trasferite la torta delicatamente sul piatto di portata che avete scelto e riempitela con la crema. Lavate e affettate la frutta e formate con essa un disegno a vostro gusto. Io, come vedete, ho optato per di nuovo per una specie di fiore stilizzato.

sabato 14 maggio 2011

Le crostate dei mesi


 Se ogni mese ha la sua frutta e la crostata vuole frutta fresca, allora ogni mese ha la sua crostata. Logico, no?

Le crostate di frutta fresca sono uno di quei piaceri “spirituali” che iniziano nell’incontro con l’occhio e continuano poi nel gesto di tagliare simmetricamente le fette e di spostarle con attenzione, quasi fossero opere di fragile bellezza, nel piattino, fino al momento del lento assaporare un pezzetto dopo l’altro, un frutto dopo l’altro. Non sono difficili e spesso quello che serve per realizzarle è solo l’idea dell’armonia dei frutti e dei colori. Proprio il gioco dei colori e dei profumi delle stagioni sarà la costante delle crostate che via via vi proporremo, spesso più per la loro bellezza che per una vera originalità della ricetta... una crostata dopo l’altra, man mano che gli alberi offrono le loro frutta.



maggio

                    
giugno
                      


luglio



lunedì 9 maggio 2011

Maggio: crostata di fragole



Nel mese delle fragole e dei fiori ci vuole la crostata di fragole! Eccola qua! Per realizzarla servono:

Pasta frolla (una “dose” basta), crema pasticcera fatta con 250 ml di latte (dimezzate la dose), 500 g circa di fragole, marmellata di fragole, zucchero a velo, un fiore fresco a vostra scelta per completare la decorazione.

Rivestite di carta antiaderente una teglia di circa 27 cm di diametro e distribuitevi la pasta frolla in modo da formare un disco sottile. Se preferite potete stenderla a parte con il matterello e trasferirla poi nella teglia. Fate salire leggermente i bordi. Distribuite uniformemente uno strato sottile di marmellata di fragole. Infornate a 180° per 20’ circa, finché è cotta. Sfornate e lasciate raffreddare.

Non essendo previsto l’uso di gelatina, è bene montare la torta poco prima di utilizzarla, ma la pasta potete cuocerla comodamente anche il giorno prima. La crema dovrà essere fatta comunque ben in anticipo, perché dovrà essere fredda di frigorifero.

Al momento di montare la torta, lavate e pulite le fragole, dopodiché tagliatele a fette sottili e regolari e appoggiatele tutte su un piatto comode per l’uso. Distribuite la crema pasticcera sulla crostata formando uno strato ben livellato e... iniziate il vostro lavoro da artiste! Scegliedo le fette che hanno la stessa dimensione, formate dei cerchi concentrici fino ad arrivare al centro, che potrete guarnire ancora con fragole oppure con un fiore. Io qui ho rubato un geraneo rosso dal davanzale.

Spolverate tutto appena appena di zucchero a velo, che poi si scioglierà dando una velatura lucida e addolcendo leggermente la frutta. La crostata di fragole è finita e pronta per esser fatta velocemente sparire!

Nisetta

sabato 30 aprile 2011

Carne salada con gelatina di vino rosso

 

Continuo con le ricette del menù peonia, anche se ormai Pasqua è passata... questa che vi vengo a proporre è di una facilità estrema! Si tratta di un semplice piatto di carne salada del Trentino, accompagnata da dei cubi di gelatina di vino rosso dal profumo fruttato (con un “aiutino”).

Ingredienti per la gelatina: gelatina in fogli o in polvere, vino rosso 250 g, succo di frutta scuro e limpido (succo d’uva nera, succo di ciliegia o succo di mirtilli rossi a vostra scelta) g 250, zucchero g 50, zenzero fresco un pezzetto (facoltativo). Per la quantità di gelatina leggete le istruzioni: deve bastare per ½ l di liquido!

Per la carne: carne salada del Trentino affettata, olio d’oliva, succo di limone.


Per la gelatina procedete come da istruzioni, ricordadovi di far bollire brevemente il vino con lo zucchero e lo zenzero prima di usarlo, per far evaporare l’alcool. Togliete lo zenzero. La gelatina potete aggiungerla al vino caldo; mescolate con cura e poi unite il succo di frutta. Versate la gelatina in un contenitore, scegliendolo abbastanza capiente perché risulti di 1 o 2 cm di spessore. Ponete in frigorifero a rapprendere.

Dopo qualche ora, quando la gelatina sarà rappresa, potrete comporre il piatto da portare in tavola. Rovesciate la gelatina e tagliatela in quadrati, che disporrete poi su un piatto accanto alla carne salada. Sulla carne distrubuite poi qualche cucchiaio di vinagrette, fatta con olio d’oliva e succo di limone (il sale non serve). Tutto qui! Facile (una volta tanto), ma fresco e invitante!

Nisetta

giovedì 28 aprile 2011

Pasta frolla per crostata e per tante altre cose...



Come promesso, ecco una ricetta di frolla per tutte le necessità. Qui l’ho poi utilizzata per una classicissima crostata, come potete ben vedere dalle fotografie.

Premetto subito che non è l’unica ricetta di frolla possibile! Ci possono essere più o meno burro, più o meno uova... se però ci mettete il lievito NON è più pasta frolla, ma diventa un’altra cosa.

Ingredienti per una “dose” (basta per una teglia di circa 22 cm): farina g 200, burro g 120, zucchero g 100, tuorli n. 1, una buccia di limone grattuggiata

Tagliate il burro a pezzettini, lasciatelo ammorbidire un poco a temperatura ambiente (NON fondetelo) e impastatelo con la farina. Aggiungere zucchero, gli aromi e uova. Se risultasse impossibile da compattare (cioè totalmente in briciole) unite qualche cucchiaio d’acqua o di vino bianco. Formate un “panetto”, copritelo di pellicola alimentare e lasciatelo riposare in frigorifero alcune ore... oppure surgelatelo per quando avrete voglia di farvi una bella crostata! Perché la frolla riesca l’importante è che resti sempre fredda, per cui val la pena di mettere la torta cruda in frigorifero per qualche tempo prima di infornarla!

Se avete voglia adesso di crostata... ecco qualche suggerimento. Accertatevi che la pasta sia di quantità bastante per la vostra teglia preferita. Per una teglia di 24 cm di diametro servono una dose e mezza.








Aiutandovi con un poco di farina perché non si attacchi, stendete col matterello metà della pasta fino a raggiungere uno spessore di 4 o 5 mm. Posate la teglia sulla pasta e ritagliate un disco più largo di 1 cm circa, così da avere anche i bordi. Per fare questa operazione potete appoggiare la pasta su della pellicola alimentare: vi aiuterà a girarla a maneggiarla. Foderate la teglia di carta da forno (oppure potete ungerla di burro e spolverarla poi di farina) e adagiatevi il disco di pasta, premendo con le dita per far ben aderire i bordi. Ricordatevi adesso di togliere la pellicola!

Con una forchetta bucate la pasta qua e là: servità a evitare che “faccia le onde” cuocendo. Distribuite poi la vostra marmellata preferita, formando uno strato sottile (se ne mettete troppa la pasta si bagna, poi le fette si rompono ecc. ecc.). NON metteteci la nutella; se volete la crostata con la nutella cuocetela piena di fagioli secchi e farcitela poi quando è già cotta (dopo aver tolto i fagioli ovviamente).

Completate la crostata con la pasta rimasta. Io qui ho creato la tradizionale griglia, ma ho poi aggiunto delle palline di pasta che mi era avanzata. Se volete per redere più colorata la crostata potete spennellarla (con un pennello vero e proprio) di latte (dà un poco di colore), oppure di albume (da un colore un po’ più biscottato) o di tuorlo (effetto dorato totale!). Infornate a 180° per una mezz’ora.

martedì 26 aprile 2011

Asparagi bianchi alla pancetta

Chiedo venia... nello scrivere il menù sono andata a memoria e ho confuso una ricetta medievale (asparagi allo zafferano) con questa che ora vi propongo! Non mi ricordo dove l’ho presa (non è mia) e sono abbastanza sicura che c’è ANCHE  in un ricettario antico, solo che non ho ritrovato in quale! In ogni caso è una ricetta semplice e abbastanza conosciuta, ma che qui ci permette di restare fedeli ai nostri colori: bianchi, rosa e violetti!!!!

Ingredienti: asparagi bianchi, pancetta in fette sottili.

Non servono né sale né condimenti: c’è già tutto nella pancetta! Lessate o cuocete a vapore brevemente gli asparagi, facendo attenzione che non diventino troppo molli. Scolateli e lasciateli raffreddare. Avvolgeteli a uno a uno in un pezzetto di pancetta e poneteli allineti in una padella antiaderente larga. Accendete il fuoco sotto la padella e lasciate rosolare dolcemente, girandoli dopo poco perché anche l’altro lato si colori. Serviteli caldi su un piatto di portata.

venerdì 22 aprile 2011

Insalata tiepida di melanzana con crema rosa al pecorino


Ecco uno dei piatti della “seconda tavola” del pranzo pasquale ispirato ai colori delle peonie. Non lasciatevi ingannare dall’aspetto: NON è dolce, anzi! Potrebbe essere considerato un piacevole contorno, ma credo che molti lo vedrebbero bene come antipasto. Dato che io non sto seguendo l’ordine canonico del pasto, mi permetto di presentarlo come sfiziosità, accanto al piatto principale caldo (che è di riso, in proposito vi rimando al menù).

Per la crema rosa al pecorino:

Ingredienti: latte di capra* g 500, pecorino grattugiato g 200, uova 3, fecola g 80, noce moscata 1/3 di cucchiaino, barbabietola rossa 50 g (va bene anche solo 3 cucchiai di succo). *potete sostituirlo col latte di mucca se preferite.

Tagliate a pezzetti la barbabietola e mettetela a bollire con il latte. La barbabietola serve unicamente a dare il colore. Nel frattempo a parte mescolate le uova con la fecola e la noce moscata. Quando il latte accenna a bollire, filtratelo con un colino e versatelo nel composto di uova, mescolando energicamente. Ponete il tutto di nuovo nella pentola e posizionate sul fuoco, mescolando finché bolle e si addensa. A quel punto togliete dal fuoco e unite tutto il formaggio, amalgamando accuratamente. Versate il composto in una ciotola, copritelo con della pellicola e lasciatelo raffreddare, per trasferirlo infine in frigorifero.

Per l’insalata di melanzane: 2 belle melanzane rotonde (hanno meno buccia), 2 spicchi d’aglio, olio d’oliva, sale.
Togliete la pelle alle melanzane e tagliatele a tocchetti. Nel frattempo schiacciate leggermente gli spicchi d’aglio e metteteli a rosolare con 4 o 5 cucchiai d’olio, in un’ampia pentola antiaderente. Unite anche le melanzane. L’olio all’inizio sembrerà non bastare, ma man mano che le melanzane rilasciano acqua vedrete che la situazione migliorerà. Cuocete a fiamma abbastanza vivace, senza coperchio, mescolando spesso. Salate verso fine cottura. Le melanzane devono risultare cotte, tenere, ma ancora consistenti e per ottenerle così è importante non aggiungere liquidi!
Presentazione del piatto: su un vassoio o un ampio piatto disponete le melanzane al centro, circondandole di chenelle (cioè “cucchiaiate con una bella forma regolare”) di crema, cercando di formare un fiore stilizzato. Le melanzane dovrebbero essere tiepide e la crema fresca di frigorifero.

mercoledì 20 aprile 2011

Torta Peonia Rosa


Una torta che sembra la corolla di un pallido fiore, ma che al taglio rivela una farcitura di un rosa intenso: densa crema di ricotta e fragole. Questa ricetta viene dal mio repertorio personale ed in effetti lo considero un mio “piccolo classico”. Per chi mi conosce ... è inconfondibile! ve la propongo come dessert per il pranzo pasquale delle peonie.

Pasta frolla* circa g 500, ricotta freschissima (io la preferisco di pecora) g 500, fragole g 500, zucchero semolato g 200, zucchero a velo qb, fecola g 40, mandorle spellate g 50

Lavate e tagliate le fragole. Versatele in una pentola con lo zucchero semolato e ponete sul fuoco a cuocere. Quando le fragole sono cotte e lo zucchero ha formato uno sciroppo succoso, spegnete la fiamma.

Intanto con circa metà della pasta foderate una teglia da torta, che avrete rivestito di carta da forno per impedire che si attacchi. Una teglia ad anello di 25 cm di diametro andrà benissimo.

Separate le fragole dal loro sciroppo e frullate lo sciroppo con le mandorle. Unite alla ricotta e mescolate bene, aggiungendo anche la fecola. Versate 2/3 della crema ottenuta nel guscio di pasta e distribuitevi sopra le fragole. Coprite poi delicatamente le fragole con la crema rimasta.

Per completare la torta con il suo disegno classico si devono tirare (col matterello) dei pezzi sottili e irregolari di pasta frolla, che andranno poi disposti in modo da formare i giri di petali della corolla di un fiore, partendo dal bordo della torta e procedendo verso l’interno.

Spolverare leggermente di zucchero a velo e infornare a 170° per un’ora circa. La temperatura è bassa perché la torta dovrebbe cuocere senza colorarsi, ma restando bianca.

*per la pasta frolla vi darò prossimamente una ricetta che potete usare per tante cose. Non la scrivo subito per non rendere troppo lungo questo testo.

lunedì 18 aprile 2011

Insalata d’orzo candida e viola

Ecco una parte degli antipasti del nostro pranzo pasquale dedicato ai colori delle peonie! Sono due insalate d’orzo, una da servire preferibilmente tiepida (la bianca) e l’altra rigorosamente fredda di frigorifero (la violetta)!

Partiamo con l’orzo: lessate dell’orzo perlato, scolatelo e lasciatelo raffreddare. L’orzo si gonfia meno del riso, per cui per fare due ciotole bastanti per 5 persone calcolate da 500 a 600 g, considerando che saranno razioni da antipasto!



Insalata viola: barbabietola rossa lessata, yogurt bianco denso, succo di limone, sale, pepe, olio d’oliva.

Le dosi vanno a gusto, ma per 300 g d’orzo (la metà del totale scritto sopra) considerate circa 1 vasetto piccolo di yogurt, 100 g di barbabietola, 1 limone, olio e pepe a piacere. La procedura è semplicissima: si frullano tutti gli ingredienti e si mescola a metà dell’orzo lessato. Si tiene poi in frigorifero fino al momento dell’utilizzo. È un’insalata molto fresca, in cui prevale l’asprigno dello yogurt e del limone.



Insalata bianca: una piccola cipolla, qualche foglia di salvia, circa 150 g di fagioli cannellini lessati, ½ bicchiere di vino bianco secco, olio d’oliva, sale.

Rosolate la cipolla con un poco d’olio e unite dopo poco la salvia tritata grossolanamente. Quando il tutto è appassito unite il vino e salate. Alzate la fiamma per far evaporare l’alcool e aggiungete anche i fagioli. Infine completate con l’orzo, mescolandolo direttamente sulla fiamma per scaldarlo un poco. Questa insalata ha un gusto delicato e morbido, che diventa un’alternativa rispetto a quella viola, decisamente più inusuale! Da vedere assieme poi... sono uno di quei piatti che incuriosiscono e fan venir voglia di prenderne una cucchiaiata per “provare”!

sabato 16 aprile 2011

Cucina cromatica: Pasqua del colore delle peonie in fiore

Ecco che inizia una nuova proposta: la cucina cromatica o meglio ancora le Tavole Cromatiche!!!! Pranzi, cene, buffet o proposte di tavole imbandite pensando al colore del cibo. Non si tratta di una nostra pensata bizzarra e astrusa, perché il colore per quanto ne so è uno dei criteri guida della cucina cinese e, guardando al passato, la cucina medievale quasi li considerava parte della dieta e del regime alimentare! Nonostante gli illustri precedenti, la nostra intenzione sarà però soprattutto quella di divertirci e l’arlecchinata che ne uscirà è garantita!

Per l’”inaugurazione” cosa meglio del pranzo di Pasqua? Non aspettatevi nulla di tradizionale! Niente uova e pulcini gialli ma, invece, i bianchi, i rosa ed i morbido color corallo delle peonie, che proprio in questi giorni sono in piena fioritura! Come al solito io ragiono per “tavole”, ovvero per pietanze che devono essere presentate in contemporanea ai commensali. Se proprio non potete farne a meno, chiamatele pure antipasto, primo, secondo e dessert...

Prima tavola: 
-Vassoio di bocconi rosa e corallo
-Insalata d’orzo candida e viola

-Pani vari e focaccia


Seconda tavola:
-Padellata di riso con mandorle e gamberi
-Asparagi bianchi allo stile di Maestro Martino
-Insalata tiepida di melanzane
-Carne salada con gelatina di vino rosso



Dolce:
-Torta Peonia Rosa


Ecco un'anteprima del dolce finale

Nei prossimi post vi darò le ricette, sperando i riuscire a pubblicare tutto entro Pasqua!